BARRE PARAMOTORE

La soluzione totale per preparare la tua moto ad ogni tipo di motoviaggio avventura, anche su sterrato di livello estremo. I tesserati PARTIREper hanno vantaggi riservati con Outback Motortek Italia. Sei già tesserato?
OUTBACK MOTORTEK

CAVALLETTO CENTRALE

Il cavalletto centrale Outback Motortek è una preziosa aggiunta alla tua moto per la pulizia e manutenzione della catena, riparazione degli pneumatici, lavaggio del telaio, parcheggio in spazi ristretti e molto altro. I tesserati PARTIREper hanno vantaggi riservati con Outback Motortek Italia. Sei già tesserato?
OUTBACK MOTORTEK

TELAI PORTABORSE

telai portaborse Outback Motortek X-Frame sono la soluzione più versatile per caricare in sicurezza borse laterali morbide, valigie laterali rigide o un supporto Rotopax per taniche supplementari d’acqua o di benzina. I tesserati PARTIREper hanno vantaggi riservati con Outback Motortek Italia. Sei già tesserato?
OUTBACK MOTORTEK

CASSETTA PORTA ATTREZZI

La cassetta porta attrezzi Outback Motortek è una preziosa aggiunta alla tua moto, per equipaggiarla con un vano di carico aggiuntivo, chiuso con serratura e a scomparsa negli spazi liberi del tuo telai portaborse. I tesserati PARTIREper hanno vantaggi riservati con Outback Motortek Italia. Sei già tesserato?
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PIASTRA PORTABORSA

La piastra portaborsa posteriore Outback Motortek aumenta la capacità di carico della tua moto per predisporla a qualunque tipo di motoviaggio avventura. I tesserati PARTIREper hanno vantaggi riservati con Outback Motortek Italia. Sei già tesserato?
OUTBACK MOTORTEK

CERCHI TUBELESS

Dal 2016 monto Bartubeless su tutte le mie moto (Honda Transalp, CRF1000 e Adventure Sports) con ottimi risultati, soprattutto in caso di foratura! I tesserati PARTIREper hanno uno sconto riservato. Sei già tesserato?
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PARAMANI

Dal 2016 monto Barkbusters su tutte le mie moto (Honda Africa Twin CRF1000 e Adventure Sports) con ottimi risultati, soprattutto in caso di cadute su sterrato! I tesserati PARTIREper hanno uno sconto riservato. Sei già tesserato?ok
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BORSA SERBATOIO

La miglior borsa serbatoio che ho mai avuto. Piccola, comoda per la guida in pieda su sterrato, impermeabile al 100% e in grado di ospitare e proteggere il mio drone, radiocomendo e 4 batterie dedicate! I tesserati PARTIREper hanno uno sconto riservato. Sei già tesserato?ok
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BORSE LATERALI

Utilizzo le borse morbide dal 2018, prima con Enduristan Monsoon 3 e adesso con Mosko Moto Backcountry da 35. Ideali per i viaggi dove voglio rimanere leggero e compatto, senza rinunciare a infrattarmi nei sentieri sterrati! I tesserati PARTIREper hanno uno sconto riservato. Sei già tesserato?ok
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BORSA A ROTOLO

Uno dei prodotti per il motoviaggio che preferisco per la sua intelligenza, utilità e per le soluzioni che offre. Ideale per chi come me bivacca molto, fa molto sterrato e usa una tenda due secondi a piattello. I tesserati PARTIREper hanno uno sconto riservato. Sei già tesserato?ok
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CASCO

Uno dei migliori caschi che ho mai utilizzato e con cui ho percorso già 25.000 km in due anni, due volte a Capo Nord, endurate del fine settimane e ogni condizione climatica. I tesserati PARTIREper hanno sconti e vantaggi riservati con Klim Pistoia. Sei già tesserato?
KLIM KRIOS PRO

COMPLETO

Uno dei migliori completi tecnici che ho mai utilizzato. L’ho usato per andare due volte a Capo Nord, è impermeabile senza incerata, resistente all’enduro e posso usarlo 365 giorni l’anno in ogni condizione climatica. È garantito a vita! I tesserati PARTIREper hanno sconti e vantaggi riservati con Klim Pistoia. Sei già tesserato?
KLIM BADLANDS PRO

