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Benvenuto Maurizio!

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Sono anni che Viaggio con l’obiettivo di raccontare il mondo e smentire i pregiudizi che lo diffamano. Per farlo ho cercato storie di Viaggio autentiche, ma partivo con il piede sbagliato. Avevo bisogno di trovare Veri Viaggiatori e non mi meraviglio del fatto che, in 4 anni di ricerche, ne abbia trovato solo uno. Spero non sia l’ultima.

Benvenuto Maurizio, è un onore avere un autore con la tua sensibilità. ~ Gionata Nencini

Ciao a tutti mi chiamo Maurizio, dormo sul fianco destro e i viaggi e la storia sono due delle mie grandi passioni…ah si come sport pratico il football americano.

Sono sempre stato insofferente alle vacanze del tipo “15 gg al mare spiaggia+discoteca”, ed ho sempre preferito visitare posti e conoscere persone e sicuramente qualche volta può essermi capitato di aver saltato la visita di un monumento, perché magari mi ero fermato un paio d’ore in un mercato a guardare le bancarelle e a parlare con gli ambulanti.

Cerco sempre di viaggiare in una maniera economica, per cercare di riuscire a stare il più vicino possibile alla realtà del paese in cui mi sto muovendo.

Ad esempio l’estate scorsa, parlando in Uzbekistan con degli operai addetti alla manutenzione stradale, avevo capito che uno stipendio medio (buono) era sui 100$ al mese: chi mai si può incontrare dormendo in alberghi sugli 80 $ a notte ? Probabilmente altri turisti o persone di livello medio alto, verso le quali non ho pregiudizi, ma che non penso fotografino la realtà esatta del paese.

Mediamente ero attorno ai 10 $ a notte e per esempio all’Hotel Matluba di Buhara la moglie del proprietario non mi ha permesso di fare la doccia appena arrivato: dovevo mangiare qualcosa ed ho pranzato assieme alla famiglia…come mia mamma, ho dovuto finire tutto il piatto.

image Nel 2007 in Laos a Luang Prabang, mentre giravo nella zona delle abitazioni della gente del posto, ho visto un ristorante, carino, con soli 2 tavoli, però con le luci, un suonatore di piano elettrico. Mi ricordo che entrai nel cortiletto, mostrando i soldi, poi l’equivoco venne chiarito: ero entrato nel giardino di una famiglia che gestiva un’azienda di impianti elettrici…mi hanno tenuto a cena con loro e devo dire di aver gustato davvero la tipica cucina laotiana.

Per il viaggio dell’estate scorsa, io non avevo mai guidato una moto, solo tantissimi km con una vespa 125 PX in Europa.

Nel 2006, dopo 3 settimane in canoa in un fiume nel nord dell’Alaska, avevo noleggiato uno Yamaha XT 225 e mi ero fatto il giro della penisola del Kenai nel sud dell’Alaska, riuscendo a percorrere anche alcuni brevi sterrati: un’impresa per me.

Nel 2008 mi sono messo in testa di spostarmi in moto per le mie vacanze.

Ho comprato usata su internet (1.250 €) un Suzuki DR 350 ( moto più grandi non mi facevano sentire sicuro) e poi ho iniziato a pensare al percorso.

L’Uzbekistan l’avevo in mente per via di una vecchia avventura di Paperino, che avevo letto da piccolo, ambientata nel paese degli Usbecchi.

Poi mi ha sempre interessato il cirillico, quindi ci ho messo dentro Mosca. Durante l’inverno ho preso una ventinaimage di lezioni di russo e alla fine con un manuale di conversazione e gli appunti ero in grado di leggere il cirillico e tentare qualche semplice frase.

Le borse laterali rigide sono riuscito a comprarle solo 2 gg prima della partenza, quando un fabbro motociclista, amico di mio padre è riuscito a saldarmi gli attacchi.

Di moto e motori non ne capivo e non ne capisco nulla, ma tanto avevo scelto una moto affidabilissima…mi aveva confermato il mio meccanico. Ho preso gli utensili necessari, i fusibili di ricambio anche se non so cosa siano e dove vadano montati e poi sono partito il 18 luglio. Meccanicamente ero (e sono) in grado di gonfiare i pneumatici, controllare e rabboccare l’olio, fare il pieno e dare lo spray protettivo per la catena di trasmissione.

