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Anita

anita-blond Prima ancora di una distanza ci divide il mondo e il modo in cui esso gira per ognuno di noi.
Non pensavo ci saremmo mai potuti incontrare, né tanto meno immaginavo che, anche solo per qualche breve istante, avrei potuto ascoltare la tua voce senza più doverla intuire da uno schermo. E il ritrovarsi così, d’improvviso vicini, quasi prossimi ad un imminente contatto, vince le mie percezioni fino a convincermi di poterti sfiorare.
Non é facile descrivere emozioni così intime a chi, quelle stesse emozioni, per così tanto tempo, le ha generate. Ma del resto, si vive soprattutto di “buone occasioni” e il mio silenzio, di fronte ad una opportunità come questa, dimostrerebbe solo la mia stupidità.
Sono consapevole di quanto sia complesso il tuo mondo e quella condizione esistenziale che, con più forza degli altri, cerchi di affermare a te stessa e a quella parte di persone che ne compete. Eppure questo non mi spaventa perché sento di voler parlare di qualcosa che vada oltre il ruolo che interpreti, oltre la professione che ti impegna ed oltre i pregiudizi che i mediocri ti attribuiscono.
Ho rincorso questo giorno e la sicurezza che non mi venisse negato, con la stessa fermezza con cui ho creduto la tua esistenza un privilegio per qualunque altro uomo potesse anche solo stringerti la mano. Senza invidia, ne gelosia. Senza senso di possessione o trascuratezza, ma con passione.
Ho pensato che il miglior modo per lasciare un segno dentro di te e lungo questa tua permanenza in Italia fosse una cosa particolare, insolita, inaspettata e volevo che questa particolarità parlasse di me, dell’attesa che mi ha entusiasmato e logorato; della passione che ha alimentato in me il calore con cui riverso in queste frasi tutta la mia autenticità.
Anita per me vuol dire femminilità e sottigliezza. Significa candore e fragilità. Leggerezza e malizia. Passione.
E non c’é modo di potersi dilungare parlando di Anita. Di quella Anita che per anni é cresciuta dentro me non solo come sogno ma anche come desiderio, quella Anita che da anni ha plasmato i miei gusti e identificato le mie debolezze. Non é possibile dilungarsi parlando della “mia” Anita, perché per me riassume una cosa sola, un solo pensiero, una semplice sensazione. Una vera emozione.
Perché distinguermi, dunque, quando invece poteri unirmi alla massa?
Perché parlare quando potrei avere il compenso di un contatto smaliziato senza dover chiedere?
Perché non accontentarmi e vantarmi di aver solo goduto?
Perché non accontentarmi?
Non avrebbe senso.
E così odierei me stesso per aver aspettato questa “buona occasione” senza saperla utilizzare nel modo in cui mi sarebbe piaciuto.
Detesterei me stesso per aver creduto invano, che, dietro a quella interpretazione di donna se ne nascondesse una altrettanto bella e altrettanto sensibile.
Per questo voglio osare. Lasciare questa lettera nelle tue mani, sperare che non te ne scorderai e augurarmi che potrai leggerla presto, lontana da tutti e vicina soltanto al tuo cuore, che é l’unico che ascolti davvero. Sperando potrai apprezzare questo pensiero che ho scritto per te e che ho desiderato consegnarti fin dal primo momento in cui sei diventata una passione incancellabile e incontrollabile. Ci credo davvero Anita e per questo prego di non dover aspettare invano una tua risposta.
Un abbraccio.
.Gionata.

 

Even more than the distance, the world is dividing us, the way it turnes for every one of us.
I did not think that we could ever have met, neither did i imagine that, even for a moment so short, I could have heard your voice, without having to imagine it fom a screen. And this meeting, suddendly being together, so close to a contact, wins my senses until it convinces me that I could barely touch you. It is not easy to describe these kinds of emotions to someone, that for such a long time, has generated them. But then again, we only live of occasions, and my silence in front of an opportunity like this one, would only prove my stupidity.
I am conscious of how complex your world is, and that existential condition, that with more strength than others, you try to give to yourself. This does not scare me though, because I feel the need of talking about something that goes over the role you are playing, over your profession, and over the prejudice that the mediocre men have for you.
I have been after this day and the certainty that it would not have been negated, with the same firmness with which I have made of your existence a priviledge that for every other man could be even only holding your hand. Without envy, or jealosy. Without senses of possession, but with passion.
I thought that the best way to leave a trail inside you and during this stay in italy of yours would have been something particular, uncommon, unexpected and I wanted that this would be about me, of the waiting that has excited and logorated me, and of the passion that has fed the fire with which I am turning in these words, written with all my honesty.
Anita to me means femininity, subtleness. It means warmth and fragility. Malice and lightness. Passion.
And there’s is no way to keep talking about Anita, of that Anita that for years has been growing inside me not only as a dream, but also as a desire, that Anita that has created my tastes and identified my weaknesses. It is not possible to keep talking about Anita, beacuse to me she only represents one thing, one only thought, one simple sensation. A true emotion.
Why then talk, when I whould unite myself to the masses?
Why talk when I could have a contact without malice, with no need to ask?
Why not be glad with what i have and be proud of myself for having enjoyed?
Why lose?
It would not have sense.
And that way I would hate myself for waiting such a good occasion and not knowing how to use it the way I would have wanted to.
I would disgust and despise myslef for having hoped, for having believed that behind that woman that many thought of one way, there was another person, just as beatiful, and just as profound.
This is why i want to risk. Leave this letter in your hands, hoping that you won’t forget it, and hoping that you will read it soon, far away from everybody, close only to your heart, who is the only one who listens to you truly. Hoping that you might apreciate this thought that I have written for you and that I wanted to deliever from the first moment that you have become a passion I could not erase or control.
I really believe in it, Anita, and for this I hope I will not have to wait invane for an answer.

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Relativo a Gionata Nencini

Mi chiamo Gionata Nencini, toscano classe 1983 e viaggiare in moto è la mia più grande passione. Nel 2005, a 21 anni, parto per il giro del mondo con in tasca solo 2.200 euro e oggi ho uno storico di 500.000 km percorsi in solitaria attraverso 77 paesi. PARTIREper è il blog che racconta le mie esperienze e quelle della mia community.

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