Abbigliamento Tecnico, Recensioni

Guanti riscaldati Capit WarmMe

Introduzione al prodotto

Utilizzo questo guanto da ormai 3 anni, l’ho utilizzato sia per gli spostamenti brevi che per lunghi viaggi invernali in occasione di mototendate o semplici spostamenti a lungo raggio, infatti uso la moto al posto dell’auto. Li ho utilizzati con pioggia, leggera nevicata, vento, temperature anche sotto zero, ci ho fatto un viaggio invernale da 600 km in un unica tappa.

Esperienza d'acquisto del prodotto

Ho acquistato il prodotto recensito da un rappresentate di zona che ho incontrato quasi per caso. Li pagai circa 200 euro, ma ora costano leggermente meno, sopratutto il mio modello che è il 2017/2018, poi aggiornato alla versione attuale che ha delle piccolissime differenze. Attualmente il modello recensito si trova ancora su amazon ad una cifra intorno ai 160 euro ma non in tutte le taglie, mentre il modello successivo costa circa 210 euro, esiste poi un altro modello non specifico per moto e quindi senza protezioni.

Immagini del prodotto

Dettagli sul montaggio o trasporto del prodotto

Io ho acquistato la taglia XL ed ho delle mani piuttosto grosse, di solito uso la taglia 10/11 per quello che riguarda i guanti. Inoltre ho scelto la sola alimentazione a batteria per i motivi che spiegherò più avanti, con le batterie inserite nei polsini i guanti sono effettivamente un po’ pesanti ma il peso non da fastidio durante l’uso, essendo concentrato sul polso.

L’interno dei guanti è in Thinsulate, quindi sono guanti già abbastanza caldi anche “spenti”.

Dettagli sul comportamento del prodotto durante l'utilizzo

I guanti sono assolutamente impermeabili, caldi anche senza attivare il riscaldamento elettrico, hanno delle buone protezioni per le nocche e dei rinforzi sul palmo e dita, inoltre hanno una piccola striscia di gomma su entrambi gli indici che ha la funzione di tergivisiera in caso di pioggia, non credvo ma funziona davvero e anche bene!!!

Una volta accesi i guanti e selezionato uno dei tre livelli di potenza il cavo riscaldante inizierà a scaldarsi per raggiungere la temperatura massima in circa 15 minuti, la potenza massima (livello 3) è forse eccessiva specie se in abbinamento alle manopole riscaldate, la potenza 2 è il miglior compresso tra calore e durata batteria, mentre il livello 1 può essere indicato anche per l’utilizzo non durante la guida della moto.

Per la durata delle batterie la casa dichiara:

alla potenza 3 – 3,5 ore di durata

alla potenza 2 – 6,5 ore di durata

alla potenza 1 – 7,5 ore di durata

durate che posso sostanzialmente confermare, anche se ottimizzando un po’ l’utilizzo, si possono allungare leggermente.

In particolare io una volta raggiunta la temperatura e scaldate bene le mani li spengo, tanto rimangono caldi un po’, per poi riaccenderli, così riesco a coprire un viaggio di 300 km andata e ritorno.

I guanti offrono la possibilità di essere alimentati anche con un cavo sdoppiato e collegato direttamente alla batteria della moto eliminando così il problema dell’autonomia, ma ho evitato tale scelta perché già sperimentata su dei guanti Klan avuti più di 10 anni fa, il problema è che non essendo abituato, spesso mi alzavo e scendevo dalla moto senza preventivamente scollegare il cavo, provocando anche danni al cablaggio, infatti si tratta di due cavi che passano all’interno delle maniche e poi si uniscono diventando un unico cavo con uno spinotto all’altezza della vita che si collega all’estremità proveniente dalla batteria della moto.

Vorrei aggiungere che, come vedrete dalle foto, dopo 3 anni di utilizzo giornaliero nel periodo invernale, i guanti si presentano in ottimo stato di usura, solo un paio di cuciture, in un paio di punti, hanno iniziato a mollare, cosa comunque da poco e facilmente risolvibile ma è giusto darne riscontro.

Confronto con altri prodotti simili

Oltre a svariati tipi i guanti invernali di tutti i tipi e costi ho avuto anche un paio di Klan riscaldati, uno dei primi modelli, che ho mandato in pensione dopo più di 10 anni di utilizzo per svariati motivi, primo tra questi che quel modello non aveva protezioni integrate, il secondo e più idoneo al confronto è che i Klan erano alimentati esclusivamente a batteria.

L’alimentazione senza batteria porta ad essere “vincolati” alla moto da un cavo e ci si deve ricordare di staccarlo ed attaccarlo ogni volta che si sale e scende, operazione che non richiede tempo ma a cui ci si deve abituare, essendo una piccola differenza in una routine acquisita potrebbe risultare un po’ difficile da ricordare.

Il calore prodotto era forse leggermente migliore nei KLAN, ma i Capit vincono sul prezzo di acquisto ed anche per eventuali batterie aggiuntive.

Entrambi sono impermeabili ed entrambi sono dei guanti già caldi ed isolati termicamente anche da spenti, su questo aspetto però darei un punto in più ai Capit, bisogna però ricordare che il mio termine di paragone sono dei guanti Klan di più di 10 anni fa, magari gli attuali sono migliorati anche in questo.

Per maggiori informazioni su questo confronto potete leggere la recensione dei guanti Klan.

PRO e CONTRO di questo prodotto rispetto agli altri

  • Maggiore libertà di movimento
  • Prezzo d'acquisto
  • Maggior isolamento termico
  • Interno più caldo anche da spenti
  • Maggior peso
  • Durata delle batterie limitata
  • Impossibilità di ricarica batterie da presa USB

Consigliamo questo prodotto ad altri motoviaggiatori?

Non completamente, ovvero lo consiglio per spostamenti a breve raggio o quando a destinazione si ha a disposizione una presa 220V per poterli ricaricare, anche se in questa eventualità è necessario portarsi dietro cavo e caricabatteria togliendo spazio e peso ad altro nel bagaglio.

Se invece si sceglie di alimentarli a cavo il problema sopra non sussiste ma è una scelta che io non mi sento di consigliare, dopo averla provata e rotta 2 o 3 volte, i cavi che girano nel giubbotto e nelle maniche sono soggetti a piegarsi, attorcigliarsi e rompersi ed inoltre c’è il problema di collegare e scollegare lo spinotto ogni volta che si sale e si scende dalla moto.

Se diversamente si acquistano per usarli saltuariamente durante i lunghi viaggi, accendendoli e spegnendoli al bisogno, potrebbero essere la scelta giusta, ma con delle riserve, ovvero nel caso di un viaggio di più giorni con soste in campeggio libero si avrà comunque la necessità di ricaricarli e non si può assolvere a questa necessità se non con la rete 220V.

Link per acquistare il prodotto

Galleria fotografia del prodotto

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Relativo a Giorgio Canaccini

Mi presento… sono Giorgio un motociclista, amo viaggiare in moto, in strada, ma sopratutto fuoristrada. Ho un sogno: percorrere tutta la TET (Trans Euro Trail) che attraversa tutta l’Europa percorrendo la maggior parte dei km in fuori strada. Viaggio spesso, anzi quasi sempre, in solitaria, con tenda e cucinandomi i pasti, amo vivere la natura e le culture dei paesi che visito, questo è lo spirito di viaggiare fuori strada, con calma, attraversando piccole realtà e piccoli paesini locali, incontrando gente del posto, fermandomi a parlarci.... da poco ho deciso di condividere la mia passione e i miei viaggi con gli altri....

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