GUANTI

Uno dei migliori guanti che ho mai utilizzato. Sono impermeabili al 100% e completamente traspiranti. Non si incollano alle mani quando queste sono umide o bagnate e mi permettono di usare lo schermo touch dello smartphone. I tesserati PARTIREper hanno sconti e vantaggi riservati con Klim Pistoia. Sei già tesserato?
KLIM BADLANDS LONG

INTIMO

Non uso più l’incerata e adesso non uso nemmeno i vestiti sotto il completo, ma ottimizzo con gli intimi tecnici BASE e MEDIE per essere comodo 365 giorni l’anno, su ogni tracciato e ogni condizione climatica. I tesserati PARTIREper hanno sconti e vantaggi riservati con Klim Pistoia. Sei già tesserato?
KLIM AGGRESSOR 1, 2 e 3
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STIVALI

In attesa di ricevere i Klim Adventure Boots, continuo a usare dal 2016 questi eccezionali stivali che hanno percorso con me migliaia di km, in ogni condizione climatica. I tesserati PARTIREper hanno sconti e vantaggi riservati con questo tipo di prodotto. Sei già tesserato?
TCX INFINITY GTX EVO
Non sono né un viaggiatore né un motociclista. Sono un motoviaggiatore

IO E LA MOTO

La passione per le moto, dicono, ce l’hai nel sangue. Io l’ho ereditata da mio padre, quando all’età di sei anni scoprivo le colline Toscane in sella alla sua Dominator. A occhi chiusi, stretto alla sua giacca, la mia testa oscillava a destra e a sinistra, lungo i tornanti. Ricordo i rumori del traffico, degli animali di campagna e il rombo del motore farsi acuto e grave a ogni curva. Ed è così che ho imparato ad amare le moto, non per quello che realmente sono, ma per ciò che sono in grado di suscitare in me.

Ci sono almeno un paio di ricordi che mi legano alla moto e che riaffiorano nella mia mente, adesso che osservo la mia Transalp parcheggiata dentro il magazzino dove lavoro.

La prima è un ricordo d’estate: sono nel cortile della casa di mia nonna, a Tafoni. Lei vive in un piccolo borgo di montagna dove le casette sono raggruppate molto vicine tra loro e hanno una piccola aia in comune. Così piccola che non ci si parcheggiava nemmeno la macchina. Di fronte alla casa di mia nonna abitava un adolescente che teneva parcheggiata davanti all’uscio di casa un Malaguti Fifty Top, rosso fiammante. Io li osservavo entrambi, la moto e il suo centauro, prima dalla finestra poi dal cortile, mentre il ragazzo accendeva il motore e riempiva l’aia di un rombo assordante. Non ci capivo ancora nulla di motori, ma quella scena quasi mi ipnotizzava. Osservavo il ragazzo mentre si chinava per controllare qualcosa al motore, poi saltava in sella e spariva lasciandosi dietro una nube di fumo bianca e odore di olio di ricino.

La seconda immagine è di un tramonto estivo, ammirato dal balcone, al sesto piano dell’appartamento di mia madre. È verso quell’ora che spesso sentivo arrivare la moto del ragazzo che abitava nel palazzo di fronte. Quando la moto si avvicinava, il rumore rimbalzava tra un palazzo e l’altro. Era una Bmw R80GS. Montava sempre due borse laterali, che già facevano immaginare ritornasse da un viaggio. Il ragazzo aveva una folta coda rasta legata con un elastico e che spuntava da sotto il casco. Con quella moto e quell’acconciatura mi dava l’impressione di un tipo ribelle, fuori dalle regole, amante della libertà. Mi domandavo cosa di provasse a vivere così. Il mio apprezzamento per lui cresceva ancora di più quelle volte in cui arrivava con una ragazza sempre diversa seduta sulla sella del passeggero. Nel mio ricordo, lei veste un pantaloncino di jeans corto attillato che nulla lascia all’immaginazione.

Il rasta ribelle. La moto vintage. La tipa dietro. C’erano tutti gli elementi di una vita piena: l’avventura, la libertà, la trasgressione. Ogni volta che lo sentivo arrivare, mi affacciavo dalla mia finestra di casa, lo osservavo e cominciavo a sognare di vivere la stessa vita.

