Albania

  • Assicurazione. La maggior parte delle assicurazioni italiane non rilascia una carta verde valida anche per l’Albania. All’ingresso nel Paese, direttamente alla frontiera terrestre o marittima, è pertanto necessario stipulare una assicurazione temporanea con una compagnia albanese, il cui costo medio per 15 giorni è di circa 50 euro per autovettura. Si consiglia di stipulare una assicurazione contro tutti i rischi con copertura per il furto;
  • Luci. Fari anabbaglianti devono restare accesi 24 ore su 24;
  • Limite di velocità. Città 40 km/h, extraurbano 80 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Non ci sono pedaggi per l’utilizzo di autostrade;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Austria

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 100 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Per circolare sulla rete autostradale occorre acquistare apposita vignetta da apporre sul parabrezza;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Bosnia Erzegovina

  • Dotazione. E’ obbligatorio tenere a bordo il giubbotto catarifrangente;
  • Luci. I fari anabbaglianti vanno tenuti accesi tutto il giorno;
  • Limite di velocità. Città 60 km/h, extraurbano 80-100 km/h;
  • Pedaggi. Non ci sono autostrade a pedaggio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Bulgaria

  • Dotazione. Giubbotto riflettente obbligatorio per tutti coloro che scendono dal veicolo;
  • Luci. L’uso dei fari anabbaglianti durante il giorno è obbligatorio sempre, sia per le vetture che per i motocicli. In caso di scarsa visibilità per pioggia, neve o nebbia possono essere utilizzati i fari fendinebbia;
  • Limite di velocità. Città 50 km/h, extraurbano 80 km/h e 120 km/h in autostrada;
  • Pedaggi. Non vengono richiesti pedaggi;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Croazia

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90-110 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada a pagamento, si può pagare presso il casello con contanti o carta di credito;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Danimarca

  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90-110 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada gratuita;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Finlandia

  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 100 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada gratuita;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Francia

  • Dotazione. Avere a bordo, per chi guida motocicli di cilindrata superiore a 125 cc o con potenza superiore a 15 kw, un capo di abbigliamento riflettente da utilizzare in caso di sosta su strada;
  • Protezioni. Obbligo di indossare guanti protettivi omologati (dal 20 novembre 2016);
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. 50 km/h nei centri abitati, 90 km/h fuori dei centri abitati, 110 km/h sulle autostrade urbane e sulle strade a doppia carreggiata separata, 130 km/h sulle autostrade (110 km/h in caso di pioggia). A chi possiede una patente europea e supera il limite di velocità di oltre 40 km/h la patente verrà confiscata sul posto dagli agenti di polizia;
  • Pedaggi. Autostrada a pagamento, si può pagare presso il casello con contanti o carta di credito;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Germania

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 100 km/h (con tratti senza limite, autostrade senza limite generale, velocità raccomandata di 130 km/h;
  • Pedaggi. Non è previsto il pagamento di un pedaggio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Grecia

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada a pagamento;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Kosovo

  • Assicurazione. La Carta verde e le normali assicurazioni rilasciate in Serbia non coprono questo territorio, per cui l’unico documento valido è l’apposita assicurazione rilasciata alla frontiera. Il tagliando assicurativo può essere acquistato presso tutti i Valichi di Frontiera. In assenza di una tabella di conversione delle patenti, per il momento, tutte le patenti devono considerarsi valide. I premi assicurativi si differenziano secondo la cilindrata dell’autoveicolo. Si segnala che sono le Autorità doganali della Repubblica del Kosovo a provvedere al rilascio di un’assicurazione di frontiera. La Carta Verde internazionale continua a non avere validità nel Paese. Si segnala inoltre che le vetture con targa straniera possono rimanere fino ad un massimo di tre mesi sul territorio del Kosovo;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.
  • Islanda
  • Off-road. Assolutamente vietato. Le moto sorprese fuori dalle strade saranno segnalate. I trasgressori multati fino a 4.000 euro a moto;
  • Luci. I fari antinebbia (bianchi o gialli anteriori) possono essere usati in caso di nebbia, neve o pioggia, ma solo contemporaneamente alle luci di posizione. È obbligatorio tenere gli anabbaglianti accesi sia di giorno che di notte. È vietato circolare con le sole luci di posizione;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 80 km/h, statali 110 km/h;
  • Pedaggi. In Islanda non ci sono autostrade a pedaggio. Viene richiesta una tassa per attraversare il Tunnel Hvalfjudor;
  • Campeggio libero. Vietato e in caso di campeggiatori abusivi i rangers e gli elicotteri vi segnaleranno alle autorità. È possibile campeggiare nelle aree designate;
  • Climi. Per la situazione aggiornata in tempo reale delle strade e dei climi, consulta www.road.is e www.en.vedur.is.

Macedonia

  • Luci. Tutti i veicoli a motore in circolazione devono avere le luci accese sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 80 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. Le autostrade macedoni sono a pedaggio, pagabile alle barriere, solamente in contanti;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Montenegro

  • Dotazione. E’ obbligatorio tenere a bordo il giubbotto catarifrangente;
  • Luci. I fari anabbaglianti vanno tenuti accesi tutto il giorno;
  • Limite di velocità. Città 40 km/h, extraurbano 80 km/h;
  • Pedaggi. Non ci sono autostrade a pedaggio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Olanda

  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti per guidare di notte o in situazioni di scarsa visibilità come pioggia intensa, nebbia e neve;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 80-100 km/h, autostrade 80-130 km/h;
  • Pedaggi. Non è previsto il pagamento di un pedaggio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Polonia

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50-60 km/h, extraurbano 90-100-120 km/h, autostrade 140 km/h;
  • Pedaggi. Alcune autostrade a pagamento, che si può pagare direttamente al casello;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Portogallo

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada a pagamento, si può pagare presso il casello con contanti o carta di credito;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Repubblica Ceca

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Per circolare sulla rete autostradale occorre acquistare apposita vignetta da apporre sul parabrezza;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Repubblica Slovacca

  • Luci. Tutti i veicoli debbono avere le luci anabbaglianti accese di giorno e di notte durante tutto l’anno. È obbligatorio avere una lampada di ricambio a bordo del veicolo;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90 km/h, autostrade 110 km/h;
  • Pedaggi. In Slovacchia non ci sono autostrade a pagamento;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Romania