Ho pensato che comunque in quei paesi con 50$ chiunque mi avrebbe aiutato a caricare e trasportare la moto in caso di imprevisti seri.

image Avevo il forellino da campeggio, sacco a pelo, tenda da 1 posto, guide e mappe. Niente GPS, solo i cellulare per mandare alcuni sms a casa. Normalmente vado in vacanza da solo, inoltre stavolta sarebbe stato davvero difficile trovare qualcuno per un viaggio del genere, anche per il fatto che non ho amici motociclisti.

Il percorso è stato Italia-Austria-Slovacchia-Polonia-Lituania-Lettonia-Russia-Kazakhstan-Kyrgyzstan-Uzbekistan. I visti per Kazakhstan-Kyrgyzstan-Uzbekistan li ho fatti recandomi a Roma dalle ambasciate, mentre per quello russo mi sono dovuto rivolgere ad una agenzia.

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36 Comments

  1. ivan

    ciao sono ivan, non ti scrivo frequentemente ma ti seguo proprio giorno per giorno, e a volte come oggi mi frullano per la testa dei pensieri che, se non riproponendoteli, non otterrei nessuna risposta. Anche per me la seconda passione e fondamento di vita è viaggiare, per chi legge la prima non è trombare, ma l’incontrare nuove persone al di là della religione, etnia,interessi, lingua, piaceri…è anch’esso una parte di me, quindi sarebbe bello scoprire chi sei al di fuori di questo sito, come mi appariresti ritrovandoci per caso a mangiare una pizza e a discutere di chissachè, quante domande ti farei,non preoccuparti sono felicemente sposato, ma soprattuttto per scoprire chi è Gionata…tu chi sei realmente? cosa vuoi che la vita ti dia nella tua esistenza? qual’è il vero motivo per cui stai facendo il giro del mondo? non giri in bici ma in moto, quindi sei a tutti gli effetti un motociclista, e di che pasta!, e saper mettere le mani in un motore non è poi così denigratorio, perchè ti viene così difficile dirlo?io in 4 anni che ti seguo ne ho incontrati molti altri di veri viaggiatori…tutti diversi, e con una sensibilità che sfiorava la santità…perchè tu solo uno? spiegami il perchè veramente con regolarità premi tanto su questa voglia di visibilità? cosa è per te veramente importante? scusa il tam tam di domande che necessiterebbero per ognuna qualche riga di risposta, ma il mio desiderio di sapere per chi ripongo, pur non conoscendolo, cosi tanta stima per il suo coraggio, mi fa essere invasivo. take it easy and enjoy your life come te pare e piace…

    1. Gionata

      Ciao Ivan e grazie per le domande,
      riproponimele sul forum e ti darà risposta. Purtroppo vorrei dare ai commenti del portale, la capacità di far interagire i lettori con l’autore degli articoli e questo post parla di Maurizio Zanni e del suo viaggio.
      Grazie.
      Gionata

  2. Damiano

    Ciao Maurizio, ho letto del tuo viaggio su di un altro forum e ti faccio i complimenti perchè sei il tipo di viaggiatore che piace a me, o almeno mi hai dato questa sensazione.
    Dai importanza alla gente, a piccoli paesi e a molte cose che il classico turista snobba definendole banali o poco interessanti.
    Che senso ha visitare un luogo senza conoscere lo stile di vita, le usanze e i modi di fare di chi lo abita?
    Credo che l’essere in quel luogo in quel determinato momento e godere di quello che il posto ha da offrire sia l’essenza di un viaggio.
    Non sono necessari hotel a 5 stelle e viaggi in prima classe, anzi sicuramente le difficoltà ti fanno apprezzare di più quello che hai raggiunto.
    Questo è il mio pensiero, posso sbagliarmi in quanto non ho mai fatto imprese del genere, ma è quello che ho percepito seguendo Gionata, te e le altre persone che in sella alla loro moto, alla bici o semplicemente a piedi girano il mondo in cerca di qualcosa.
    Spero un giorno di poter essere nelle condizioni giuste e di poter seguire il vostro esempio!
    Ciao!!

