Se sei tra coloro che hanno il desiderio di condividere il proprio viaggio con foto, video e racconti da pubblicare in rete, oggi la tecnologia offre numerosi strumenti per raggiungere il più ampio pubblico attraverso diverse soluzioni e linguaggi. Potrai condividere le tue esperienze con chi ha la tua stessa passione e magari ti segue perché sta cercando consigli o suggerimenti dalle avventure di altri motoviaggiatori; oppure potrai semplicemente intrattenere coloro che sono alla ricerca di storie di vita o di moto, in alternativa a quelle offerte dai canali più tradizionali di radio, televisione e magazine.

C’è da dire che non tutti amano cimentarsi con riprese video, programmi di fotoritocco o codici html, perciò fallo solo se lo senti in accordo con la tua personalità. Se non hai la passione per la tecnologia o per il web, nessuno ti obbliga. Ci sono ancora tanti viaggiatori che archiviano diapositive o foto su supporti digitali, senza aver mai pubblicato un solo post su facebook.

Sii inoltre consapevole del fatto che se comincerai a sviluppare anche l’aspetto mediatico del tuo viaggio, dovrai dedicarvi il tempo necessario. Perciò, prima di creare ogni sorta di account online sulle più disparate piattaforme o social disponibili, fai una selezione di quelle che saranno le tue vie di comunicazione preferenziali, anche in base alle tue competenze e alla tua passione. Esempio: non ti senti portato per video? Inutile aprire un canale YouTube. Ti piace invece condividere la riflessione di un momento in poche righe? Twitter potrebbe essere la tua piattaforma ideale.

Poi, pianifica il tuo impegno. Chiediti quanto tempo intendi dedicare davanti al computer e sfruttalo nel migliore dei modi, senza disperdere energie. Aggiornare un blog o un sito non si può fare “una tantum”, soprattutto se vuoi raccontare il tuo viaggio in divenire.

Un moto-blogger è una persona che dedica mediamente almeno un paio di ore al giorno alla stesura del materiale. Io mi ero organizzato in modo tale da lavorare al computer durante le soste pranzo se in zone con wi-fi gratuita, in tenda durante la notte e nel week-end, ma di fatto l’attività mi occupava tutto il sabato e la domenica, con ritmi simili a quelli di un lavoro d’ufficio.

Non è un lavoro pagato, ma la più grande soddisfazione arriverà dal vedere la propria storia di viaggio crescere e prendere vita anche sul web, dove potrà essere letta da chiunque lo vorrà, ovunque si trovi, in qualsiasi momento. Credo fortemente nella filosofia dell’open content (www.it.wikipedia.org/wiki/Contenuto_aperto) per cui il dispendio di tempo, denaro ed energie che ho impiegato nella pubblicazione dei contenuti su Partireper è stata spesso ricompensata dal supporto dei lettori che mi hanno gratificato del lavoro fatto offrendomi un “pieno benzina”.

Le molteplici piattaforme gratuite ti permetteranno di raggiungere presto diverse migliaia di followers. Se poi deciderai di destinare anche un piccolo investimento di risorse per implementare le funzionalità di alcuni servizi, potrai coinvolgere un pubblico ancora maggiore.

Moto-blogger in viaggio

Dieci anni fa fui uno dei primi motoviaggiatori a sfruttare le potenzialità della rete grazie anche al fatto che i social stavano nascendo proprio nel periodo in cui mi accingevo a iniziare la mia avventura. Oggi, invece, internet è inflazionato di foto, video e racconti di viaggi in moto. Proprio perché c’è molta offerta, è diventato più difficile creare una storia originale.

Ciò che conta, però, non è cosa racconti, ma come lo racconti. La tua esperienza è e resta un’esperienza unica e irripetibile, purché tu la sappia raccontare valorizzandola per come la stai vivendo, dal tuo punto di vista personale e per quelle che sono le tue emozioni e sensazioni. L’errore più grande è cercare di omologarsi a chi, prima di te, ha avuto successo. Il pubblico apprezza la spontaneità e premia l’originalità piuttosto che la brutta copia di qualcuno o qualcos’altro (e di solito le “brutte” copie si riconoscono subito…).