  • Luci. Le motociclette devono circolare giorno e notte con i fari anabbaglianti accesi;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. Viene richiesto un pedaggio per entrare in Bulgaria dalla città di Giurgiu e uno per attraversare il Danubio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Serbia

  • Luci. Obbligatorio avere gli anabbaglianti accesi per tutti i veicoli a motore anche di giorno su strade extraurbane;
  • Limite di velocità. Urbano 60 km/h, extraurbano 100 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. In Serbia non ci sono autostrade a pedaggio;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Spagna

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90-100 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. Autostrada a pagamento, si può pagare presso il casello con contanti o carta di credito;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Svizzera

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Luci. Obbligatorie le luci anabbaglianti sia di giorno che di notte;
  • Limite di velocità. Urbano 30-50 km/h, extraurbano 80 km/h, autostrade 120 km/h;
  • Pedaggi. È previsto il pagamento della vignetta;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Ungheria

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Luci. Fuori degli agglomerati urbani tutti i veicoli a motore devono avere le luci anabbaglianti accese 24 ore su 24, anche sulle autostrade. Gli abbaglianti sono vietati negli agglomerati urbani;
  • Limite di velocità. Urbano 50 km/h, extraurbano 90-110 km/h, autostrade 130 km/h;
  • Pedaggi. Per circolare sulla rete autostradale occorre acquistare apposita vignetta da apporre sul parabrezza;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Slovenia

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Casco. Obbligatorio per motoveicoli e ciclomotori; un bambino di meno di 12 anni non può viaggiare su una moto;
  • Luci. Obbligo di accensione anche di giorno dei fari anabbaglianti;
  • Pedaggi. Per circolare sulla rete autostradale occorre acquistare apposita vignetta da apporre sul parabrezza;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Svezia

  • Dotazione. Avere a bordo un Kit di pronto soccorso con contenuto a norma DIN 13167 e un giubbino autoriflettente;
  • Casco. Obbligatorio per motoveicoli e ciclomotori; un bambino di meno di 12 anni non può viaggiare su una moto;
  • Luci. Obbligo di accensione anche di giorno dei fari anabbaglianti per qualunque veicolo;
  • Equipaggiamento invernale. Dal 1° dicembre al 31 marzo tutti i veicoli debbono avere pneumatici da neve, se le condizioni della strada lo richiedono (strada coperta di neve o ghiaccio). Se invece la strada è sgombra si possono usare anche pneumatici estivi;
  • Limite di velocità. Da 30 a 70 Km/h nei centri abitati, da 60 a 100 km/h fuori dei centri abitati, da 80 a 120 km/h in autostrada;
  • Pedaggi. Autostrade gratuite, alcune tangenziali a pagamento;
  • Campeggio libero. Possibile, ma in zone montuose o campagne.

Turchia

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet non necessari, ma all’ingresso la dogana emetterà un foglio d’importazione della moto;
  • Viabilità. Le strade sono molto curate, specialmente se collegate a punti di alto interesse turistico, come la Cappadocia;
  • Lingua. Turco e Inglese nelle zone turistiche;
  • Costo della vita. Decisamente alto rispetto ai paesi limitrofi. Benzina molto cara, pasti e alloggi un 15% più economici dell’Italia;
  • Campeggio libero. Possibile in tutta sicurezza al di fuori dei grandi centri urbani;
  • Ospitalità. I turchi sono molto ospitali e ti inviteranno a mangiare da loro e poi a dormire;
  • Problemi, zone a rischio. La Turchia confina con la Siria e si è spesso indicato la zona come a rischio, anche dopo gli attentati avvenuti a Istanbul. Ho raggiunto Kilis (paese di confine) è dormito in tenda nelle campagne circostanti. Sentivo anche le esplosioni su Aleppo (a 66 km da me), ma non è successo niente;
  • Assistenza motociclistica. Istanbul e altre grandi città hanno meccanici competenti e negozianti molto accessoriati.

Georgia e Azerbaijan

  • Visti e documenti necessari. Mentre la Georgia non richiede nessun tipo di documentazione se non il passaporto, per l’Azerbaijan è necessario un e-Visa dal costo di 35 euro che puoi ottenere online;
  • Viabilità. Sia Georgia che Azerbaijan presentano strade molto buone nel centro delle grandi città e pessime nelle periferie o campagne. A questo si aggiunge un pessimo stile di guida dei locali e bestiame lasciato libero di pascolare anche in autostrada;
  • Lingua. Georgiano, Russo, Azero e Inglese nelle zone turistiche;
  • Costo della vita. Molto economico;
  • Campeggio libero. Se dovrai accamparti, fallo lontano dalle zone abitate, nella campagne o nelle zone di montagna;
  • Ospitalità. Popolo molto ospitale, ma di primo acchito decisamente diffidente o in soggezione. Serve molta cortesia prima di essere invitati;
  • Problemi, zone a rischio. Classica delinquenza nelle zone più malfamate delle grandi città. La strada che arriva in Russia (Cecenia e Abcasia) è adesso aperta al transito ed è una delle strade più belle;
  • Assistenza motociclistica. In Georgia ci sono meno rivenditori per le grandi moto, mentre in Azerbaijan sono presenti bazar, negozi di accessori e meccanici abbastanza preparati.

Kazakistan e Uzbekistan

  • Visti e documenti necessari. Per il Kazakistan non è necessario il visto per un soggiorno di 15 giorni, per l’Uzbekistan invece è necessario e ha un costo di 75 dollari per 30 giorni di soggiorno, singola entrata. Entrando negli “Stan” dovrai pagare un’assicurazione locale dal costo di circa 20 dollari che sarà valida in tutti i paesi dell’Asia Centrale;
  • Viabilità. In entrambi i paesi le strade hanno una qualità pessima e sono spesso frequentate da camionisti non curanti dei motociclisti;
  • Lingua. Kazako, Russo, Uzbeko e Inglese nei luoghi turistici;
  • Costo della vita. Molto economico. In Uzbekistan potrai cambiare i dollari al mercato blu altrimenti pagherai gli hotel il doppio (vedi 295);
  • Campeggio libero. Sicuro e facile nelle campagne in quanto lo spazio disponibile è molto e facilmente raggiungibile in moto. Nella steppa cerca di non campeggiare troppo vicino alla strada o sarai sotto gli occhi di tutti;
  • Ospitalità. Le persone sono molto tranquille, ma subiscono il fascino del motoviaggiatore fino a manifestare del pudore;
  • Problemi, zone a rischio. Zone isolate della steppa dove la pioggia può lasciarti in balia del fango;
  • Assistenza motociclistica. I grandi agglomerati urbani come Almaty hanno qualche negozio, ma le distanze fra città sono talmente grandi che è importante essere auto-sufficienti. In compenso i meccanici sono molto preparati e sanno arrangiarsi.