    1. Gionata

      Sono lusingato da questi vostri commenti e la sensazione che ne deriva è di qualità!
      ;-P
      Spero l’intervento di Maurizio e l’interesse che suscita in voi, coinvolga i veri viaggiatori là fuori a farsi vivi e raccontarsi.

  3. maurizio

    Ci tengo però a precisare che io comunque sono andato in vacanza, forse non la più classica delle vacanze, ma era stabilita una data di partenza e il rientro (avevo comprato il biglietto aereo).
    Gionata per ora ha fatto invece una scelta di vita, con un arco temporale che gli invidio: 8 anni.
    Alle volte infatti mi chiedo se mai tornerà davvero e invece gli anni non diventeranno 10, 15 chissà.
    Con l’esperienza che ha accumulato può trovare un lavoro in qualunque parte del mondo in qualunque momento.
    Qualche volta ho provato ad immaginarlo in un suo rientro in Italia: magari la prima notte pianta la tenda in mezzo ad un’aiuola, così soprapensiero.
    Nel mio caso, ci tengo a precisarlo, non ero in fuga da nulla e da nessuno. Però da sempre le persone e gli stili di vita di un paese mi incuriosiscono: suggerisco sempre di fermarsi ogni tanto in un paese, in una città e rimanere qualche ora ad osservare le persone, mentre si recano al lavoro a fare la spesa, parlano tra di loro.
    Le piccole e normali cose di tutti i giorni, le vediamo in tutti i paesi, ma non possono essere uguali.
    Ringrazio ancora Gionata per lo spazio che mi ha voluto dedicare, anche e sopratutto perchè lo ha deciso lui.
    Saluti a tutti i viaggiatori
    Ciao amici
    Maurizio

    1. Gionata

      Permettimi di dire che, a me, quella che tu chiami una vacanza, sembra un viaggio. Un’avventura.
      Come dicevo al meeting del viaggio avventura, il vero Viaggio non è una questione di tempo, di km e nemmeno di soldi.

      “Se fosse una mera questione chilometrica, mio padre che percorre 80000 km l’anno in auto per lavoro, sarebbe il viaggiatore più incallito” Però è semplicemente una questione di approccio al mondo, alla strada ed a sè stessi.

      Per questo ho voluto portare a conoscenza dei miei lettori la tua storia di viaggio. Perchè la mia, purtroppo, suscita diffidenza a causa del lungo investimento di tempo che ha comportato ed ancora comporterà.

      NON E’ PER DARE VISIBILITA’ A GIONATA NENCINI E BASTA, che mi dedico a Partireper.it, ma per dare visibilità al mondo, il viaggio e l’avventura e la tua storia celebra il senso ideale delle tre parole in cui credo di più. Perché hai toccato una porzione di mondo, in una porzione di tempo importante ma non eccessiva (3 mesi, secondo me, sono perfetti per viaggiare, poi ne parleremo) ed hai dimostrato che non serve fare appello a marchi come faccio io o affidarsi ad incredibili organizzazioni come fanno i tour motociclistici organizzati.

      Sei partito solo, senza pregiudicare la tua vita a casa e chi ci lasciavi e te ne sei tornato più ricco, più consapevole, con una storia da raccontare e con la certezza che potresti ripeterti ancora, magari in altri paesi ed altre zone.

      Una celebrazione alla semplicità. Al viaggio. Alla interculturalità. Alla scoperta ed alla sensibilità.

      Ti stimo Maurizio.

      ps. dici bene per il fattore tempo del mio viaggio. potrei tornare domani o non tornare mai. ma chi se ne frega, se fa felice me, basta no?

  4. Pat

    … chissene se vi sembrerò banale, ma nei vostri post, e nel dialogo tra te Maurizio (benvenuto alla grande) e Gionata leggo alcune delle cose più belle che ho sentito negli ultimi tempi, una cosa bella la stima, e il capirsi al volo con due avventure differenti perchè ognuno ha scelto il proprio viaggio che poteva essere solo così, il proprio e unico a misura come la propria pelle. Sono d’accordo con Gionata che il viaggio non è un fatto che si misura in km, sono così d’accordo che è una cosa che mi è successo spesso di pensare. e un giorno forse la dirò tutta intera… Gaudì fa questa di affermazione (all’incirca): si può restare fermi pur viaggiando molto, o viaggiare molto pur essendo fermi. Vi capite talmente tanto che solo Maurizio poteva immaginarsi Gionata che al rientro in Italia pianta la tenda nell’aiula.. così sovrapensiero 🙂 una mia amica di ritorno dall’Africa sputava sul tavolo per pulirlo… sovrapensiero anche lei.