Evita il rischio di pubblicarti solo per fare piacere alla tua audience di affezionati, o solo con l’obiettivo di trasformare il tuo viaggio in un prodotto o in una vetrina per i marchi che ti sponsorizzano.
Utilizza invece gli strumenti della rete per rielaborare la tua esperienza, dando sfogo al tuo sentire, al tuo carattere, alla tua visione del mondo e alla tua filosofia di viaggio. La tua personalità dovrebbe coincidere con il tuo personaggio, e non il contrario. Solo così troverai il tuo stile e sarai autentico.

Se investirai energie nel pubblicare online, sii pronto a ogni sorta di critica nei tuoi confronti da parte di altri, spesso senza che ce ne sia motivo. Purtroppo l’anonimato su internet permette certe libertà di espressione che possono degenerare in illazioni gratuite e non sempre rispettose, nonché ledere la reputazione delle persone. Preparati: l’invidioso gode a creare attrito e a screditarti. D’altronde, non potrai piacere a tutti.

Nel momento in cui ti proporrai sul web, è importante che tu abbia ben chiara la tua identità. Perché viaggi? Qual è la tua filosofia? Cosa vorresti comunicare attraverso le tue storie, le tue foto o i tuoi reportage?

Ogni volta che interagisci con il pubblico, chiediti se lo stai facendo per diletto o per motivi precisi: magari aspiri a diventare giornalista, oppure stai cercando di coinvolgere qualche sponsor, o ancora vorresti proporti come tester, o semplicemente desideri sensibilizzare la gente su un determinato tema. In ogni caso, inventati un nome che ti identifichi, scegli un motto che spieghi efficacemente la tua filosofia di viaggio e – perché no? – disegna anche il tuo logo. In questo modo, sarai riconoscibile da tutti in maniera univoca e originale. I dettagli sono importanti, lavora quindi sulla grafica, sui colori, sul font e sullo slogan avendo sempre ben chiaro il messaggio che vuoi far percepire.

Se gestirai più piattaforme (sito internet, pagina facebook, account twitter…) assicurati che per ciascuna di esse il nome sia lo stesso. Sarebbe difficile per i tuoi follower trovarti su altri canali se non userai lo stesso nome.

Blog o Sito?

Il blog viene popolato dai tuoi articoli e si appoggia a una piattaforma (wordpress, joomla e drupal sono le più popolari) che offre un servizio gratuito per ospitarne tutti i contenuti multimediali: testi, foto, video. La personalizzazione di determinate funzioni (ad esempio i temi, i plugin, il layout, etc) è precluso, se non a pagamento. Il dominio del blog conterrà sempre il nome del gestore scelto, a meno che non si decida di acquistarne uno proprio. L’acquisto di un dominio web è il primo passo che ti suggerisco di fare se deciderai di sviluppare questa forma di comunicazione. Avrai subito una parvenza un po’ più ufficiale e meno improvvisata. I blog offrono uno spazio limitato per l’upload dei media, così come è limitata la possibilità di intervenire sull’aspetto e sulla grafica delle pagine, che si rifanno a template standard offerti dalla piattaforma ospitante.

Il sito, a differenza del blog, si appoggia a un server provider esterno che, a fronte di un abbonamento annuo (dai 40 ai 80 euro), offre la possibilità di usufruire da subito di un proprio dominio, di spazio illimitato sul web e di una propria casella mail con il nome del dominio scelto. Sarà inoltre possibile intervenire nella modifica della grafica avendo diretto accesso ai codici html e php. Potrai, ad esempio, scegliere quanto spazio dare alla testata, quante colonne prevedere e quali font e colori utilizzare nella grafica.

Se opterai per lo sviluppo di un sito, verifica che l’hosting (il server che ospiterà il database di tutti i tuoi media e del linguaggio php 5.0 del tuo sito) sia compatibile con la piattaforma da te scelta e che possa supportarla.

Sia il blog che il sito possono essere sviluppati con l’inserimento di pagine, ciascuna delle quali potrà ospitare l’elenco degli articoli scritti, una fotogallery, i video embeddati da YouTube, un contact form e quant’altro. Potrai decidere se far prevalare l’aspetto diaristico, dando visibilità in homepage a tutti i tuoi articoli, oppure se dare più valore a una foto o a un logo o a un’animazione, sviluppando una grafica adeguata. Ovviamente il livello di personalizzazione va di pari passo con la capacità di utilizzo del linguaggio html e soprattutto php.