Kirghizistan e Tagikistan (Pamir)

  • Visti e documenti necessari. Visto non necessario per Kirghizistan, ma indispensabile per Tagikistan e Pamir. Dall’ambasciata a Biškek puoi ottenere entrambi per circa 45 dollari in meno di due ore;
  • Viabilità. Le strade sono molto danneggiate, sia quelle asfaltate che quelle sterrate. Ecco perché la M41 è così amata e odiata. In caso di forti piogge la strada può franare e lasciarti bloccato per diversi giorni;
  • Lingua. Kirghiso, Tagico, Russo e lingua nativa del Pamir;
  • Costo della vita. Molto economico;
  • Campeggio libero. Molto sicuro e molto bello;
  • Ospitalità. Persone molto ospitali e molto cordiali, ma che vivono in zone molto remote e apprezzeranno il fatto che tu gli permetta di lavorare vendendoti cibo o un posto caldo dove dormire;
  • Problemi, zone a rischio. Attenzione ai bambini che vogliono salutare i motociclisti troppo da vicino rischiando di farsi investire;
  • Assistenza motociclistica. Biškek e Osh hanno rivenditori e meccanici in grado di tirarti fuori dai guai. Dusanbe è molto frequentata da motoviaggiatori e troverai sicuramente la soluzione al tuo problema.

Turkmenistan

  • Visti e documenti necessari. Visto necessario (sia turistico che di transito) dal costo di circa 50 dollari. Difficile se non impossibile ottenerlo se richiesto in viaggio, ma c’è chi è riuscito. Il visto di transito dura 5 giorni e ti verrà imposto di entrare e di uscire in punti precisi del paese e di seguire un itinerario preciso;
  • Viabilità. Strade malconce;
  • Lingua. Turkmeno e Inglese nelle zone turistiche;
  • Costo della vita. Molto economico;
  • Campeggio libero. Possibile e sicuro dal momento che le zone fuori dalla città sono desertiche e disabitate;
  • Ospitalità. Le persone sono molto disponibili e vogliono aiutare, chi ha la divisa invece è decisamente in cerca del pelo nell’uovo per metterti in difficoltà, specialmente in dogana;
  • Problemi, zone a rischio. Consolati e dogane molto complicati;
  • Assistenza motociclistica. N.D.

Iran

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet necessari. Il visto è ottenibile solo con il rilascio delle impronte digitali prelevate dall’agenzia italiana designata e ha una costo di circa 200 euro (da Roma);
  • Viabilità. Strade molto buone, con segnaletica in ottime condizioni e i locali con uno stile di guida buono;
  • Lingua. Farsi e Inglese nelle zone turistiche;
  • Costo della vita. Medio, il cibo e la benzina sono a buon prezzo;
  • Campeggio libero. Possibile e molto sicuro. Gli iraniani che incontrerai lungo la tua strada faranno di tutto per ospitarti;
  • Ospitalità. Il paese più ospitale del mondo;
  • Problemi, zone a rischio. Il deserto di Dasht-e Lut, se attraversato nei mesi estivi, può raggiungere temperature proibitive (vicine ai 60°C);
  • Assistenza motociclistica. Teheran ha molti rivenditori, ma non molti sono specializzati per le moto da viaggio.

Pakistan

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet necessari. Il visto turistico ha un costo di 35 euro e deve essere richiesto obbligatoriamente in Italia e determinerà tutto l’itinerario in quanto dovrai specificare da subito la data d’ingresso prevista. Per ottenerlo sarà necessario presentare l’estratto conto, la prenotazione per un tour che giustifichi la richiesta di visto, una prenotazione alberghiera nel luogo del tour e valida nelle date della durata del visto, una prenotazione di biglietto aereo A/R per la data e la destinazione del tour. Non dovrai in nessun modo far menzione di voler entrare in Pakistan via terra in moto;
  • Viabilità. Le strade desertiche non sono male, ma quelle vicino a Lahore e Islamabad di periferia sono un incubo, non solo per la pessima qualità dell’asfalto ma per il fatto che sono popolate di animali, persone e altri veicoli rendendo impossibile andare avanti. L’autostrada da Lahore a Islamabad è nuova e molto bella, ma proibita alle moto;
  • Lingua. Pakistano e Inglese;
  • Costo della vita. Molto economico;
  • Campeggio libero. Possibile al nord, lungo la Karakorum Highway;
  • Ospitalità. Persone molto curiose e ospitali, farebbero di tutto pur di passare del tempo con dei turisti;
  • Problemi, zone a rischio. Alto rischio nella regione del Belucistan che potrai attraversare solo se scortato da un convoglio armato. Attentati registrati a Quetta e Lahore, ma non sempre sono ai danni di turisti. Sulla Karakorum Highway le zone al confine con l’India e, in particolar modo il Jannu e Kashmir, sono presidiate dall’esercito e presentano forti sommosse e rivolte della popola. Lo stile di guida dei camionisti è molto avventato;
  • Assistenza motociclistica. Quasi assente, ma il paese è ricco di meccanici, saldatori e persone in grado di trovare una soluzione a ogni problema.