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

HONDA AFRICA TWIN ADVENTURE SPORTS CRF1000L2 del 2018

Folgorato come da un colpo di fulmine, compro una Honda Africa Twin Adventure Sports di seconda mano, portandola a casa ancora prima di aver venduto la CRF 1000 Standard. Ho in mente di fare viaggi ancora più impegnativi ma di affacciarmi sul mondo dello sterrato dual-sport ed enduro, anche se la moto è molto più pesante e alta della versione Standard.

Per proteggerla da ogni endurata e caduta durante la caccia della traccia, la equipaggio con barre di protezione basse, medie e alte, paracoppa/paramotore, telai portaborse x-frame, cavalletto centrale, piastra portaborse e cassetta porta attrezzi a tenuta stagna, tutto firmato Outback Motortek.

Ad oggi questa è la miglior moto da motoviaggio ch’io abbia mai avuto, ma sono aperto a provare sempre cose nuove, in base a quello che riserva il futuro.

2018

HONDA AFRICA TWIN CRF1000L del 2016

13 anni fa non conoscevo il potenziale di una moto da viaggio. Oggi invece so esattamente cosa cerco nel mio mezzo e volevo capire se, una volta in sella, sarebbe scattato il colpo di fulmine. E c’è stato. Nel Marzo 2017 acquisto una Honda Africa TWIN CRF1000L Standard del 2016 che equipaggio subito con barre di protezione basse e medie e paracoppa/paramotore Outback Motortek. Il miglior compromesso fra peso e potenza per chi viaggia e cerca di stare il più possibile su sterrato, anche a pieno carico. Con lei andrò alla scoperta dei Guadi d’Islanda.

estratto del mio libro “Guadi d’Islanda in moto“.

2017

HONDA TRANSALP XL600V del 1987 (special 2)

“La mia vecchia Transalp é, per me, più di una semplice moto. Da quando l’avevo acquistata era sempre stata una presenza costante in tutta la mia vita, mi aveva accompagnato in viaggio, al lavoro, al supermercato, perfino all’ospedale quando la mia compagna era prossima a partorire. La mia Transalp attestava tutto il mio “storico” come viaggiatore e come motociclista. Ha vissuto tutte le esperienze che hanno caratterizzato la mia carriera, nel bene e nel male. È con lei che sono partito nel lontano 2005 per realizzare un sogno, una scelta che poi ha delineato tutto il resto della mia vita, facendo del viaggiare in moto la mia attuale professione.

[…]

Scelsi di darle fiducia per l’ennesima volta, ma prima avrei dovuto effettuare dei lavori di ripristino per rimetterla in sesto. Spesi buona parte dei miei risparmi, fiducioso che questo ulteriore restyling avrebbe esteso la sua vita per altre decine di migliaia di chilometri. La spogliai del telaio per farlo sabbiare e riverniciare.

Poi la ricomposi, con ricambi dell’Africa Twin RD03 e RD04: forcelle anteriori più performanti, forcellone posteriore più leggero e resistente, passo ruota più largo, serbatoio più capiente, due freni a disco anteriori e uno posteriore per una frenata più sicura. Inoltre, feci realizzare una carena in vetroresina realizzata ad hoc per facilitarne lo smontaggio per le operazioni di manutenzione. Montai un faro a led anteriore per la guida notturna, un termometro e un voltometro per i controlli dei valori. Convertii i cerchi a tubeless e scelsi un modello che mi avrebbe permesso di ampliare la larghezza del battistrada, montare un 150 sul posteriore e rendere le forature più facili da riparare.”

estratto del mio libro “Vie della Seta in moto“.

2016

BMW R1200GS LC del 2013

Con l’uscita di scena del modello raffreddato ad aria e l’arrivo del modello LC, decido di sostituire la moto aziendale con una più recente e performante BMW R1200GS LC che utilizzo per guidare tutti i tour in Sud America.Con lei percorro oltre 50.000 km all’anno sia su asfalto che sterrato della Patagonia e Terra del Fuoco ed è la moto che utilizzo fino al 2017, prima dell’arrivo dell’Africa Twin nella flotta delle moto a noleggio.

2015

BMW R1200GS AC del 2010

Stanziale in Cile, in una relazione e diventato padre, cerco un lavoro che mi permetta di coltivare la mia passione e vengo assunto come moto-guida dedicandomi ad accompagnare gruppi in Patagonia e sull’altopiano andino, percorrendo 50.000 Km l’anno. Decido poi di mettermi in proprio fondando Ride True ADV. La mia moto aziendale per svolgere il mio lavoro è una BMW R1200GS AC, che adoro per versatilità ed affidabilità in ogni condizione.