Forum

Un’alternativa al blog o al sito è quella di scrivere su un forum di persone appassionate al tuo stesso modello di moto. Il vantaggio è che non saranno i lettori a doverti trovare, ma sarai tu che andrai a cercarli.

Per iniziare, dovrai iscriverti al forum creando un account: scegli il tuo nome, carica una tua foto oppure utilizza un avatar. Poi presentati agli altri membri. Dopo esserti presentato, potrai scrivere i tuoi commenti a post già pubblicati in determinati topic (i topic specificano l’argomento di una discussione) oppure potrai chiedere all’admin del forum di aprire un nuovo topic, suggerendogli il tema su cui vorresti scrivere.

Se frequenterai i forum, ricorda di attivare la notifica via mail agli interventi dei lettori sui tuoi post, così saprai immediatamente chi ti ha scritto e potrai rispondergli.

Il forum è consigliato a chi non ha voglia o tempo di dedicarsi alla gestione di un blog, per chi scrive sporadicamente e per chi non ha conoscenze approfondite di codici web. Lo svantaggio è che si dipende molto dal layout offerto dal forum (ad esempio, alcuni forum potrebbero permetterti di pubblicare solo foto a bassa risoluzione, o solo un numero limitato di foto per post). Inoltre, se il forum cesserà di esistere, tutto il tuo lavoro in rete andrà perso.

Social network

Con i social si sceglie l’alternativa sicuramente più rapida e più economica, e per certi versi anche più “condivisa e condivisibile”, per comunicare attraverso il web. Il vantaggio dei social è che sono intuibili e non necessitano di grandi conoscenze tecniche. Inoltre sono un’ottima alternativa a chi non ama scrivere troppo, ma preferisce comunicare per immagini o video. Di contro, non sono personalizzabili e bisognerà attenersi al loro layout specifico. Poiché ogni social favorisce un determinato linguaggio, sarà in grado di incontrare i gusti e gli interessi di pubblici diversi. C’è il social che predilige il testo breve (Twitter) e quello che parla solo per foto (Instagram, 500px); ci sono quelli che accolgono video (YouTube, Vimeo) e quelli che cercano di integrare più linguaggi insieme (Facebook in primis, ma anche Google+ e Pinterest).

Il loro utilizzo è poliedrico e reso ancora più agile dal fatto che tutti gli account sui social possono essere gestiti semplicemente con l’uso di uno smartphone, grazie alla relativa app.

Inoltre, account di piattaforme diverse possono essere connessi tra loro in modo tale che la pubblicazione su uno di essi venga automaticamente condivisa su tutti gli altri. Il consiglio è quello di connettere tutti i propri social al proprio sito o blog: ogni volta che si pubblicherà un nuovo articolo, sarà immediatamente visibile su tutti i propri profili. Risparmierai tempo e genererai più traffico.

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Mailing list

Qui entriamo già nella dimensione “marketing” della comunicazione. Se vorrai permettere ai tuoi followers di rimanere aggiornati sui tuoi viaggi e sulle tue attività ricevendo una mail privata ogni volta che pubblicherai qualcosa online, potrai prevedere all’interno delle pagine del tuo sito un apposito modulo che il lettore interessato compilerà semplicemente inserendo la mail alla quale vorrà ricevere gli aggiornamenti.

Potrai usufruire del servizio appoggiandoti a siti specifici (i più famosi sono www.mailchimp.com, www.sendinblue.com e www.mailup.it), che ti permetteranno di archiviare fino a qualche migliaio di mail gratuitamente (di solito 2.000 mail). Oltre quel numero, dovrai stipulare una sorta di abbonamento (circa 35-40 euro/mese) per estendere illimitatamente il volume di raccolta di mail nel tuo database.