India (Ladakh) e Nepal

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet necessari per entrambi i paesi. Per l’India è preferibile farlo in Italia mediante e-Visa e poi validarlo presso il consolato di Roma o Milano. Il costo per un visto multiplo valido 6 mesi dalla data di rilascio è di circa 90 euro. A Islamabad costa la stessa cifra ma amici ci hanno messo 3 settimane per ottenerlo, mentre in Italia è immediato. In Nepal il visto mensile costa 30 dollari da potersi richiedere all’arrivo in frontiera;
  • Viabilità. In India e Nepal le strade sono molto affollate e possono richiedere tempi biblici (250 km in 6 ore) a causa del traffico. Nelle zone remote di montagna le strade sono deteriorate e presentano bellissimi sterrati, sentieri fangosi, pietraie, mulattiere e ponti sospesi;
  • Lingua. Indiano, Nepalese e Inglese;
  • Costo della vita. Molto economico;
  • Campeggio libero. Possibile nelle zone montuose, molto bello e sicuro;
  • Ospitalità. Gli indiani e i nepalesi sono molto ospitali, ma non nelle zone dove vivono di turismo, dove gli alloggi e i pasti rappresentano la loro unica fonte di sostentamento;
  • Problemi, zone a rischio. In India le zone al confine con il Pakistan e in particolar modo il Jannu e Kashmir, sono presidiate dall’esercito e presentano forti sommosse e rivolte della popolazione. Lo stile di guida de camionisti, dei conducenti di mini-bus e delle auto in generale è decisamente pericoloso per noi motociclisti;
  • Assistenza motociclistica. Le Royal Enfield sono molto popolari e hanno permesso a molti indiani e nepalesi di specializzarsi nella vendita e riparazione di moto e dei loro accessori.

Russia

  • Visti e documenti necessari. Per la Russia il visto va fatto in anticipo o al consolato del paese confinante o tramite agenzia. Va accompagnato dal voucher, una sorta di lettera di invito. Si dice che bisognerà prenotare in anticipo tutti gli hotel dove si soggiornerà, ma né io né altri viaggiatori che conosco lo abbiamo fatto, e non abbiamo avuto problemi. In dogana verrà stipulata una copertura assicurativa per la moto, laddove la Carta Verde non ne sia provvista. Costa circa 10-15 euro. Consiglio di farla comunque, anche se la tua Carta Verde preveda già copertura assicurativa per il paese. Entrati in Russia, entro i primi 7 giorni lavorativi il passaporto dovrà essere vidimato dall’Ufficio del Servizio Federale di Immigrazione (UFMS). Verrà rilasciato un talloncino, che costituirà prova dell’avvenuta registrazione. Tale registrazione si può richiedere generalmente anche negli hotel. L’hotel potrebbe registrare il motoviaggiatore anche se non pernotterà presso la sua struttura, a fronte di un pagamento. Questi documenti vengono richiesti spesso dalla polizia, poiché ogni città siberiana prevede un controllo in entrata e in uscita dai maggiori centri abitati. I motoviaggiatori sono spesso fermati, perché destano curiosità.
  • Viabilità. Pessima in Georgia. L’ingresso in Russia via terra non è consentito. L’unica soluzione è via mare, prendendo il traghetto da Batumi a Sochi, attraversando il Mar Nero. In Russia le strade sono scorrevoli. Nelle zone transiberiane, dagli Urali in poi, l’asfalto è presente comunque anche se la manutenzione è meno frequente e si troveranno tratti con avvallamenti dovuti al passaggio di camion, buche o brevi tratti sterrati. Il noto tratto sterrato da Chita a Khabarovsk è ormai stato asfaltato completamente e le condizioni della carreggiata sono ottime. Sono strade dritte e pianeggianti. Le uniche strade in pendenza sono quelle a ridosso degli Urali. Sulla transiberiana è forte la presenza di tir e camion. Lato di guida per entrambi i paesi: destro.
  • Lingua. Russo; nelle zone turistiche si parla inglese.
  • Costo della vita. Molto economico.
  • Campeggio libero. Se dovrai accamparti, fallo lontano dalle zone abitate, nella taiga più sperduta.
  • Ospitalità. Popolo molto ospitale e accogliente verso il turista. Ti metteranno comunque sempre alla prova, ostentando superiorità di carattere, forza e abilità. Le persone che mi hanno “valutato” di più, sono state poi quelle che mi hanno aiutato maggiormente. Non avranno problemi a invadere i tuoi spazi: salire sulla tua moto, toccare i tuoi oggetti, etc. Armati quindi di buona pazienza. Parlare dei cantanti italiani e cantare i loro brani sono un ottimo modo per iniziare a socializzare con i russi.
  • Problemi, zone a rischio. Nei centri urbani più turistici c’è molta delinquenza e mancano controlli da parte della polizia.
  • Assistenza motociclistica. Nelle grandi città, si trovano diverse officine, anche se le moto russe più diffuse sono le vecchie Ural o le moto da enduro di piccola cilindrata. Più difficile diventa trovare pezzi di ricambio per le moto da enduro europee.

Giappone e Corea del sud

  • Visti e documenti necessari. È consigliato il Carnet de Passage per il Giappone, anche se è possibile entrarvi senza, a fronte del pagamento di un dazio doganale d’importazione del veicolo. L’assicurazione per la moto è richiesta solo in Corea del Sud e verrà acquistata in dogana per un valore di 150 dollari, proporzionale al permesso di importazione temporanea della moto (mediamente 30 giorni).
  • Viabilità. Strade perfette, scorrevoli, ben mantenute. Lato di guida: sinistra in Giappone e destra in Corea del Sud.
  • Lingua. L’inglese è parlato in tutte le grandi città, ma le persone lo parleranno timidamente.
  • Costo della vita. Relativamente alto se si viaggia nelle zone più turistiche e si vuole mangiare sashimi e sushi tutti i giorni. Nei mercati rionali o nei convenient store, si può mangiare spendendo il giusto. Gli hotel sono piuttosto costosi, ma sono presenti anche strutture economiche per backpackers e ostelli. Il couchsurfing è molto popolare. È possibile dormire in modo molto economico anche negli internet point che offriranno una poltrona in pelle, bagni con doccia e un buffet per la colazione del mattino.
  • Campeggio libero. Entrambi i paesi sono talmente sicuri che è possibile campeggiare anche in un parco cittadino. Io stesso dormii sotto uno dei ponti dell’Osaka Business Center e nei pressi della stazione dei treni.
  • Ospitalità. I giapponesi sono molto umili e servizievoli, ma mantengono sempre una certa distanza nei rapporti interpersonali. Difficilmente ti inviteranno a dormire a casa loro (anche perché le loro case sono piccole, e preferiranno non metterti a disagio. Piuttosto ti offriranno di dormire nel loro garage o giardino). È molto probabile che parlino poco ma che ti accompagnino ovunque. I coreani sono meno inibiti.
  • Assistenza motociclistica. Se hai una moto giapponese, sei in paradiso.

