Moto Tendata 2019
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18 Agosto 2006

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Con la violenza si risolve tutto.

Prendi una penna nera, che non fa e minacciala. Poi torturala, denudala dalla sua anima trasparente, schiaffeggiala e se non funziona ancora (questo farà ridere Emanuele e Glauco)…. bruciala!

Vorrei tanto serbare un po’ di violenza anche per me quest’oggi e punirmi per la seconda cretinata compiuta inerente al Laos, ma se mi faccio male poi non ho nessun’altro che mi porta in giro.

Tutte scuse. In realtà oggi la paura ha di nuovo bussato alle mie porte. Mi sveglio sereno e come per magia, ecco di nuovo fuori dalla tenda tutto il cosmo che la notte di ieri celava. Capanne, bambini, uno stagno, mucche, un orto, del fumo di radici che alimentano un falò.

laos015 Le rane e tutti gli animali notturni mi hanno tenuto sveglio per due ieri o forse era uno strano presentimento. O forse la diarrea.

Sono a pisello all’aria nella tenda che sghingnazzo pensando ai curiosi che questa mattina mi spierano dormire e mi troveranno nudo, poi mi ricordo che siamo in Laos e non a San Francisco e decido di rimettermi le mutande ancora mezze d’acqua.

Comunque non mischiamo l’oggi con il ieri. Dopo pochi chilometri di guida sosto in un villaggio dove si vendono attrezzi da riparazione e botanica di ogni genere. Sogno ancora che sia la Beta o la Usag a sponsorizzarmi con un kit manutenzione moto completo e leggero, ma le chiave del 14, del 12 ed il cacciavite che mi hanno rubato in Russia mi servono ora e li compro per 3 USD assieme ad una 8,10, 13 ed un paio di pinze usate.

Nel pagare mi rendo conto che i 50 USD che avevo cambiato in KIP appena entrato in Laos, sono molto diminuiti. laos016 Cerco di non pensarci, pago i 30000 KIP e riparto.

Il cartello per Vientiane dichiara 343 Km rimanenti. Dentro al casco mi lascio scappare un:

E’ talmente vicino che ci arrivo oggi

Parole sacre.

Sono sorpreso dalla vicinanza dalla mia meta finale, ma ho anche 5 giorni per girare il Laos. Meglio se vado con calma e mi godo ogni angolo di strada.

Quando arrivo a Takhek, ho una folgorazione. Ecco il presentimento di ieri notte che muta in qualcosa di ben più tangibile. Conto i KIP rimanenti ed ho l’equivalente di 2 dollari. Nell’unica banca in cui posso prelevare con carta laos017 di credito, accettano solo visa e dopo il tentativo che supplico loro di fare con Visa Electron, l’esito dà ragione a loro.

A Savannakhet, ieri, non ho nemmeno pensato di prelevare. E non é sicuro qui alla banca che ci siano circuiti visa electron riconosciuti.

Mi garantiscono per Vientiane, la capitale, dove senza orma di dubbio, troverò banche e ATM e visa electron e perfino la Standa.

In Russia, a Mogocha, era accaduto lo stesso, anche peggio. Senza un Rublo, ne benzina mi erano stati offerti dei soldi dai passanti per poter raggiungere la città seguente.

Oggi guido con 4 dollari in contanti (2 dei quali ottenuti cambiando le altre banconote che conservavo di Cina, Vietnam, Georgia, Turchia e Svezia) con un serbatoio vuoto o quasi, laos018 diretto verso la capitale che dista 340 Km.

In Russia ero in pieno deserto. Qui no. In Russia avevo un visto che stava per scadere, qui no.

Ma in Russia sentivo qualcosa che oggi non sento. Dopo 10 Km di strada entro in riserva. Panico.

Il presentimento mi assale di nuovo. Anziché varie alternative o persone che mi aiutano, mi vedo immobile in un villaggio senza soldi, e con un problema che non si risolve mai.

La moto procede sempre più lenta, mentre assorta nel mio incubo, mi passa alle spalle la stazione di servizio  Caltex.

laos019 Idea.

In Siam Riep ho fatto un pieno e pagato con carta di credito. Se anche qui l’accettano, con un pieno serbatoio e 5 litri di scorta nella mia tanica, potrei raggiungere a passo economico la capitale mangiando con i 4 dollari che ho racimolato.

Ma né Caltex, né Shell né Oil Max, né Total, in questa cittadina chiamata Takhek, accettano carte di credito.

