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1 Dicembre 2009

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Mapa_Relieve_Sombreado_Brazil_1994_CIA
 

Aaaaaaaaaaaaaaaargh! Maledetti ladri, adesso mi tocca spendere soldi anche per scrivere i post del Diario di Viaggio.

Prima lo potevo fare nei ritagli di tempo, off line sul mio portatile, magari una mezzoretta dopo pranzo, prima di rimettermi in viaggio o in tenda, di notte.

 

 

 

Finalmente il viaggio riprende.

La bellissima parentesi in Guajara-Mirim con Branco e la sua famiglia si conclude oggi. Direi quasi con malincuore se non fosse che questa dissenteria, oltre che rendermi di malumore, tiene i miei nuovi amici sulle spine dalla preoccupazione.

Hanno provato a comprarmi delle medicine o a portarmi all´ospedale, ma io non voglio fare l´incomodo per nessuno.

Cosí sono andato avanti a fette di pane, banane a iose ed acqua caldo con il limone. Devo anche avere l´anemia e chissá da quanto tempo, perché la necessitá di riposo é tale da permettermi di dormire un giorno intero.

 

 

Sono le 8 e Branco dice che é ora di andare a lavoro. Lo raggiungo nella sua moto officina Branco Motos e scopro che ha fatto davvero degli ottimi interventi sulla TA.

  • Ha messo un vetro sul faro e siliconato il tutto.
  • Ha riparato le frecce.
  • Ha montato specchietti nuovi.
  • Ha Riparato il clacson.
  • Ha montato un quadro strumenti di un 125 riadattato.

E quel che importa é che ha fatto un bellissimo lavoro.

Sono pronto per andare ma Rosa, la moglie, fugge via dicendomi di aspettare. Sono lí che aspetto impazientissimo, mente Branco serve altri clienti con la solita ingenua  e dedicata passione ed ecco che Rosa ritorna con una busta di plastica.

Mi regalano una maglietta firmata Branco Motos, color rosso, fatta fare su misura per me. Branco Motos é un centro autorizzato Yamaha, ma volevano che sulla mia maglietta apparisse Honda, come la moto che guido.

Cosí puoi indossarla sempre, senza far arrabbiare nessuno di chi ti segue…

Ma… davvero Branco, non dovevi…

Quando salgo in sella, dopo le foto di rito e gli abbracci, Rosa comincia a piangere e Branco a davvero gli occhi tristi. Sono entrambi genitori, hanno 40 anni, adorano le moto e questo straniero barbuto in sela ad una moto ricucita con il fil di ferro giá se ne va…

Il contakm si rompe dopo 11 km, perché il cavetto riadattato non regge la velocitá della TA e si attorciglia. Inoltre, durante la sosta che faccio per comprendere il guasto al quadro, scopro che il problema allo starter non é affatto risolto.

Non era colpa del regolatore (che ho cambiato).

Non era colpa della batteria ( che ho comprato nuova) e nemmeno dell´alternatore!

Credo sia colpa del contatto dello starter, perché quando inizio a saltare sulla sella ed agitare la moto con il tasto dello starter premuto, la moto parte.

C´é il sole e le strade sono dritte. Tediose.

Mi lamentavo cosí tanto dello sterrato che adesso il cemento mi si ripresenta tutto in un botto. Liscio, monocromatico e monotono.

Ma la meta é Sao Paolo e l´incontro con GIVI é fra pochi giorni, quindi meglio puntare a dritto ed arrivare piú rapidamente possibile. I problema consumi sembra migliorato. 240 km con unamedia di 120 km/h, anche se baso tutto ad occhio e croce perché non ho il conta km ed il tachimetro…

Arrivo a Porto Velho nel tardo pomeriggio con lo stomaco in fiamme. A pranzo ho mangiato un pezzo di pane e bevuto acqua ed i sorrisi che mi lanciano le commesse dei paeselli sono tutto quello che mi serve per coprire questi 4000 km in meno tempo possibile.

Dalla breve ed intensa manciata di sguardi che scambio con la panettiera, comprendo che il Brasile mi riserverá delle sorprese. Ma non adesso…

Adesso le sorprese me le riserva il mio stomaco che ruggisce e, arrivato a Porto Velho, mi chiede pietá. Parcheggio sgommando in una stazione di servizio e mi chiudo nel bagno. Inizia il concerto.

Questo é quello che fa del viaggio un´esperienza da degustare ad intervalli brevi. E´come bere una bicchiere di vino. Se lo sai sorseggiare, alternandoci la degustazione di un bel piatto di carne ed un´insalata, il vino assume un significato e ne conferisce altrettanto al pasto.

Se invece te lo scoli tutto, finisce che ti ubriachi e ti ammali.

Ecco cosa é diventato il mio viaggio a questo punto.