2011

HONDA TRANSALP XL600V del 1987 (special 1)

“Durante una sosta umanitaria in Bolivia, ho un grave incidente in moto e vengo ricoverato in ospedale. La mia Transalp, inutilizzabile, viene confiscata dalla polizia locale e restituitami a fronte del pagamento di una multa. Decido allora di riparare la moto con i pochi strumenti che ho a disposizione e lasciare la Bolivia settimane dopo, in cerca di un luogo dove ripristinare la mia salute e quella della mia moto.

Rientro a Santiago in cerca di un luogo in cui stabilizzarmi, trovare un lavoro che copra i mesi di vita in Cile, mentre la moto è in riparazione. Valuto la situazione e decido di spedire la Transalp a Milano e affidarmi alle cure di Maxxx, che mi promette un restauro ad opera d’arte e un preventivo adeguato alle mie possibilità.

– Ho una buona e una cattiva notizia – mi dice Maxxx al telefono mentre osserva la mia moto smontata in mille pezzi nella sua officina – quale vuoi sapere prima?

– La buona!

– Il telaio della moto, nonostante l’incidente, è ancora perfetto

– E la cattiva?

– Tutti i pezzi che ho tirato già dal telaio sono da buttare, tranne due. Il clacson e il serbatoio!

Decidiamo di rimontare i pezzi su un telaio radiato, per mostrare la moto al pubblico nelle stesse condizioni in cui era dopo l’incidente. E sul telaio originale assembliamo una lunga lista di ricambi nuovi e usati (in gran parte donati dai miei followers) andando a potenziare la moto dove possibile: serbatoio, freni, forcelle, paracoppa, sella, manubrio, carene, scarico, motore. Ne esce fuori una special pensata per il motoviaggio avventura.

A Settembre la mia Transalp rientra a Santiago e per celebrare organizzo il mio primo Tour Patagonia con i primi 15 followers che mi avrebbero raggiunto a Capodanno. Il tour, essendo il primo e avendo un significato simbolico, è senza scopo di lucro e porta il gruppo a scoprire in 21 giorni oltre 9.500 km del Sud America”

estratto del mio libro “Patagonia e Ande in moto“.

2010

HONDA TRANSALP XL600V del 1987 originale da viaggio

” – La moto originale va già benissimo per fare il viaggio che hai in mente – mi tranquillizza – ma se vogliamo proprio scongiurare ogni inconveniente, farei delle piccole modiche, se sei d’accordo.

– Per me va più che bene, Max!

Massimo monta un voltmetro per tenere sotto controllo il comportamento del regolatore di tensione (punto debole della Transalp del 1987) e mi suggerisce di girare di 90° le centraline sotto sella perché nella posizione di fabbrica il peso del pilota tende a spingere sul connettore e romperlo. Un consiglio che dimenticherò appena uscito dalla sua officina e che mi ritornerà in mente l’anno dopo, quando rimarrò a piedi di notte in una strada di campagna malesiana.

Massimo mi spiega anche i punti deboli della moto e come potrei risolverli in caso di necessità. Si fa carico del costo dei ricambi e non chiede un centesimo per le ore spese ad insegnarmi”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

2005

HONDA TRANSALP XL600V del 1987 originale appena comprata

“Cerco tra i vari annunci online. Ne trovo una a 1.000 euro. È già al suo secondo proprietario, ma dalle foto sembra nuova. Contatto la persona. È di Vercelli. Mi dice che la vende perché ha appena avuto un figlio e non ha più tempo per usarla. Lui fa il camionista e la tiene nel magazzino dove parcheggia la motrice. Non la usa quasi mai.

– Preferisco venderla che farla invecchiare in garage – mi dice.

Decido di raggiungerlo in treno e vederla coi miei occhi. Mio padre mi accompagna alla stazione ferroviaria di Firenze; il proprietario della Transalp mi viene a prendere a quella di Vercelli. La moto è datata, ma tenuta maniacalmente.
Ho in mano una lista di dettagli della moto da verificare che ho scaricato dal sito tecnica.transalp.it. Sono ancora inesperto di meccanica, perciò cerco di essere attento come posso, in modo da evitare di spendere soldi per una moto che mi darà problemi in seguito. Stando a quanto scritto nella guida all’acquisto dell’usato che ho scaricato, tutti i dettagli da tenere sotto controllo sono in ottime condizioni, salvo il consumo eccessivo d’olio per il quale c’è ben poco da fare su questo modello.
Non ho ancora ben chiaro cosa comporti il consumo di un chilo di olio motore ogni 1.000 km, per il tipo di distanze che percorrerò con la Transalp.

