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17 Marzo 2013

17 Marzo 2013

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, baja california

La gestrice dell’hotel ha 60 anni e ieri mi ha lasciato fare il mio porco comodo. Oggi la saluto e lei vuole una foto con me e poi mi abbraccia ed io ho la sensazione di ricordarle il suo ex fidanzatino quando aveva 25 anni perchè ci siamo detti due parole il giorno prima e adesso è tutta sentimentale.

La moto è lì che ha tutta l’aria d’essere pronta per continuare. Ho fatto il tagliando di ieri con una certa attenzione, sforzandomi di non tirare via e adesso, come capita quando rileggi una poesia scritta la notte prima, voglio sentire se mi piace ancora quello che ho fatto. Accendo la moto, la sella adesso è alta, la molla scende placidamente e la carburazione è cristallina. Faccio pochi metri ed il rumore di catena pulita, lubrificata ed ben tesa entra nelle mie orecchie come una donna che geme di piacere.

Minchia che bello!!!!!!

Ma perchè non mi impegno più spesso?

Mangio i primi km senza problemi e avanzo ed avanzo ed avanzo ed è una figata andare con una moto che funziona un po’ meglio dopo che ti fai migliaia di km ed è trascurata. Il sole è nel cielo e non fa nemmeno troppo caldo, la brezza del mare,quando appare in lontananza, rende l’aria più fresca e mite. Sono partito abbastanza tardi ma la strada è rapida e mi ritrovo in La Paz in men che non si dica, dove ieri sono arrivato con la testa piena di seghe mentali e preoccupazioni per la moto e adesso sfreccio liscio come l’olio fra un semaforo verde e l’altro.

Cazzo ma quando ho la catena pulita devo sempre trovar un pezzettino di sterrato sabbioso che me la insudicia subito!!!!!!!!

Così esco da La Paz, ho il serbatoio in riserva e guardo la mappa in cerca di referenze, poi decido di tirare a dritto. Secondo i miei calcoli dovrei farcela e se non ce la faccio mi invento qualcosa:

Ma voglio davvero perdere mezza giornata a trovare un passante che mi venda 1 litro di benzina quando ho l’ultima stazione di servizio a 3 km dietro di me?

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, baja californiaArrivo in una posto di controllo sanitario e spigando la mia perplessità mi viene detto chiaro e tondo che forse alla prossima stazione di servizio non ci arrivo. Poi mi torna in mente che vari mi avevano detto che se andavo a Baja California dovevo portarmi dietro benzina extra perchè in certi punti non ce n’era per cui inversione ad u ed eccomi alla stazione di servizio a fare il pieno. Mi riceve una ragazza di 21 anni, con la tuta da operaio della marca del benzinaio, carina, un poco taciturna e mi fa il pieno. Non so cosa ci sia nell’aria ma una ragazza carina che ti fa il pieno con una tuta così lascia spazio all’immaginazione.

Mi ricorda un po’ le sexy benzinaie del Giappone, così carine, ben vestite, con tutti quegli inchini e sorrisi. Da arrivare in moto e portarle tutte vie!

La strada è retta, desertica ed il sole sta calando piano piano, mentre sono quasi le 18 ed ho una gran fame!

Mi fermo in una stazione di servizio dopo il secondo pieno, compro l’olio, vedo che hanno una macchina per l’espresso e decido di fare un po’ di conversazione con le ragazze che lavorano lì, mentre la più timida e più carina mi lancia certe occhiate… La luce è calata parecchio da quando sono arrivato e sono ancora dentro alla città per cui devo pagare e sbrigarmi ad uscire per trovare un posto per la notte prima che faccia buio.

Di positivo c’è che Baja non è addomesticata, ci sono campi aperti e colline da per tutto. Fiumi, golfi di tutto un po’. Di brutto c’è che la temperatura qui scende drascticamente dopo il tramonto e richiama tutta l’umidità del mondo per cui adesso sono lì che mi incazzo tutto accartocciato sulla moto per ridurre il contatto con il vento, mentre il termometro scende e scende e scende…

Ma che cazzo di freddo fa??????

Oh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, baja californiaGrido come se il vento mi sentisse e andasse a soffiare da un’altra parte. Ma non smette per cui inizio a guardarmi ai lati e fra un fiume troppo lontano ed un sentierino roccioso mezzo nascosto, opto per la seconda opzione. La moto sballotta da tutte le parti e un po’ fa male pensare di maltrattarla così subito dal primo giorno per cui a ogni sasso grande dico “scusa” “riscusa” “perdonami!” e poi mi fermo, sono già troppo incastrato così come sono.

Foto di turno, una cagatina per marcare il territorio e poi vado a letto presto, mentre la penombra attorno a me evidenzia i giganteschi cactus che mi circondano ed i mille fruscii mi tengono un po’ sulle spine finché non mi esce di bocca il proverbiale:

Ma chi tu voi che venga qui, ven via…

E così chiudo gli occhi a tenda semi aperta ignaro del fatto che una nuvola bassa piena di umidità si sta sedendo proprio sul io sito…

Olè

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