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15 Marzo 2013

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gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiaLa mappa dice 800 km fino a Los Mochis, da dove parte il ferry per La Paz in Baja California. Dal momento che in questa parte del Messico è tutto autostrada e dall’altra ci sono strade di ogni tipo e belle cose da vedere, parto con l’intenzione di mangiarmi quegli 800 km per arrivare giusto giusto prima delle 23 e prendere il ferry che, durante la notte, arriverà a La Paz per farmi sbarcare durante le prime ore del mattino.

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiaTutto facile in pratica e per sfruttare al massimo il tempo, approfitterò di alcune ore sul ferry per fare il tagliando visto che ho candele, filtro olio ed ho anche comprato l’olio qualche giorno prima. In realtà ho anche cambiato le pastiglie freno posteriore che erano quasi all’osso e nel farlo mi sono reso conto che il pernetto delle pastiglie freno è completamente mangiato. Questo spiega anche quel rumore anomalo che sentivo spesso quando non avevo il freno posteriore azionato. Adesso che c’ho guardato da vicino capisco che le pastiglie freno vibrano in su ed in giù mille volte ogni giorno e piano piano hanno consumato la superficie del pernetto su cui scorrono.

Così con questi piani in testa, la pancia piena e la moto appena rifornita di carburante, mi reimmetto sull’autostrada che da Santa Cruz mi porterà prima a Mazatlan e, 400 km dopo a Los Mochis per prendere il ferry. Ci sono 3 punti di partenza in ferry per La Paz, ma preferisco quello de Los Mochis per l’orario di partenza e perchè è gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiafondamentalmente più corto ed economico. E poi almeno vedo 400 km di Messico in più, mica male.

Ma qualcosa non va, o almeno o questa sensazione. Sembra che ci sia qualche problema alla pinza del freno o al pernetto in questione perchè ogni volta che aziono il freno posteriore sento uno scodinzolio della moto che non sentivo prima. Mi fermo, do un occhiata, sembra tutto ok e continuo, cercando di non usare troppo il posteriore, ma quando lo uso lo scodinzolio ritorna. Cerco di non pensarci troppo ed una volta finite le curve ed i tornanti che mi riportano all’autostrada, imbocco la via rapida e sfreccio a 120 km/h per alcune ore fino ad arrivare alle 12 a Mazatlan, a metà strada da Los Mochis a cui sono diretto.

Arrivo al primo semaforo e noto che a basse velocità lo scodinzolio è anche presente in marcia, senza azionare il freno. Esito, poi chiedo dove sia il porto e vado a dare un’occhiata. Non so ancora quale sia il problema, ma ho un brutto presentimento per cui entro in biglietteria e faccio le seguenti verifiche:

Quanto costa il biglietto per me e la moto da qui a La Paz?

1900 pesos

Quando parte il ferry?

Alle 16:30

Quando arriva?

Alle 10 di domani

Quanto costa il biglietto da Los Mochis, a 400 km da qui?

1650 pesos

Quando parte?

Alle 23

Quando arriva?

Alle 7

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiaConsiderando benzina, olio ed anche i pedaggi dell’autostrada, mi costa quasi di più partire da Los Mochis, il che non sarebbe un problema se sono non fosse per questo scodinzolio anomalo della ruota posteriore. Arrivato al porto poi, la ruota produce dei rumori che prima non c’erano e di farmi 400 km in autostrada così non sarebbe proprio intelligente. Così compro il biglietto, approfitto del tempo a mia disposizione per andare a pranzare e penso e ripenso a come fare con la moto, una volta a bordo.

Lo stress mi viene causato specialmente dal fatto di non sapere cosa ci sia che non va e se troverò ricambi dall’altro lato. Di buono c’è che ho 16 ore di viaggio in cui potrò vedere con calma il problema e trovare una soluzione, approfittando anche di fare il tagliando. Per cui, con il biglietto in mano, mi dirigo verso il ristorantino al lato del porto e cerco qualcosa da mettere sotto i denti.

Purtroppo però nella routine spesso semplice e spesso imprevedibile del moto viaggiatore ci sono anche altri fattori che possono mettere in pericolo la continuità del suo viaggio. Un motivo sono i guasti meccanici, ma il più grande e pericoloso sono le donne. Ed è vero che in questi 8 anni mi sono fatto conoscere e riconoscere come un lupo solitario ed affamato, sempre contento di fare grandi scorpacciate e mettere bandiere, ma è anche vero che la vita manifesta tutta la sua ironia propria quando il moto viaggiatore si è consacrato ad un’unica donna: quella che ama!

Ed è con questa premessa che doveva iniziare questa parte del blog di oggi, credo. Ed è con questa che inizio.

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiaEntro nel ristorante, abbastanza affollato e decido di non sedermi bensì di ordinare al bancone e portare via un panino e qualcosa da bere per ritornare alla moto prima possibile. I commensali mangiano concentrati guardando nel rispettivo piatto e sul bancone principale c’è una televisione accesa a tutto volume che ipnotizza le tre ragazze che lavorano lì ed un bambino seduto su uno sgabello accanto a me che sta spilluzzicando un panino.