Magari accettano verdura e uova appena covate, ma non pagamenti elettronici.

Ed é giusto così.

Se si vivesse come a MIlano, che gusto ci sarebbe a viaggiare nel remoto sud est asiatico?laos020

Del resto, in un viaggio come il mio, non sono i soldi il vero problema. Sono il tempo che é richiesto per ottenerli e la grande fortuna di averli a disposizione quando servono, ma soprattutto:

Ricordarsi che i contanti si riducono velocemente, dovrebbe essere un punto importante.

Spero di aver imparato la lezione.

Torno alla banca smarrito e le due giovani impiegate tentano di fare un prelievo con ognuna delle mie 3 poste pay. Niente.

Taccio serio davanti al loro imbarazzo. Si sentono impotenti. Mi offrono 30000 KIP per tentare nella traversata Takhek – Vientiane, ma 5 dollari di benzina non sono sufficienti. Mi arrendo.

Chiedo orari, tempi e prezzi per il bus che da Takhek mi porta a Vientiane. Ho 40000 KIP e per quella cifra arrivo in 6 ore alla capitale.

laos021 Ha, l’impiegata più eloquente, mi offre il parcheggio custodito della banca per la moto e 40000 KIP per comprare cibo e acqua per il viaggio. You can give them back to me tomorrow, or not. Never mind.

Mi lascia il suo numero di cellulare e mi dice Good Luck.

Sistemo la moto, prendo la fotocamera e alle 12 monto sul bus. Ho acqua e cibo e non so perché ho preso anche la giacca Clover che Cose di Moto mi ha fornito.

Il viaggio dura 5 ore, ma diventano 6 per colpa di un cretino che 15 minuti dopo ogni sosta, scavalca le 55 persone sedute per andare dal conducente e fargli fermare il bus perché deve pisciare.

Così ogni volta il bus accosta, fa scendere il cretino ed altre 55 persone che lo aspettano per poi ripartire. Alcunilaos022 gli dicono Hurry Up, altri Stop Drinking Water, ma lui piscia tantissimo ogni volta e non tocca acqua da quando é salito.

Non so che cazzo c’ha la mia vescica oggi, sarà la turbolenza del bus che si amplifica nei seggiolini infondo. Chiedo scusa. Eh già, quel cretino sono io.

52 passeggeri sono laoniti e commentano perplessi. Due sono stranieri e non solidarizzano, anzi, sorridono ai locali per ribadire che loro non sono come me.

Uno é il conducente del bus che fortunatamente se la ride a più non posso. L’ultima pisciata cerco di farla a bordo, urinando di nascosto dentro ad una bottiglia di platica, ma stiamo tutti appicciacati e appena mi copro la vita con la giacca e metto le mani sotto di essa, BOOM, si girano tutto con la faccia di chi dice:

“Se al tuo paese vi masturbate sugli autobus, affar vostro. Qui in Laos ancora non si fa”.

laos025 Quindi mi alzo, scavalco 55 passeggeri e fermo per l’ultima volta il bus (a 30 Km da Vientiane). Il bus del ritorno parte alle 4 di domani.

Ho 10 ore per prelevare i soldi e comprare il biglietto per Takhek.

Riesco a prelevare 700.000 KIP (70 USD), dopo un’ora.

Ho un sacco di tempo quindi decido di fare una lungo camminata fino a quando non troverò un conveniente internet point da cui riprendere il lavoro non ancora ultimato.

La passeggiata non inizia neppure.

Comincia a piovere a dirotto e mi rintano nell’internet point che appare dietro l’angolo.

Dopo un’ora mi sono già annoiato, ma noto che questo diario porta sul blog e su Partireper.it diversi ospiti. Fabrizio commenta il post di due giorni fa. Fa piacere saper chiarita la situazione.

Siamo in fondo simili su questo lato, se una cosa non é chiara meglio chiarirla subito. Non importa il mio giro del mondo o i rispettivi impegni. Per un punto di incontro non si aspetta di avere tempo. Il tempo lo si trova.

Fuori dall’internet point piove ancora di più. Assicuro notebook e fotocamera sotto alla giacca che adesso ha il suo scopo e cammino disinvolto sotto la fitta pioggia. Mezzi i pantaloni ed i capelli e sommerso fino alle caviglie i miei piedi nelle sozze pozzanghere, ritorno alla fermata dell’autobus in cerca di info sulla via di ritorno.

Sono le 20 ed ho fame.