Cina

  • Visti e documenti necessari. È necessario il visto, che può essere richiesto anche in Sud Corea. Tuttavia, l’accettazione del visto dipende dal luogo di soggiorno del viaggiatore. Ho dovuto specificare dove avrei dormito, inserendo l’indirizzo di un contatto di CouchSurfing. Per la moto, è un po’ più complicato, ma con Ride True ADV [www.ridetrueadv.com]) riusciamo ad organizzare sia transiti brevi che tour di 25 giorni;
  • Viabilità. Ottima nelle grandi città, mentre nelle zone rurali sono ancora presenti tratti in sterrato. Lato di guida: destro.
  • Lingua. Le nuove generazioni e parlano inglese molto bene.
  • Costo della vita. Irrisorio.
  • Campeggio libero. C’è molto spazio per campeggiare, ma visto il costo della vita irrisorio, conviene valutare anche un ostello e avere qualche comodità in più.
  • Ospitalità. I cinesi sono piuttosto ospitali, in linea con quella che è la cultura asiatica, molto attenta alle relazioni interpersonali.
  • Problemi, zone a rischio. È uno dei paesi dove è più difficile entrare con la moto. Io non ci sono riuscito, ma è possibile. Quando arrivai, scoprii che era necessaria una lettera di permesso da parte della dogana cinese per l’importazione della moto, abbinato a una targa cinese. Allo stesso tempo, era necessaria la patente cinese. È possibile ottenere tutto ciò tramite agenzia. In aggiunta, si dovrà pagare una guida che scorterà il motoviaggiatore all’interno del paese. Quest’ultima soluzione non è economica, poiché si dovrà pagare la guida e la benzina, il vitto e l’alloggio anche per lei. La soluzione è quella di spedire la moto smontata via cargo o via nave, importandola come parti di ricambio. È un’operazione laboriosa ma possibile. Una volta dentro i confini, non si avranno problemi. Impossibilitato a entrare in Cina con la mia moto, la spedii in Thailandia e visitai il paese a piedi, in scooter e poi in treno.
  • Assistenza motociclistica. Nelle grandi città.

Vietnam

  • Visti e documenti necessari. È necessario il visto. Il paese impedisce l’importazione di moto straniere di cilindrata superiore ai 250cc, ma è possibile noleggiare moto a prezzo contenuto. Io noleggiai una moto Minsk 125 per 6 dollari al giorno.
  • Viabilità. Esistono ancora tratti sterrati e avvallati; sono molti i tratti in costruzione. Vivamente consigliata è la Ho Chi Minh Trail, una strada montuosa che si discosta dal mare e che offre un panorama incantevole. Lato di guida: destra.
  • Lingua. L’inglese è parlato solo nelle grandi città, dove il turismo di massa è popolare. Un sorriso e il rispetto ti apriranno le porte.
  • Costo della vita. Irrisorio.
  • Campeggio libero. È molto sicuro dormire nei campi.
  • Ospitalità. La gente è molto ospitale e spesso le persone ti inviteranno spontaneamente a dormire a casa loro.
  • Problemi, zone a rischio. Dicono ci siano ancora terreni minati, ma sono nelle zone molto interne del paese. Mantieniti in prossimità della strada, ma lontano dagli occhi altrui se dovrai piantare la tenda.
  • Assistenza motociclistica. Hanoi e Saigon.

Laos, Thailandia, Cambogia, Malesia e Singapore

  • Visti e documenti necessari. Visto necessario solo per il Laos (da richiedersi in Consolato) e Cambogia (ottenibile anche alla frontiera). La moto entra con un semplice permesso di importazione doganale in tutti i paesi, senza obbligo di assicurazione RC.
  • on serve il carnet de passage.
  • Viabilità. Perfetta in tutti i paesi tranne che in Cambogia, dove sono ancora presenti lunghi tratti sterrati e attraversamenti del Mekong su zattere motorizzate. Ho guidato su strade molto ben curate, anche se popolate da trattori che trasportano spesso familiari. Come per il resto dei paesi asiatici, attenzione agli animali da allevamento che si possono incontrare per la strada. Lato di guida:  destra solo in Laos e Cambogia.
  • Lingua. L’inglese è parlato solo nelle città più grandi.
  • Costo della vita. Irrisorio.
  • Campeggio libero. Sicuro ovunque.
  • Ospitalità. Gente ospitale, in linea con la cultura asiatica.
  • Problemi, zone a rischio. Ci sono zone “rosse” nelle grandi città, come ad esempio a Bangkok, Phnom Phen e Vientiane dove i turisti possono essere presi di mira per eventuali furti o rapine.
  • Assistenza motociclistica. La Malesia, insieme alla Thailandia, è sede di molte case motociclistiche. Qui la cultura delle due ruote è più diffusa che in altre parti dell’Asia. Sono quindi questi i paesi consigliati per fermarsi a tagliandare la moto e comprare eventuali pezzi di ricambio necessari. Singapore è comunque un ottimo luogo in cui fare shopping digitale.

Indonesia

  • Visti e documenti necessari. Servono visto e Carnet de Passage per la moto, ma si può spacciare un foglio del Pra per il tanto ambito libro giallo. Nel 2006 ha funzionato.
  • Viabilità. L’isola di Giava, dove c’è la capitale Giacarta, è moderna e la viabilità è buona. Ma il resto del paese è terzo mondo e nelle campagne si trovano strade sterrate, dissestate, avvallate o non finite. Non rinunciare a visitare la regione di Sumatra percorrendo le sue strade secondarie, che ti faranno scoprire la parte più autentica del paese. Lato di guida: sinistra.
  • Lingua. L’inglese è parlato solo nelle zone turistiche.
  • Costo della vita. Irrisorio
  • Campeggio libero. Attenzione a serpenti o animali selvaggi, se ti accamperai all’aperto e in prossimità di corsi d’acqua. Presenti anche tigri, scimmie e animali esotici di ogni tipo.
  • Ospitalità. Buona, come nel resto dell’Asia.
  • Problemi, zone a rischio. È il paese col più alto tasso di prostituzione e quindi tutto il circolo delinquenziale a esso annesso (droga, spaccio, mafia) è molto presente.
  • Assistenza motociclistica. Jakarta, Surabaya e Bali.

