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Corea del Sud: John
Photo Credit To Gionata Nencini 2006

Corea del Sud: John

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NOTA: questo articolo è stato riesumato da un archivio web nel Luglio 2015 e postato rispettando la data originale in cui è stato scritto la prima volta. Testo trascritto senza alcuna correzione 

John é mezzo americano (LA) e mezzo italiano (Napoli). Alto, magro, biondo, occhi chiari.
Sembra uno gentile e lo é. Sembra uno bravo, e lo é. Sembra uno onesto, e lo é. Sembra uno che é felice davvero di avermi con lui, e lo é.
Come con Elizabeth, parliamo anche noi di sesso e pornografia. Mimiamo ogni sorta di lavoretto di mano e ci mostriamo i rispettivi clip erotici sui rispettivi computer.
Ma mente con Elizabeth mi sarei voluto autodistruggere o sbriciolare le orecchie per evitare l’esasperazione con cui questa donna sola si sforzava di trovare punti di aggancio, con John (e con qualunque altro uomo esistente sulla terra credo) parlare di sesso non stona, non suona freddo.
Sembra che invece faccia da incentivo per avvicinare due maschi e scoprirsi a volte complici perfetti e a volte due uomini totalmente diversi.
Nel caso mio e di John, noto un’isilarante senso dell’umorismo. Siamo due uomini che usano l’argomento sesso per divertirsi, per suscitare nell’altro una risata quando parliamo seriamente al telefono con qualcuno o per scoprirci affascinati ed allo stesso tempo spaventati dal fantastico mondo delle donne.
Oltre questo ricevo da John un’ospitalità senza eguali, perchè spontanea e familiare.
Forse perché mezzo italiano. Forse perché mezzo viaggiatore. Forse perché ha 23 anni. Forse perché io mi sento solo. Forse perché lui mi vuole sempre in mezzo alle situazioni più belle.
Una di queste é stata quella di farmi incontrare i suoi studenti per due giorni di file dove ho tenuto delle lezioni di inglese per lui ed i suoi studenti privati (questa volta imprenditori e casalinghe e non bambini) che mi hanno circondato, ammirato le mie foto, fatto domande, invitato a pranzo, cena, aperitivi, dopo cena, mi hanno applaudito, mi hanno esortato ed invidiato.
Ho abitato la casa di John come fosse la mia.
Lui mi porta nel suo picclo appartamento e mi dice che adesso é casa mia.
Mi da una copia delle chiavi (what a fuck?!) e mi consiglia di fare il mio porco comodo mente lui é a scuola ad insengare.
Scopri che la pornografia ed il sesso divertente con cui si intrattengono gli uomini é una risorsa sociale ed antropoliga interessante (e per le donne anche un luogo comune che spesso di noi detestano).
Esso favorisce l’approssio immediato o lo impedise per sempre. In entrambi i casi hai quello che ti spetta.
Mentre io cerco di non occupare spazio con le mie borse sporche e polverose, lui mi dice che posso usare il pc, la tv, lo stereo, vedere un dvd, fare una doccia, mangiare tuto quello che voglio e poi, con una perfetta pausa teatrale, impugnando un bottiglia di crema Nivea, mi dice
” e per msturbarti puoi usare questa…..”
Io lo fisso con un sorriso che si allarga e poi in risposta a quella faccia divertente che con cui ora stuzzica in me una reazione, esplodo in una risata prorompente.
“Ok John, lasciala li, casomai prima guardo uno dei filmini che hai sul pc”
Lo conosco da 3 minuti e lui incalza e mi dice che ce li ha e si appresta a mostrarmeli.
Io stramazzo al suolo paonazzo e lo prego di non mettere quelli giapponesi che hanno segnato la mia permanenza in Giappone.
Lui ride, si ricompone e poi si propone di preparare un piatto di pasta per me.
Nei giorni a venire io avrò la casa in pungo e farò tutto quello che lo farà arrabbbiare.
Preparargli il pranzo e la cena
Lavare i piatti
Fare la spesa
Stirare

Lui in compenso mi nasconde i suoi soldi da per tutto.
“Just in case” mi dice per giustificarsi
“Fuck you man” gli urlo dal bagno mentre lui ride.

Mi vuole bene e ammira il mio senso del viaggio. Io ammiro il suo cuore pure e la sua mente limpida. I suoi studenti lo amano come un amico e io sono il suo ospite speciale.
Parliamo di noi, dei viaggi che fareme e che abbiamo fatto. Dei motivi che ci spingono al viaggio e della forte voglia di ritrovarsi in qualche altra parte del mondo. Quando lui avrà finito di lavorare e io di vagabondare.
Una sera per disperazione alzo un po’ il gomito e lo abbraccio e gli dico che gli voglio bene.
Lui ricambia e sento che é sincero.

Momenti di vita vera e di sentimenti d’amicizia rari.
Il giorno della mia partenza lui é li che mi abbraccia con tutti gli altri. Chiama Jun, il mio nuovo Host e si accerta che ci incontreremo con meno problemi possibili.
Arrivato da Jun mi manda una mail dove mi dice di controllare nell’angolo nascosto del mio porta documenti.
“Fuck you man….”, mi ha nascosto altri 20 euro e adesso non posso più renderglieli.
Che tipo.
Se ci penso mi torna un sorriso e anche un po’ di malinconia.
Un abbraccio.
gionata

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