Mi rifugio dall’acqua dentro un ristorantino locale che fortunatamente é pulito e calmo. Noodle soup. Hanno una salsa piccante buonissima qui. In una concatenazione di flashr ivedo Fabrizio, il pranzo in Cina al rinstorantello in cui ci siamo lavati le mani un una tinozza portataci a tavola. Vedo Alfedo, l’attestato conferitomi per il concorso di scrittura. Rivedo me a 18 anni che scrivo quel racconto da Milano, poi Monza, poi Salò, poi Riva del Garda, poi Rovereto, poi Trento.

Rivedo lei, la mia musa di allora.

Una delle donne che ho amato. Rivedo i miei 3 anni con lei, i miei sogni repressi, i miei mille volti, i miei mille sbagli, le mie mille paure. E con loro tutto quell’infinito piacere, per la prima ed unica volta assoluto, mai più provato.

Rivedo il mio amore sbagliato, il mio amare salato, le mie bugie, i miei sacrifici, le mie aspettative, le illusioni che non danno che pena….

Rivedo Piuni, la mia Piuni. Svuoto la testa e rifocalizzo sul mondo.

E’ forse mostruoso che tutto ciò che veramente mi manca di una donna che ho amato, sia l’intimità che condividevamo? E’ forse vanale? Materiale? Banale?

Eppure reale…

Apparte il gioco e quelle leggere dolci abitudini, già a suo tempo “soltanto nostre”, non mi manca niente del nostro rapporto eccetto quella sessualità mai ordinaria. Non é mai stata equagliata da nessun’altra amante io abbia avuto. Ne prima, ne durante, ne mai.

Forse Alì e quelle 4 notti inevitabilmente perfette, hanno rievocato molte delle sensazioni che ero solito provare. Ma dopo 3 anni ed il crescente desiderio con cui toccavo il suo corpo come fosse ogni volta la prima e la sempre più profonda conoscenza di lei e di quello che era il suo piacere, vivevo con Piuni una carnalità totale. Completa.

Parte della mia frustrazione in quei 3 anni nasceva dal non capire come una tale perfetta intimità, si scontrasse con decine di altre imcompatibilità. Se il sesso é soprattuto un muto dialogo, come può una coppia affiatata a letto avere una comunicabilità verbale pressoché inesistente?

Lo slancio e la naturalezza con cui una donna sa darmi il piaere, compete con un tipo di intelligenza diverso da quella che interessa la capacità di capire cosa provo e come mi sento?

Quanti tipi di intelligenza esistono?

Del partner si ama ciò in cui ci completa o si ama l’idea di poterci sentire un giorno completi in quegli ambiti in quel il nostro partner é carente?

Quanto conta il sesso in amore?

Perdo entusiasmo a farmi troppe domande ed anche il filo del discorso.

Ah mi ha dato 40000 KIP, il suo numero di telefono, il permesso di lasciare la moto nel parcheggio della banca per cui lavora, mi sorride, mi chiede se 40000 sono abbastanza, mi dice che non sono abbligato a renderglieli, mi augura buona fortuna, mi dice di chiamarla.

Ovvio che non si tratta solo di cortesia. La ragazza ha delle fantasie ed io prendo questi segnali. Se consideri tutti i fattori, per avvicinarti ad una donna, perderai serenità e fallirai.

Se consideri quelli che ti servono allora sarai a tuo agio nella situazione e susciterai in lei la stessa buona sensazione.

Ed a quel punto può accadere di tutto.

Sul bus per Vientiane, tra una pisciata e l’altra, già penso a quando sarò di ritorno a Takhek. Non solo renderò i 40000 ad Ah, ma la inviterò a cena. Come sappiamo entrambi partirò in moto la mattina dopo domani.

Che sia una cena, un bacio od una notte di intimità, non ha importanza, in ogni caso i segnali che lei mi ha mandato e che io ho scelto, mi dicono di tentare.

Non ho mai amato una donna del Laos. E confesso di essere molto curioso. Ma in fatto di maschi e curiosità, c’é poco da obbiettare.

Geneticamente, più che curiosità dovrei chiamarla impellenza.

Ma la mia visione del sesso stasera é restia a venir fuori. Crying

Dentro al solito ristorante pulito e calmo. Ho ordinato due volte, bevuto due caffé, andato in bagno due volte (cacca e pipì) e rotta la penna nera che ha smesso di funzionare durante le torture.

Ho scritto 17 pagine e se non voglio perdere il bus delle quattro, sarà meglio che vada in un Interner Point adesso che sono ancora le 00:30.

E piove ancora….

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