Australia e Nuova zelanda

  • Visiti e documenti necessari. Per l’Australia è necessario il visto. Va richiesto per via telematica [www.immi.gov.au/visitors/tourist/evisitor], si attiva al momento in cui si arriva nel paese e avrà durata di 3 mesi. Per la Nuova Zelanda il visto non è richiesto, ma all’arrivo è necessario dimostrare il biglietto di A/R e la disponibilità monetaria per il proprio mantenimento. In alternativa, per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, è possibile richiedere un Working Holiday Visa. Per la moto, in Australia è necessario il Carnet de Passage e il Dotars, un foglio che autorizza la moto a viaggiare sul territorio australiano. In aggiunta, bisognerà effettuare una revisione per la meccanica della moto, al termine della quale, se il veicolo sarà ritenuto idoneo a circolare, sarà rilasciato un certificato chiamato Blue Slip. Infine, è necessaria la fumigazione della moto, per decontaminarla da ogni possibile germe o parassita. Tutte queste procedure hanno un costo che non è mai inferiori ai 150 AUD cadauna! Per la Nuova Zelanda basta il Carnet de Passage.
  • Viabilità. Strade sempre perfette e sicure. Le zone più belle sono però fuori dall’asfalto, dove la natura incontaminata esalterà il gusto per l’avventura. Consiglio lo sterrato sabbioso dell’Old Telegraph Track, nella regione nord orientale del Queensland. Se avrai tempo, visita anche l’isola della Tasmania. Vi si arriva via traghetto da Melbourne. La si può girare in una settimana. Lato di guida: sinistra.
  • Lingua. Inglese.
  • Costo della vita. Circa 20% più economica dell’Italia.
  • Campeggio libero. È possibile trovare facilmente zone per campeggiare. Attenzione però alle minoranze aborigene che potrebbero infastidire il turista. Esistono anche delle “rest area” gratuite, dove è possibile dormire in auto o in tenda e dove sono disponibili servizi igienici. Se praticherai il bivacco-avventura, stai attento a dove ti accamperai, perché l’Australia è il paese con il maggior numero di animali pericolosi. In ogni caso, le spiagge più a rischio sono segnalate da cartelli.
  • Ospitalità. Gli australiani sono un popolo isolano molto fiero di sé. Si ha sempre la velata sensazione di essere guardati dall’alto al basso. L’Australia è stato l’unico paese in cui mi sono sentito discriminato per la mia razza. Noi italiani, per fare un esempio, siamo chiamati “Wags”, che significa parassita o piattola. Questo atteggiamento è più presente nelle zone provinciali quali Darwin, mentre le grandi città sono cosmopolite e lo straniero è ben accolto. I neozelandesi sono invece più umani e ospitali. Mai avuto un problema ad integrarmi.
  • Problemi, zone a rischio. Qualche animale selvaggio. Attenzione a bivaccare troppo vicino alla risacca marina, coccodrilli, leoni marini e gruppi di foche abitano alcune di quelle zone costiere. Infastidirli potrebbe disintegrare il tuo equipaggiamento o danneggiare la moto.
  • Assistenza motociclistica. La cultura motociclistica è molto forte e le risorse meccaniche e commerciali non mancano in tutto il territorio. Attenzione però che non tutti i modelli sono presenti sul territorio e i pezzi di ricambio più ricercati vanno importati (dagli USA, Giappone o Italia) e il tempo è denaro!

Argentina, Uruguay e Cile

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet non necessari. In dogana verrà sottoscritto un permesso di importazione temporanea per la moto. 9 mesi in Argentina e 3 mesi in Uruguay e Cile, prorogabili per altri 3 mesi se necessario (ma meglio uscire dal paese e rientrare). L’assicurazione è obbligatoria solo in Cile: si chiama Soapex e costa circa 10 dollari. Sempre alla dogana cilena si è sottoposti al controllo fitosanitario (SAG): si dovrà compilare un modulo nel quale andranno specificati eventuali alimenti o animali trasportati. È infatti vietata l’importazione di alcuni alimenti crudi che potrebbero contaminare la flora locale. Sottovalutare questo controllo può costarti cento euro di multa.
  • Viabilità. Buona, fatta eccezione per le sezioni non ancora asfaltate della Ruta 40 e Carretera Austral. I passi andini più alti (Paso de Agua Negra e Paso Sico) sono forse quelli mano curati, ma in moto sono un vero sballo. Attenzione agli incroci nelle grandi città argentine e uruguaiane: non sono contemplati i semafori agli incroci e vige un codice stradale delle precedenze che può facilmente causare gravi incidenti. Sconsiglio invece la Ruta 3, da Buenos Aires a Ushuaia. Sarebbe meglio passare per le strade sterrate più interne e poi da Ushuaia risalire facendo la Ruta 40. In alcune zone la benzina può scarseggiare (Belén e Bajo Caracoles per esempio, anche se già da due anni la situazione è migliorata). Le autostrade sono a pagamento solo in Cile. Lato di guida: destra.
    Lingua. Spagnolo. Ma molti comprendono l’italiano.
  • Costo della vita. Costa circa il 30% meno dell’Italia. Benzina e pasti sono abbastanza economici, gli hotel invece sono in linea con i prezzi europei, ma in alternativa si possono trovare ostelli o stanze affittate da privati.
  • Campeggio libero. C’è molto spazio dove accamparsi. La cultura dei gauchos/huasos è ancora diffusa e si può trovare ospitalità anche nelle vecchie fattorie, ancora attive.
  • Ospitalità. La gente è molto ospitale e amichevole. È facile ricevere inviti per dormire o per mangiare insieme a loro. Non farti mancare la carne argentina!
  • Problemi, zone a rischio. È molto probabile incrociare sulla propria strada il guanaco, un grosso lama che, se spaventato dal sopraggiungere di un veicolo, potrebbe schiantarvisi contro. Altri animali selvatici che potrai incontrare sulle strade di questi paesi ma anche del resto del Sud America, sono i nandù (dei piccoli struzzi) e gli armadilli. Occhi aperti nelle città più grandi, dove il tasso di criminalità è alto. Le villas sono le zone più povere delle città: evita di attraversarle in moto. Agli sportelli ATM a volte potrebbe capitare di non poter prelevare contanti per mancanza di liquidità.
  • Assistenza motociclistica: per revisioni alla moto o per lasciarla in Argentina al termine del viaggio e recuperarla l’anno successivo, c’è Dakar Motos di Buenos Aires [www.dakarmotos.com]. A Santiago sono presenti officine di ogni marca, ma fuori dalla capitale le risorse scarseggiano.