Non lavoro da un anno esatto (dimissioni date in NZ il 5 Dicembre 2008) e sono 12 mesi che dormo in posti diversi e che devo sfare / rifare le mie valige ogni volta. Se devo anche solo usare il bagno, devo augurarmi non solo che sia pulito, ma che non sia a pagamento.

La perdita di queste “certezze” igieniche, per me, non si era mai protratta per piú di 9 mesi (2006: Tour TransAsiatico, dal Giappone all´Australia). Quest´anno invece faccio il nomade da 10 e comincio a soffrire il mal di casa. Che poi per me la casa altro non é che quel luogo dove posso trovare il mio letto/bagno/frigorigero per un periodo di tempo di 6-12 mesi.

Giusto per alternare lébbrezza del Vino (Viaggio) con qualche pietanza succulenta (Lavoro).

Ma che vuoi farci….

 

 

Esco da Porto Velho con il motore in fiamme e senza contanti. Cercavo un bancomat ma di quelli che ho visitato non potevo ritirare né con la Poste Pay e nemmeno con la carta di credito.

Ho il serbatoio mezzo pieno e tiro a dritto.

Il sole é quasi calato e davanti a me si abbatte una fitta pioggia.

Perfetto – sdrammatizzo

Ci mancava anche la pioggia

Acqua entra nello stivale rotto durante l´incidente ed attraverso le maniche della giacca. Mi pervade un piacecole senso di freschezza seguito da una certa deprimente rassegnazione. Come per magia, dopo un minuto, la pioggia cessa, il vento caldo mi asciuga ed in men che non si dica dimentico il peggio  e seguo.

Finisce la benzina emi fermo ad 80 km da Porto Velho, direzione sud.

Pago il pieno alla stazione di servizio ed il bambino che mi serve mi fa un sacco di domande. Non potendo rispondere, il padre si avvicina per premura ed attacca bottone.

Gli chiedo se posso mangiare qualcosa e scopro che per 3 reales (1.3 euro) posso mangiare un piatto di pasta e della verdura. Vedremo cosa ne pensa il mio stomaco dopo.

Perfavore solo vordure, sono vegetariano! – spiego per evitare di dire che ho la dissenteria e che sto evitando la carne

Ok! Che ne dici di un pollo?

Pollo? Ma se sono vegetariano…

AHahhahahahha, scusa, non sapevo cosa significava…

????

Mi servono un piatto di spaghetti con salsa di fagioli bortlotti (stasera mi auto distruggo) ed un piatto con pomodori tagliati e fogli di lattuga. C´é anche del riso.

Mangio tutto in fretta, perché ho scoperto le doccie gratis nel bagno e voglio approfittarne.

Il bambino, il padre ed il collega siedono tutti con me a tavola fissandomi e cercando di fare conversazione. UNA COSA CHE ODIO QUANDO MANGIO, DAL MOMENTO CHE VOGLIO STARE IN SOLA COMPAGNIA DEL CIBO.

Peró assecondo tutti gli scherzi idioti del bambino e chiacchiero con il padre che mi invita per la notte a campeggiare nel retro.

Non mi chiede soldi ed in piú posso mettere la moto al riparo.

Pago la cena, compro un rotolo di carta igienica, una saponetta e fuggo in bagno.

La dissenteria non é migliorata e le mosche dentro al bagno confermano la mia stanchezza emotiva. Le gambe mi sono diventate grandi il doppio a forza di fare i miei bisogno nei bagni pubblici stando attento a non appoggiarmi.

;-P

Entro in tenda con il bambino che da fuori passa rapido sulla sua bici per attirare la mia attenzione, ma metto i tappi per le orecchie e mi metto a leggere il libretto illustrativo di un medicinale in polvere che mi hanno regalato Rosa e Branco questa mattina.

Me lo svuoto in botta, ci aggiungo dell´acqua, faccio un gargarismo ed ingoio.

Che darei per camminare a piedi nudi sul pavimento della cucina, prendere un bicchiere di vetro, bermi la medicina e tornare sotto alle coperte del mio letto.

Aaaaaaaaaaaaahhhh…..

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3 Comments

  1. eugenioct

    Sei stanco Gionata, lo percepisco già da qualche post. Non del viaggio, per carità, di quello non sarai stanco nemmeno quando sarà finito. Ma hai bisogno di fermarti per un pò e nobilitare il tuo animo. Pensa che hai fatto del bene, intanto, a familia feliz. Ora ti tocca arrivare a Sao Paolo, per le borse. Poi qualche km ancora e potrai fermarti e trovare casa per sei mesi o più, chissà, magari accanto a qualche bella sudamericana. 😉 Sei libero, sei nel mondo, e più precisamente adesso sei in un continente tanto affascinante quanto “pericoloso”. Ma sei libero e può fermarti quando e per quanto vuoi.

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