Delle tre ragazze la prima che distoglie lo sguardo dalla televisione è molto attraente, avrà 30 anni, è poco vestita ed ha un’espressione in faccia da far girare la testa. Ci guardiamo, irrompo nel silenzio con un paio di domande, chiedo cosa hanno da mangiare, lei sorride del mio accento, mi spiega cosa sia l’ultima cosa che mi ha menzionato e che non ho capito ed alla fine ordino un panino con dentro quella roba lì. Le altre due ragazze si lanciano occhiate, ridacchiano e capisco che sono vittima di un pettegolezzo. Ma ho gli occhi sul televisore ed anche se le ragazze mi stanno davanti, avverto solo distrattamente quello di cui stanno parlando e rimango catturato dalla ridicolezza con cui un ragazzo in televisione si presenta alle telecamera di un talk show di bassa qualità dicendo di essere donna dipendente.

Commento qualcosa ad alta voce e le ragazze ridono, poi chiedo.

Ma a voi gli uomini piacciono come lui?

No – dice la ragazza bella – a me piacciono alti e lo dice guardandomi in tutta la mia statura, come fossi l’unità di misura con cui definire il ragazzo alto.

Sorrisini, anche da parte mia, ma cerco di non farmi fregare. Ho il panino in uscita e ritorno a guardare la televisione, poi il bambino accanto a me comincia a raccontarmi qualcosa e quando il mio ordine è servito vedo che l’hanno messo in un piatto e decido di mangiarlo lì per lì, in agevolezza.

Mi siedo su uno sgabello e la ragazza si piazza davanti a me, mani incrociate, sguardo accattivante e mi chiede:

Vieni o vai?

Vado, perchè?

Perchè è un peccato – allude lei

Ti mancherò?

Ahaha – ride, senza rispondere poi mi prende in contropiede – se venissi sarebbe molto meglio…

Perché?

Perchè potresti conoscere una messicana che ti piaccia ed io potrei farmi un giro in moto!

Allarme rosso!!!!!!!! Allarme rosso!!!!!!!!

La pubblicità in televisione è finita e mi abbuffo sul mio panino obbligandomi a fissare lo schermo anche se non sto guardando niente. La ragazza si alza, serve un altro cliente, riceve il pagamento da un altro, poi si apparta con le altre due ragazze, sento risatine, commentini e cazzo ma mi volete ammazzare così, non sono mica un santo porco cazzo e a quel punto accelero il ritmo e metto in bocca uno degli ultimi pezzi del panino. La ragazza torna al banco e lo fa con un atteggiamento talmente esplicito e provocante che mi è impossibile rimettere gli occhi sul televisore in cerca di qualcos’altro da guardare.

Piaciuto?

Si, buonissimo, quant’è!?

Già te ne vai?

Ringrazio, mi giro di scatto e vado verso la cassa che sta dietro di me e dove una quarta ragazza vende cioccolata e fa i resti. Prendo un pacchettino di biscotti per il ferry, pago più velocemente che posso, continuando a ringraziare a voce alta per non dare ad intendere che sto praticamente fuggendo, ma la ragazza, esce da dietro il suo bancone, si avvicina alla cassa in piedi di fianco a me e con delle movenze lente e gionata nencini, partireper.it, honda transalp, ferry baja californiapavoneggianti sfrutta gli ultimi secondi per farsi vedere per intero, con i suoi jeans attillati, le gambe snelle e sensuali ed i piedi scalzi adornati da un sandalo con tacco altissimo.

E lì ragazzi – anzi – e lì Ylenia, l’occhio m’è cascato anche a me! Maiala se m’è cascato….

Poi però sono scappato, dilaniato dalle risatine delle 4 ragazze che suonavano come i canti delle sirene di Ulisse. E grazie ai problemi alla moto ancora irrisolti, il cervello ha fatto presto a fare lo switch ed a tornare a darmi quelle dosi di stress che mi sono iniziate con l’arrivo al porto. Così mi metto in fila e scopro che a salire a bordo ci sono anche 8 Bmw di un moto club di Guadalajara e che assieme condivideremo la stiva. Saliamo a bordo lentamente e quando le moto sono parcheggiate capisco che non avrò modo di rimanere con la moto delle ore per fare il tagliando, perchè chiuderanno la stiva per motivi di sicurezza. Preso dal panico tolgo tutte le borse in un secondo, metto la moto sul cavalletto centrale, tolgo la ruota e scopro mio malgrado che uno dei cuscinetti a sfera, lo stesso di due anni fa, è andato a puttane.

Ma come è possibile che mi durino solo 20000 km sti cuscinetti. Eppure questo era nuovo e originale Honda!!!

Frustrato, preoccupato per la presenza del ricambio giusto in La Paz salgo in cabina tutto sudato, sporco di grasso e vittima di un colpo di grazia che non mi aspettavo.

Vorrei usare il mio laptop, dove posso trovare delle prese di corrente?

Non ce ne sono sul ferry signore, mi spiace.

Così le 16 ore di viaggio non le posso nemmeno usare per scrivere il blog, cosa alquanto necessario dato che sono indietro di una settimana. La cena però è inclusa e sulla terrazza faccio la conoscenza degli 8 messicani sulle Bmw si interessano al mio caso e dicono che mi aiuteranno a trovare un posto per i ricambi domani in La Paz, dal momento che hanno amici che vivono lì. Dopo la cena non mi rimane che bermi due birre e vedermi 4 film in dvd proiettati uno dopo l’altro sui vari schermi che ci sono un po’ in giro. Non ho preso la cabina letto per risparmiare e mi è stato affidato una poltroncina nella sala dei passeggeri, ma è talmente scomoda che decido di andare a dormire fuori, sotto le stelle, piazzato sotto ad uno degli sfiati del motore, con i tappi nelle orecchio e completamente vestito da moto.

E chi s’è visto s’è visto…

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