Peru e Bolivia

  • Visti e documenti necessari. Visto e Carnet non necessari. L’assicurazione non è obbligatoria. In dogana applicheranno sulla moto un bollino adesivo che verrà poi ricontrollato a qualche decina di chilometri.
  • Viabilità. Le strade asfaltate sono molto buone, mentre i tratti sterrati sono privi di manutenzione e lasciati a sé stessi. In Perù e Bolivia, manca il rispetto delle regole di guida e spesso si è superati da destra. La polizia è spesso corrotta. Sono ancora tanti i veicoli vecchi, così come i grossi camion. Lato di guida: destra
  • Lingua. Spagnolo e lingue autoctone dell’altopiano (come il Quechua e Aymarà), poco comprensibili ai turisti.
  • Costo della vita. Basso.
  • Campeggio libero. Ottimo
  • Ospitalità. Molto meno ospitali (per pudore) rispetto ai vicini di casa.
  • Problemi, zone a rischio. Santa Cruz de la Sierra in Bolivia è una città piena di delinquenza, dove gli stranieri sono spesso presi di mira, aggrediti e derubati. La Paz e Lima presentano zone sconsigliate.
  • Assistenza motociclistica: Lima in Perù e Santa Cruz in Bolivia.

Brasile

  • Visti e documenti necessari. Per entrare, serve il certificato del vaccino per la febbre gialla. Il visto turistico dura un mese, così come il permesso d’importazione temporanea della moto. Bisogna poi effettuare una post-registrazione presso una caserma di polizia, appena entrati nel paese. Normalmente in dogana controllano anche lo stato meccanico della moto, se ci sono specchietti o frecce rotti e se le gomme sono in buone condizioni.
  • Viabilità. Le strade sono molto sviluppate anche nelle regione più lontane del Mato Grosso. Ma attenzione allo stile di guida degli autoctoni, molto inclini a sorpassi azzardati con invasione di corsia contromano. La vera bellezza del Brasile si concentra nelle sue regioni meno turistiche più che nelle sue strade. Lato di guida: destra.
  • Lingua. Portoghese.
  • Costo della vita. È uno dei paesi più cari del Sud America, ma comunque un 15% più economico dell’Europa. Negli ostelli si può dormire con 10 dollari a notte.
  • Campeggio libero. Fuori dalle grande metropoli, è molto facile. Sconsigliatissimo, invece, nelle vicinanze dei grandi centri abitati, dove il livello di delinquenza è alto a causa di una società in cui convivono persone molto ricche e persone molto povere.
  • Ospitalità. I brasiliani sono molto religiosi e questo si riflette nel loro modo di accogliere il bisognoso.
  • Problemi, zone a rischio. Le zone “rosse” delle grandi città.

Ecuador, Colombia e Venezuela

  • Visti e documenti necessari. Visto non necessario, per turismo, fino ad un massimo di 90 giorni di permanenza nel paese. È necessaria l’assicurazione solo in Venezuela, oltre al permesso d’importazione Seniat. In tutte le dogane è richiesta la consegna di tutte le copie dei propri documenti: passaporto, libretto, patente.
  • Viabilità. Le strade sono in buone condizioni, a esclusione delle strade di montagna che da Cartagena ridiscendono verso la costa. A causa della guerriglia interna, sul territorio ci sono molti militari armati. Non meravigliatevi se vieni perquisito di tanto in tanto. La Colombia non prevede un collegamento via terra con Panama, perciò le soluzioni per spedire la moto sono tre: via aereo, via vascello o via ferry. Lato di guida: destra.
  • Lingua. Spagnolo.
  • Costo della vita. Basso. In Venezuela la benzina costa meno dell’acqua potabile. Anche in Ecuador è economica.
  • Campeggio libero. Buono, ma attenzione a non esporti troppo.
  • Ospitalità. Molto buona.
  • Problemi, zone a rischio. Solo nelle grandi città, nei quartieri più poveri.
  • Assistenza motociclistica. In tutte le capitali.

Panama e Costa rica

  • Visti e documenti necessari. In Costa Rica vige l’obbligo di stipulare un’assicurazione RC locale. Costa circa 30 dollari e l’ingresso nel paese vale 30 giorni.
  • Viabilità. Molto buona in entrambi i casi, anche se il Panama non prevede sbocchi verso la Colombia e alcune delle zone più belle sono gestite da delle comunità indigene che richiedono un “biglietto d’entrata”. Lato di guida: destra
  • Lingua. Lo spagnolo è la lingua autoctona. L’inglese è molto parlato
  • Costo della vita. Poco costoso, si paga in dollari americani.
  • Campeggio libero. Bellissime zone in cui bivaccare.
  • Ospitalità. La gente è molto ospitale.
  • Problemi, zone a rischio. Non è un paese pericoloso, tuttavia lo stretto di Darien è considerato uno dei punti nevralgici di accesso per i combattenti della Guerriglia colombiana ed è popolato da soldati armati che controllano ogni transito. Il motoviaggiatore è spesso fermato e perquisito. Attenzione ai sobborghi di Panama City.
  • Assistenza motociclistica. Antonio Papini è un toscano che vive in Costa Rica da oltre 25 anni ed è proprietario di una officina meccanica per moto. Si chiama www.tallermondial.com e si possono trovare o ordinare pezzi di ricambio per ogni modello, anche per quelle meno popolari in Centro America ma diffuse in Europa. Può essere un punto di riferimento importante se si affronterà il viaggio dalla Terra del Fuoco all’Alaska.