    Troppo bello l’articolo Maurizio davvero ti faccio i miei complimenti, o incoraggiamenti.. tutt’e due ecco: io vorrei già coinvolgermi nei racconti e leggere i prossimi significa che mi sono piaciuti tanto! Tenersi dentro una storia letta da piccoli di Paperino in Uzbekistan e poi andarci è troppo bello (si stava già preparando un viaggiatore!). Leggevo anch’io Topolino ma ricordo solo le storie nello spazio o con Archimede. Si vede che la mia indole non era il viaggio, un’astronave sia pure di quarta mano non me la potrei permettere mai… e di andarci a piedi non se ne parla ;P
    quanti modi di conoscere il mondo, tanti quanti sono i veri viaggiatori. ciao

    1. Gionata

      Ci sarebbe da conoscersi di persona, io e Maurizio, prima di parlare di un’intesa.

      Però la sensibilità che mette nel viaggio e nella scoperta del mondo, l’ho dedotta dal suo articolo e dalle foto. Dai sorrisi che la gente gli dedica quando posa con lui e dalla semplicità con cui attraversa il mondo lasciando un segno negli altri e dentro di sè.

      Non è facile trovare Viaggiatori così. Forse è l’unica cosa che posso dire per certo.

      Comunque grazie Patrizia, il tuo commento alimenta la voglia di discutere.

  5. Pat

    intendevo l’intesa tra viaggiatori di chi vive emozioni simili, io non ci avevo pensato alla tendina nell’aiuola ..
    mi piace molto questa discussione Gionata. le cose vere si sentono

    Guarda hai detto esattamente quello che proviamo noi che non conosciamo di persona ma leggiamo, come tu l’hai “dedotto dagli articoli e dalle foto”.
    e allora grazie che l’hai trovato. oh Maurizio non vorrei che ti senti caricato di troppe aspettative eh…
    va bene tutto ciò che SI VIVE anche le giornate di maroni e giramenti di pianeti
    abbracci

  6. maurizio

    Dice Patrizia” e di andarci a piedi non se ne parla”, eppure il mondo non finirà mai di stupire, perchè c’è chi sta tentando di fare il giro del mondo a piedi

    http://goliath.mail2web.com/

    partito dieci anni fa dal Cile, questo folle splendido viaggiatore è ora in Alaska e attraversato lo stretto di Bering ( d’inverno è ghiacciato) è ora stato rimandato indietro dalle autorità russe: il problema è che con un visto di 3 mesi gli è impossibile attraversare la Russia.

    Comunque era solo lo spunto per una nota di colore. La frase di Gaudi invece è interessante, perchè mette in evidenza un’aspetto importante della natura umana: quanto conosciamo noi stessi.
    Penso che il viaggio dentro se stessi, sia probabilmente il più lungo e difficile da intraprenderre e che sia impossibile sapere dove esso ci porterà.
    Un antico motto greco recita “Oh uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei”. Nel senso che arrivare alla conoscenza del nostro io interiore, ci avvicina ad un qualcosa di immateriale, forse l’anima, e spesso è un processo naturale e involontario.
    Io non ho usato l’i-pod mentre mi spostavo l’estate scorsa in moto e in tanti mi hanno chiesto se mi fossi mai annoiato durante i lunghi tragitti, specialmente attraverso le steppe del Kazhakistan. Ho sempre risposto di no, perchè ogni mattina, quando mi mettevo in sella e partivo, godevo dello scorrre del paesaggio e contemporaneamente pensavo, a tutto e a niente. Forse, in quei momenti stavo “viaggiando” anche dentro di me, come credo sarà capitato anche a Gionata.
    Ciao a Patrizia e a tutti…oops prima devo ricordarmi di fare l’addizione, altrimenti non posto un bel nulla !

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