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Grecia: Lo confesso, ho scalato il Monte Olimpo…
Photo Credit To Gionata Nencini 2005

Grecia: Lo confesso, ho scalato il Monte Olimpo…

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NOTA: questo articolo è stato riesumato da un archivio web nel Agosto 2015 e postato rispettando la data originale in cui è stato scritto la prima volta. Testo trascritto senza alcuna correzione

Ce ne sono molti.

Tuttavia.

Quello che mi sovviene e’ sicuramente quello che ho gia’ postato mesi fa.

Likovittos, si dovrebbe chiamare.

Lo trovate qui o sulla Categoria “Grecia” del Blog ufficiale.

Vediamo se vi attacco il link, via.

Dovrebbe essere questo!

Per il resto ricordo di aver vissuto una vera emozione, risalendo fino alla vetta del Monte Olimpo a piedi.

Davvero emozionante!

Alla fine degli 11 km di sentiero sterrato che giungono lemmi fra le nuvole, si esercita il gruppo ellenico montano di salvataggio.

Parcheggio la moto e prendo con me zaino con sacco letto e stuoia, scorta cibo e e fornellino.

Vogliono sapere quanti giorni staro’ su e il mio numero di cellulare.

Nel caso succedesse qualcosa, un mio ritardo farebbe partire l’operazione di salvataggio.

Saluto che gia’ la mia voce a questa altitudine riechggia fra i prefabbricati dove questi ragazzi vivono e si addestrano.

Dalla base, la vetta del Monte Olimpo e’ quasi visibile.

Mi dicono che non e’ facile, ma non ci credo.

Invece ci credo subito, dopo soli 15 minuti e la grande pendenza che subito mi da il benvenuto.

Sta pure per iniziare a piovere e sento che il solo motivo che mi spinge a salire e’ la vaga speranza di entrare nelle 12 case dei cavalieri dello zodiaco.

Per un ignorante come me, ogni fumetto prende ispirazione da fatti piu’ o meno veri.

Nel fumetto la Grecia e’ l’origine di tutta la storia ed in cima al monte Olimpo DEVONO esserci i tepli che gli antichi greci costruirono per dare alloggio agli dei.

Chiedo a molti prima di arrampicarmi.

Ma tra un si e un no, invece di rinunciare, decido di vedere con i miei occhi.

Qundo inizia a piovere sono appena arrivato al primo vicinissimo rifugio.

CHIUSO!

Dormo per un po’ sotto un porticato, il silenzio attorno a me sembra irreale!

Immanso e sibilante.

Mi fa compagnia un piccione che spaventatissimo, si rimpiatta di continuo fra dei pezzi di legna da ardere.

Poi vola via e sono davvero sdraiato nel mio sacco a pelo del buoi piu’ totale e nel silenzio mai udito.

Sono a circa 1700 metri.

Passo la notte e mi sveglio all’alba.

Stranamente, nonostante il poco cibo che ho cucinato la notte prima, ho un sacco di energia ed il passo mi risulta quasi ispirato dal niente che mi circonda.

Dai un giorno di tempo alle montagne e vedrai che ne sentirai subito i benefici effetti.

Trovo vette sove il sole irradia una luce pura, sprazzi di neve, roccie dalla forma strana, nuvole cosi’ dense da non farmi vedere ad un palmo dal mio naso.

Poi vedo la vetta e alla sua prossimita’ una casa.

La prima casa degli DEI.

La casa si Arite!!!!!!

Emozione.

Quando esco dalla nuvola la casa appare minuscola, con le finestre forzate, le grondaie rotte, gli interruttori della luce guasti e……

…ma la casa degli Dei non e’ cosi!

Sono nel rifugio e non esistono case deglio Dei.

A confermarmelo il ragazzo che esce poco dopo il mio arrivo, dalla finestra sul lato.

“Si entra da qui, vieni”

In inglese ascolta la mia storia e scoppia a ridere.

Addirittura mi dice che non sono nemmeno sulla vetta, ma che la raggiungero’ con lui, se voglio, poco dopo quella grande nube la’.

Muto e confuso mi incammino dientro di lui.

Risevo ancora un minimo di speranza.

Anche se mi dice che lui sul Monte Olimpo ci sale 2 volte all’anno, spero di fare beffa del suo scarso spirito di osservazione e puntargli le splendide 12 case una volta arrivati sulla vetta.

Mirando la’ dove lui non aveva mai guardato.

AHAHAHHAHAHA

E come per magia, sulla vetta, ci sediamo, mediatiamo sul da dirci e sul da non dirci (per evitare di trasformare in lacrime il mio ormai tetro stato d’animo) e poi firmiamo “fieri” il guest book che e’ custodito dentro una sorta di piccolo birillo di cemento armato.

Le parole che mi escono sono deluse, ma richiamano al ricordo di amici come Michele ed altri affetti.

La discesa sara’ molto piu’ facile e piena di novita’.

Preparero’ della pasta sciogliendo la neve della vetta e dormiro’ nel rifugio usando le coperte da montagna e impregnando i miei mvestiti di quell’odore di umido e muffa che rende tanto vero i posti come quello.

Un abbraccio.

gionata

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