Nicaragua, Honduras, El Salvador e Belize

  • Visti e documenti necessari. In Nicaragua il timbro sul passaporto costa 12 dollari. Stesso prezzo per l’importazione della moto e per l’assicurazione. È necessario fumigare la moto in dogana (ti spruzzeranno una nuvola tossica addosso mentre cercherai di capire a che sportello rivolgerti). In Honduras il timbro sul passaporto costa 4 dollari, a cui vanno aggiunti 50 dollari per il permesso d’importazione della moto. Sono necessarie le fotocopie di tutti i documenti. In dogana l’attesa potrebbe essere particolarmente lunga. Armati di estrema pazienza e non perdete mai di vista la moto. In El Salvador il doganiere potrebbe chiederti di favorire tutti i documenti di importazione che hai ottenuto per la moto nei paesi precedenti. In Belize bisogna pagare l’assicurazione della moto, il cui costo è in base ai giorni di permanenza, ma comunque irrisorio (pagai 3 dollari).
  • Viabilità. La manutenzione del manto stradale è scarsa (spesso si possono incontrare buche), le strade sono piuttosto strette, cartelli e indicazioni sono scarsi o approssimativi. Lo stile di guida locale è poco attento. Lato di guida: destra
  • Lingua. Spagnolo. Saperlo parlare aiuta.
  • Costo della vita. Irrisorio.
  • Campeggio libero. Ci sono molte zone non urbanizzate dove praticare il bivacco-avvventura in tranquillità, ma attenzione.
  • Ospitalità. Fuori dai centri abitati, la gente è molto ospitale. Sono stato spesso invitato a casa di contadini, pescatori o agricoltori che mi avevano visto campeggiare in solitudine.
  • Problemi, zone a rischio. L’Honduras è considerato un paese pericoloso, dove si registra un alto tasso di sequestri e dove c’è molta corruzione. Militari ovunque, per controllare la malavita e il traffico di donne e di stupefacenti. Solo le zone più turistiche hanno una parvenza un poco più sicura, ma attento a non dare nell’occhio.

Guatemala e Messico

  • Visti e documenti necessari. Ingresso libero in Guatemala, mentre in Messico le cose sono meno economiche: bisogna pagare una tassa d’ingresso pari a circa 25 dollari. Non serve il Carnet de Passage, ma si paga una cauzione per la moto (io pagai circa 200 dollari per la mia “vecchia” Transalp), che sarà restituita all’uscita dal paese. In aggiunta bisognerà pagare anche 20 dollari per il permesso d’importazione e circolazione.
  • Viabilità. Buona, anche se non è raro trovare strade dissestate per frane fuori dalle zone più transitate. Il paese offre diversi paesaggi suggestivi. Lato di guida: destra.
  • Lingua. Spagnolo, ma l’inglese è parlato.
  • Costo della vita. Economico.
  • Campeggio libero. Si può praticare il bivacco-avventura con facilità, ma la criminalità è nota in questi paesi. Attenzione a non esporti troppo.
  • Ospitalità. Buona.
  • Problemi, zone a rischio. Mafia e bande locali. Aggressori e scippatori nelle grandi città. Per questo, è forte la presenza di militari armati lungo le strade con posti di blocco per controlli anche fitosanitari. La dogana in uscita dal Messico non è vicina alla dogana di entrata degli Stati Uniti. Assicurati quindi di passare prima il controllo in uscita da quella messicana, e poi di procedere per l’ingresso negli Usa.

Stati Uniti e Canada

  • Visti e documenti necessari. Secondo la legge americana, gli italiani possono entrare negli Stati Uniti senza visto per un soggiorno fino a tre mesi. Tuttavia, per l’entrata in moto via terra si consiglia di fare comunque il visto in anticipo. Io lo feci in Nuova Zelanda, pagandolo circa 200 dollari. Quando entrai dal Messico, me lo chiesero. I poliziotti sono molto autoritari e non tollerano atteggiamenti ironici o imprecisioni. Non serve patente internazionale, né Carnet de Passage, né assicurazione. Il documento ESTA (Electronic System for Travel Authorization) che solitamente va compilato online, serve solo per l’ingresso negli Usa via aereo. Costa 15 dollari. Se vuoi stare sicuro, fai anche quello. In Canada l’ingresso è ancora più facile: passi da un casello, ti controllano il passaporto ed è fatta!
  • Viabilità. Perfetta. La polizia americana è poco tollerante se non si rispettano i limiti di velocità. Misura il linguaggio verso le autorità, il cui atteggiamento è sempre molto aggressivo a livello verbale: potrebbero gridare e intimidirti. In Canada i rapporti umani sono migliori, anche con le forze dell’ordine. Lato di guida: destra.
  • Lingua. Inglese.
  • Costo della vita. Circa il 20% più economico dell’Italia. È invece meno a buon prezzo il cibo nei supermercati. Manca la tradizione dello street food come avviene nei paesi dell’America Latina. Il vero risparmio lo si ha mangiando nelle catene di fast food. I campeggi privati sono costosi e spesso conviene pagare qualcosa in più e avere una stanza d’albergo economica. Pagai 42 dollari in un motel con internet e 25 dollari in un campeggio.
  • Campeggio libero. Lungo le grandi strade di collegamento (ad esempio, tangenziali) è proibitivo accamparsi. Se qualcuno ti avvisterà, potrebbe avvisare la polizia, che ti perquisirà per verificare chi tu sia. In tal caso, sarai invitato a smontare la tenda, se non addirittura multato. È più facile accamparsi nelle zone più remote e desertiche. Evita di accamparti in Alaska durante la stagione primaverile o estiva perché gli orsi Grizzly non scherzano. In Canada, una volta lontano dalle zone abitate da questi animali è più facile praticare il bivacco-avventura.
  • Ospitalità. Gli americani e canadesi sanno mettere il turista a suo agio in ogni situazione, rendendo molto piacevole l’esperienza dell’incontro.
    Problemi, zone a rischio. Le zone “rosse” nelle grandi città.
  • Assistenza motociclistica. Anche qui la cultura motociclistica è molto forte e le risorse meccaniche e commerciali non mancano in tutto il territorio.

Ci sono 204 paesi nel mondo e in moto ne ho visitati soltanto 77. Il mio desiderio di viaggiare cresce di anno in anno e credo fortemente che le prossime edizioni del Manuale avranno ulteriori pagine dedicate ai moto itinerari. Ci sono tanti paesi da visitare, sentieri da esplorare e l’Africa è certamente uno di questi.

Nel contempo, se la lettura ti ha portato fin qui, puoi decidere come e dove realizzare i tuoi viaggi in moto e condividere con noi appassionati le nozioni che apprenderai strada facendo. Partireper.it è il punto d’incontro dei motoviaggiatori che hanno un viaggio da raccontare.

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