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Kosovo: A Pristina a casa di un kosovaro
Photo Credit To Gionata Nencini 2005

Kosovo: A Pristina a casa di un kosovaro

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NOTA: questo articolo è stato riesumato da un archivio web nel Agosto 2015 e postato rispettando la data originale in cui è stato scritto la prima volta. Testo trascritto senza alcuna correzione

Rama e’ a Pristina che mi aspetta.

Passo dai “suoi” 3 giorni di grande intensita’.

Con un perfetto italiano, persuade la mia mente al riguardo degli eroi di guerra dell’UCK, che tutti sanno essere terroristi.

Mi porta alle tombe di Adem Jashari, il capoccia.

Le visite sono sempre interessanti, ma le parole di elogio per l’albania e la strumentalizazione della verita’ a cui mi sottopone, mi suonano incomprensibilmente stupida.

Perche’ al posto mio potrebbe esserci un perfetto colto della storia che finge di non sapere che non aspetta altro che il momento giusto per contraddire la marea di parole che Rama dice secondo le quali i serbi erano i tiranni e il Kosovo la citta’ da riprenere indietro.

Fondamentalmente in Pristina tutto e’ bello. Funziona come una comunita’ che si appresta a crescere ed entrare un gionro in Europa.

Forse gli adulti di domani faranno affari con albanesi nativi del Kosovo senza nemmeno piu’ considerare quali aspetti li hanno fatti insediare li’.

Ma il modo in cui la verita’ venga strumentalizzata, ecco, questo assume una sorta di vana rincorsa verso un merito che cmq gli albanesi non hanno.

Sono gente ospitale.

Sono persone care e che hanno a cuore l’ospite.

Ma mi aspettavo piu’ umilta’.

Da italiano, se i miei avi avessero occupato e trucidato i serbi per un pezzo di terra, non me la sentirei di difendere l’onore della patria al solo scopo di non smentire la mia nazionalita’.

Gli sbagli gli commettono tutti, anche se per diventare terroristi c’e’ poco da sbagliare e molto da esser motivati.

Non so…..

Sul piano umano mi trovo in macchina con un uomo che lascia guidare la sua Golf al migliore amico.

E mentre uno guida, lui mi parla in italiano della storia della guerra.

E mentre rifletto su quanto sentito, gia’ ho una cena servita ed offerta sotto agli occhi.

Lui e’ sincero solo dove parla di se. Non quando parla del suo paese.

MI dice che ha lavorato per anni in Germania come non so cosa, perche’ la i soldi si possono fare.

Mi dice che vive in Pristina perche’ puo’ condurre una vita da ricco ed avere regozi e dare ai figli quello che altrove non potrebbero avere per certo.

E questo lo trovo umano, umile e vero e lo apprezzo.

Ma perche’ intessere le lodi di un paese solo perche’ ha dato il nome alla tua nazionalita’?

Perche’ non guardare alle scelte della propria patria e della propria politica e della corruzione che in essa si e’ manifestata, con occhio individuale, umano e non da patriota!!

Ecco cosa ho visto mentre apprendevo da occhi albanesi, cosa sia stata la Serbia e cosa sia stato il Kosovo.

www.partireper.it/2005tappa6.htm

Un abbraccio.

gionata

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