Attraverso le mailing list potrai condividere non solo la pubblicazione di nuovi articoli sul tuo sito o blog, ma anche comunicare ai tuoi lettori i tuoi progetti futuri, eventuali iniziative o eventi da te organizzati o ai quali parteciperai. Appoggiarsi a una piattaforma di email marketing permetterà alle tue campagne di non finire nella casella di spam della mail del tuo lettore. Rispetta la privacy delle persone e non inserire mai le loro mail senza il loro consenso. Per sottoscrivere la newsletter di partireper.it puoi utilizzare questo link diretto: www.partireper.it/newsletter

Riviste

Pubblicare le proprie foto e il proprio racconto di viaggio su una rivista cartacea è il sogno di ogni viaggiatore. Ed è un sogno così ambito che molti lo farebbero (e lo fanno) anche gratuitamente. Tuttavia, ritengo che scrivere sia un vero e proprio lavoro e se si viene pubblicati da un editore che, grazie a quell’articolo, potrà vendere più copie e aumentare il suo fatturato, è giusto chiedere una ricompensa. Una rivista onesta lo sa bene e sarà pronta a valorizzare i suoi collaboratori, giornalisti o motoviaggiatori che siano. Il compenso potrebbe anche essere simbolico, ma è bene che il tuo valore venga riconosciuto. È una questione di rispetto anche nei confronti della fatica, delle energie, del tempo e delle risorse che hai impiegato per arrivare dove sei arrivato con la tua moto. Infatti, se una rivista ti pubblica, è perché ha trovato il tuo racconto e le tue foto originali e di un certo valore editoriale.

Personalmente ho avuto la possibilità di scrivere per molte riviste, italiane e straniere. I compensi sono molto variabili. A volte sarai invitato a scrivere un articolo di tuo pugno, altre volte ti verranno richieste solo delle foto, altre ancora verrai contattato per un’intervista, e il tuo viaggio verrà poi raccontato da uno dei giornalisti della redazione. “Honda Australia” mi pagò 1.000 dollari per un’intervista che rilasciai al telefono e 7 foto.

Portali web

Contrariamente a quanto avviene con le riviste cartacee, è molto raro che i magazine online ti paghino un’intervista o un articolo. D’altronde, mentre il mensile è venduto in edicola e il lettore lo paga, il giornale online è gratuito. Giusto quindi che una tua eventuale pubblicazione avvenga anche a titolo gratuito: il vero guadagno, sia per te che per il web magazine, sarà generato dalle visite che la tua intervista alimenterà sul sito del giornale e che, giocoforza, faranno guadagnare maggiore visibilità anche a te.

Ogni volta che rilascerai un’intervista o scriverai un articolo per una testata online, chiedi che venga citato e linkato il tuo sito e che venga riportato un tuo contatto email.

Tv

La televisione è un mondo a parte. È difficile proporsi come ospiti in video, mentre è molto più facile venire contattati da una trasmissione o format di viaggio se la nostra avventura comincerà ad essere così popolare sul web da destare la curiosità anche di qualche emittente. Potresti sfruttare la visibilità offerta dalla televisione per mostrare anche il tuo equipaggiamento e ringraziare gli sponsor che ti hanno vestito, attrezzato e aiutato.

Se l’emittente è particolarmente prestigiosa, avvisa per tempo i tuoi sponsor: potreste definire insieme la strategia comunicativa migliore e più sincera per valorizzare il tuo viaggio e allo stesso tempo offrire un contenuto commerciale equilibrato. L’onestà verso il pubblico è fondamentale, ma essere onesti significa nondimeno riconoscere che se sei arrivato fin lì lo devi anche ai marchi che ti hanno supportato.

Dai comunicazione di una futura intervista in tivù su tutti i tuoi social, sul tuo sito e attraverso la tua mailing list, in modo che i tuoi lettori lo sappiano per tempo e possano seguirti quando sarai in onda.

Solitamente le televisioni non pagano gli intervistati, però sono sempre in cerca di format da inserire nel loro palinsesto. Se hai talento per i video, potresti proporre degli episodi a puntate del tuo viaggio realizzati ad hoc per la televisione. Oppure potresti affrontare un piccolo investimento iniziale pagando un video operatore professionista che ti aiuti a realizzarlo e poi venderlo a un’emittente. Anche questo è un modo per condividere il viaggio e per unire l’utile al dilettevole.