– Se me la vendi per 800 euro, torno a prenderla questo fine settimana.

– Mille sarebbe il suo prezzo. Vienimi incontro, dai.

– Ti sono già venuto incontro. Sono salito fino a Vercelli in treno. E ci risalgo per prendere la moto.

– E va bene. Affare fatto.

E così, il 13 marzo 2004, ci accordiamo su 800 euro volture comprese per questa Honda Transalp XL600V del 1987 con 36.000 km!”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

2004

APRILIA RX 125 del 1992

“Con i soldi ricavati dal sinistro ero in effetti riuscito ad acquistare una Aprilia RX 125cc di seconda mano. Il primo proprietario, endurista per passione, l’aveva “preparata” mettendoci sotto un motore da 160cc.

– Questa la tiri su in terza, eh! – aveva esordito il proprietario per convincermi a comprarla. Ma io, che non sono uno smanettone, ero già abbastanza contento che la moto riuscisse a portarmi a scuola.

Purtroppo, anche l’RX non ebbe una vita facile. La moto aveva il miscelatore ed io mi ero dimenticato di fare un rabbocco di olio nel serbatoio dedicato. Un giorno, mentre tornavo da scuola, il motore grippò e dopo una lunga sgommata con fumata bianca, la moto si arrestò all’improvviso. L’accaduto, oltre che a lasciarmi nuovamente senza moto, mi motivò a ottenere la patente per la macchina e incentivò mia madre a prestarmela, per evitare di mettermi nuovamente nei guai alla guida di una moto”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

1999

APRILIA RS 50 REPLICA TETSUYA HARADA del 1998

“A 16 anni avevo poi permutato il Malaguti per una Aprilia RS50 Replica Tetsuya Arada nuova di zecca. Sfortunatamente, l’avevo danneggiata gravemente in un’uscita di curva: un veicolo al centro di una piccola strada di montagna, una frenata improvvisa, la strada bagnata, ed io ero scivolato a terra sbattendo contro un cassonetto. La forcella anteriore si era piegata tanto da essere inutilizzabile. Così ridotto, avevo lasciato la moto nell’officina del mitico Bogani di Barberino, nella speranza che il 50% di responsabilità stabilita dai periti, mi permettessero di acquistare un usato di cilindrata più grande”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

1998

MALAGUTI RCW 50

“Abituato alle discese a motore spento in sella al Garelli, sfrecciare sul Malaguti a 65km/h in tangenziale sembrava un sogno!”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

1997

GARELLI SPORT JUNIONR 48 del 1977

“Diversamente dai miei compagni di scuola, mi ero sottratto alla moda dello scooter in attesa di poter possedere una moto con le marce. Prima di compiere l’età minima per guidare un cinquantino, mio padre mi aveva rimediato un Garelli Sport Junior 48 del 1977 che frenava appena. A serbatoio vuoto e con i freni a tamburo malconci, spingevo quel ferro vecchio sulla stradina sterrata sopra casa, guidando in folle a motore spento per qualche centinaio di metri.
Quante volte avevo sognato che il motore prendesse vita per portarmi lontano! Ma avrei dovuto aspettare diversi anni, prima che mio padre decidesse di regalarmi un Malaguti RCW 50cc usata.”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

1996

YAMAHA FZ750 di mio padre

“La passione per le moto, dicono, ce l’hai nel sangue. Io l’ho ereditata da mio padre, quando all’età di sei anni scoprivo le colline Toscane in sella alla sua Dominator. A occhi chiusi, stretto alla sua giacca, la mia testa oscillava a destra e a sinistra, lungo i tornanti. Ricordo i rumori del traffico, degli animali di campagna e il rombo del motore farsi acuto e grave a ogni curva. Ed è così che ho imparato ad amare le moto, non per quello che realmente sono, ma per ciò che sono in grado di suscitare in me.”

estratto del mio libro “Partire per Viaggiare, non per arrivare“.

1987