Moto Tendata 2019
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21 Dicembre 2007

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Alle 8 suona la sveglia. Fuori piove.

Il tepore caldo sintetico della tenda mentre la pioggia riverbera sopra la mia testa, ha un effetto soporifero. Mi rimetto a dormire e mi alzo quando la pioggia é cessata.

Andrea é di nuovo a lavoro e così mi dirigo verso l’ufficio Honda per la manutenzione promessa.

newzealand231 Arrivo alle 11 con una busta dentro la quale porto la scorta panino. Mezzo kg di focaccia, un Mars e del caffé freddo in bottiglia.

Inizio con il forare di nuova la placca e la borsa posteriore su cui fisso la piastra Givi. Faccio la sincronizzazione. Regolo il minimo e la tensione del filo del gas che ha una sensibilità totalmente diversa da quando la guidavo in Australia.

Racconto un po’ di me agli altri addetti che, curiosi, mi chiedono da dove vengo e quanti chilometri ho fatto.

Finisco con una serie di buone riprese da usare nei futuri Cool Vids e con alcune foto. Pago 20 dollari perché durante la sincronizzazione dei carburatori, mi si spezza l’adattatore che ho avvitato nel foro del vuoto del motore di fronte.

Quando me ne accordo, noto che la filettatura della vite che si é spezzata é dentro al motore e non sporge nemmeno di una millimetro.

Penso che adesso, per colpa di ‘sta baggianata, dovrò spendere centinaia di dollari e rimandare il viaggio, ma il manager dell’ufficio meccanico, risolve il problema con una vite autofilettante che si avvita dentro all’adattatore e lo svita fuori.

newzealand238 Mi chiede 20 dollari per ricomprare il pezzo rotto. Non so se siano troppi, ma del resto non ho pagato tutto il resto.

E’ venerdì e così, una volta a casa, decido di portare Andrea fuori in moto. Andiamo in città sulla mia e ci fermiamo per un kebab. Il tempo con lui passa sempre piacevolente. Discorriamo dell’abitudine alcoolica degli anglosassoni e del fatto che sia in Australia che in Nuova Zelanda, sia stato per entrambi difficile farsi dei veri amici, visto che in maniera profonda e confidenziale, con questa gente non ci si riesce a parlare…

Camminiamo per il porto. Poi in centro. Facciamo qualche bevuta in locali o pub diversi in punti diversi della città. Ci fermiamo anche per una ballatina in un posto che mi ricorda il Downuder bar di Brisbane dove ho raccattato la maggior parte delle straniere che mi sono portato a letto.

La serata però per me butta male e così ci limitiamo a qualche sorsata di birra e qualche commento sulle minigonne che passano.

AH! Le donne…………… ma chi le disegna?

Usciamo dall’ennesimo locale e ci fermiamo a parlare con degli amici di Andrea. Si parla del natale. Si scherza sull’alcool (anche se a me ‘sta abitudine maniacale degli anglosassoni nel bere, comincia a darmi fastidio). Ci si da la buona notte e ci si dice a presto.

Io e Andrea camminiamo fino alla moto che, per motivi di sicurezza, ho parcheggiato davanti alla caserma della polizia. Siamo a casa per le 2, ma ci promettiamo di svegliarci presto entrambi la mattina dopo per andare a fare un po’ di diving.

Non vedo l’ora.

Speriamo di non svegliarmi con il piede sbagliato o addio serenità.

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