Trucchi e tecniche di acquisizione video

Nuova Zelanda 2008. Il lato spiacevole di queste soluzioni per il video making è che ho rotto più volte il treppiedi. Ma ne é valsa la pena…

Non ho mai seguito un corso di comunicazione né tantomeno di fotografia o di riprese video. E non c’è bisogno che lo faccia nemmeno tu. Su internet la professionalità non è sempre (quasi mai) l’elemento discriminante per premiare in termini di visibilità un video. Per un motoviaggiatore, la genuinità, la curiosità e l’ingegno che impiegherà per comunicare ciò che sta vivendo e provando valgono più di mille corsi. Un’attrezzatura professionale potrà aiutarti, ma non è sempre fondamentale. Io iniziai a condividere i miei video in rete quando ancora non esistevano le action camera: appiccicavo la videocamera al casco con un doppio giro di scotch, oppure incastravo e legavo il treppiedi tra il top case e la sella della moto, utilizzandolo come supporto per le autoriprese in marcia.
“Crea” con quello che hai. Se hai un’action camera, prova a cambiarne la posizione sulla tua moto, testando più punti di inquadratura possibile. Troverai anche il tuo stile, in base a ciò che vorrai comunicare e a come lo vorrai comunicare.

Se devi fotografare la tua moto, valutane la sua dimensione all’interno dell’immagine: una moto troppo piccola o troppo grande non è sempre apprezzata. È bene inoltre evidenziare sempre le particolarità del paesaggio in cui ti trovi: la vegetazione, i rilievi montuosi, animali particolari, e più in generale ogni dettaglio che potrà inequivocabilmente rendere riconoscibile il luogo dello scatto o del filmato.

Se riprenderai in video la strada davanti a te durante la marcia, lascia sempre che una porzione dell’inquadratura sia occupata da un dettaglio della moto (uno specchietto, il quadro strumenti, o anche solo una parte del parabrezza) in modo da contestualizzare il filmato, altrimenti non sarà subito intuibile che si riferisce a un viaggio in moto.

Nuova Zelanda 2008. Le action camera e i relativi supporti per manubrio, casco, barre para motore, monopiede, petto e i droni erano ancora da inventare. Io intanto inventavo le mie soluzioni con quello che avevo.

Se riprenderai paesaggi, monumenti o scenari maestosi, inserisci nell’inquadratura dei dettagli che possano aiutarne a percepirne le reali dimensioni: un gruppo di persone in visita al Macchu Picchu renderà sicuramente l’idea delle proporzioni del sito archeologico.

Evita ogni sorta di zoom durante la videoripresa: sono poco professionali e “innaturali” per l’occhio umano. Piuttosto, alterna inquadrature di dettagli o primi piani a inquadrature di campi medi, lunghi o lunghissimi.

Nessun problema per le riprese in moto soggette alle vibrazioni della strada: le moderne action camera sono sviluppate per tollerarle e smorzarle, mentre in caso di riprese con videocamere più datate, si possono sempre lavorare in post produzione.

Ogni sera, davanti al computer, libera lo spazio sulla memoria esterna dei tuoi dispositivi video e foto e seleziona già il materiale eliminando quello che non serve (quello sfumato, con pessimo audio o inguardabile). Questo ti aiuterà ad arrivare al giorno della pubblicazione con metà del lavoro già avviato. Etichettare o catalogare il tuo materiale in giorni, mesi, paesi o anni di viaggio è sicuramente di aiuto. Accertati sempre che il timestamp dei tuoi dispositivi sia fedele all’orario e alla data dei giorni in cui hai filmato o fotografato. Questo ti permetterà di riordinare i tuoi file accuratamente e di “filtrarli” con una ricerca selettiva per “data di creazione”.

Adesivi e omaggi

Creare adesivi con il tuo logo e indirizzo web è un altro modo per condividere il viaggio. Potrai regalarli come ricordo alle persone che incontrerai durante la tua avventura (bambini, gente che deciderà di ospitarti, nuovi o vecchi amici che troverai on the road e tutti coloro ai quali vorrai mostrare la tua gratitudine), oppure potrai applicarli in tutti quei luoghi dove i viaggiatori sono soliti farlo (passi, dogane, stazioni di servizio, posti caratteristici). In questo caso, saranno una sorta di tag ”fisico”, che ti permetterà di lasciare un ricordo permanente del tuo passaggio.

Se il tuo viaggio sarà lungo, puoi prevedere di stampare anche 500-1.000 adesivi. Costano poco e occupano poco spazio.

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