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La moto totale da viaggio non è mai esistita (Video)

La moto totale da viaggio non è mai esistita (Video)

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Durante la stesura del Manuale del Motoviaggiatore mi sono trovato ad affrontare la parte della PIANIFICAZIONE VIAGGIO inerente alla scelta della moto più adatta. Questo alla luce del fatto che molti motoviaggiatori alle prime armi cercheranno nel libro nozioni utili a realizzare l’acquisto adatto al proprio ideale di avventura. Per districarmi in questo argomento molto soggettivo ho preferito non fare una sintesi basata su quello che ho visto e vissuto sulla mia pelle durante il viaggio, bensì di dare voce anche all’esperienza di altri esponenti del motoviaggio, per la maggio parte italiani, che avesse realizzato il proprio sogno in sella a moto fondamentalmente molto diverse fra loro.

Partiamo da un concetto molto semplice: qualsiasi moto è adatta per viaggiare.

Il giro del mondo in moto è stato realizzato su ogni tipo di motociclo, vecchio o moderno, monocilindrico o biciclindrico, e con cilindrate e ciclistiche di ogni tipo. I più grandi viaggiatori hanno spesso usato le moto più impensabili, non senza aggiungere ulteriore fascino alla loro impresa.

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-claudio-torresanC’è chi, come il già citato Giorgio Bettinelli, ha percorso chilometri e chilometri di avventure in sella a una vecchia Vespa Px; chi, come Claudio Torresan, è partito dall’Italia e ha attraversato tutta l’Indocina su uno scooter cinquantino di seconda mano, stabilendo anche un curioso Guiness dei Primati; e c’è chi, come il bizzarro Sjaak Lucassen, ha scelto una moto supersportiva come la Yamaha R1 e l’ha portata sui terreni più difficili e nei posti più remoti del mondo, Africa compresa.

Quindi, la prima credenza da sfatare è che la moto che ora hai in garage non sia adatta alla tua avventura. Probabilmente si tratterà solo di prepararla ed equipaggiarla nel modo corretto e più congeniale (lo vedremo insieme nelle prossime pagine). Se invece non hai ancora la moto e dovrai sceglierla, allora puoi basare la tua decisione sulla valutazione di una serie di fattori importanti.

Perché se è vero che qualsiasi moto può viaggiare per il mondo, è altrettanto vero che ciascuna moto avrà i suoi punti forti e i suoi punti deboli, e includerà caratteristiche proprie che la renderanno amata da alcuni motoviaggiatori e non da altri.

Usato vs nuovo

Moto usata o moto nuova? Si tratta di una scelta che contrappone due scuole di pensiero. Cerchiamo allora di elencare tutti i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna soluzione.
Le moto usate, proprio in virtù del fatto che sono sul mercato da tempo, sono conosciute e testate in tutti i loro pregi e difetti. I loro problemi sono quindi già noti e anche risolti grazie ad aggiornamenti o accessori prodotti da parte della stessa casa madre o per conto di aziende dell’after-market, o grazie a modifiche studiate e adottate da motociclisti appassionati. I loro ricambi sono facilmente reperibili e potrai montare. Inoltre, le moto usate hanno una meccanica semplice, priva o quasi di elettronica, che costituisce il loro punto di forza, ma anche il loro limite.

E ora veniamo alle moto nuove. Il loro vantaggio più evidente è quello di essere all’avanguardia per quanto concerne le soluzioni che interessano la ciclistica, l’ergonomia, il comfort, la sicurezza e le prestazioni. A parità di cilindrata o potenza, le moto più recenti hanno generalmente consumi più contenuti e sono in linea con tutte le norme anti-inquinamento per le emissioni. Pur presentando una meccanica non semplice quanto quella dei loro modelli predecessori, vantano sistemi quali l’abs o il controllo di trazione, capaci di rendere la guida più facile e più sicura. Si dice tanto che l’elettronica delle moto moderne sia il loro tallone d’Achille, ma vorrei sfatare anche questa credenza. È vero che ogni spia o sensore o sistema che va a inserirsi sull’impianto elettrico della moto ha un’ipotetica probabilità di rottura in più, ma è altrettanto vero che questa elettronica è presente sul mercato da oltre 15 anni e ha dimostrato una discreta affidabilità. Il vero dubbio in merito alle differenze tra nuovo e usato deriva casomai dalla qualità dei componenti che negli ultimi anni si è ridotta a causa di un necessario snellimento dei costi produttivi. Conseguenza: le moto nuove hanno motori più performanti e duraturi nel tempo, ma componenti più delicati (cerchi, telaio, cuscinetti) che un viaggio-avventura e una guida aggressiva possono mettere a dura prova.

Le moto più usate

Vediamo ora insieme alcuni dei modelli più usati dai motoviaggiatori nelle loro avventure. Mio malgrado ho dovuto fare una cernita, decidendo di selezionare un paio di moto (un modello vecchio e uno attuale) per ognuna delle più famose case motociclistiche. Le seguenti schede hanno quindi lo scopo di guidarti in una conoscenza più dettagliata dei modelli più famosi, per darti un’idea di quello che puoi trovare sul mercato e per farti conoscere la storia dei viaggiatori che le hanno scelte. Inutile dire che, di fronte alle imprese compiute in sella a queste 24 compagne di viaggio, non ti resta che scegliere la tua preferita!

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Già dalle serie precedenti si è dimostrata più che affidabile. Il telaio e il motore sono indistruttibili, i cerchi e le sospensioni ben fatti. Purtroppo, la rete commerciale è limitata nel mondo, e ciò potrebbe rendere difficoltoso il recupero di pezzi di ricambio per i tagliandi, ma con un piano di spedizione nei paesi da attraversare, questo problema è raggirabile. Tra i punti a sfavore: il regolatore di tensione, sotto dimensionato (ma si può cambiare), le bobine fragili (a causa del regolatore), e i connettori, male isolati da acqua e fango (è consigliato rivestirli).
Alternativa: APRILIA Caponord Rally Raid (usato da 4.000 euro)
Questa rinomata monocilindrica italiana si è conquistata la fiducia dei motoviaggiatori grazie al motore Rotax, già utilizzato su alcuni allestimenti BMW per la sua affidabilità. La moto è leggera e ha vibrazioni ridotte in comparazione ad altri monociclidrici. La coppia entra a bassi regimi e permette di “scalare” in tutta tranquillità anche le salite più impervie. Tuttavia, si segnalano un paio di punti deboli: le sospensioni sono sottodimensionate per un viaggio in coppia e il parabrezza è ridotto. L’after market propone dei cupolini maggiorati.
Alternativa: APRILIA Tuareg 600 Wind (da 700 euro)
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Nonostante un’elettronica sempre più invasiva, si rivela sempre affidabile e versatile su ogni terreno. Ha oltre 400 km di autonomia. Moto pesante, ma comunque ben bilanciata. La mancanza di una ruota anteriore da 21 si fa sentire nell’off-road più duro. La coppia originale di sospensioni non è il massimo nel reggere grandi pesi. La versione Adv non è indispensabile. Poiché è una moto che dà molto nell’occhio per il suo valore, Alex ha coperto il logo e alle domande dei curiosi, risponde che guida una Guzzi.
Scelta da: Alessandro Castellano e Teresa Carpino [www.siamovivi.it]
Alternativa: BMW F 800 GS Adventure (da 13.000 euro)
Imbattibile nei consumi e agilissima sullo sterrato, è anche molto comoda su asfalto offrendo una guida morbida e facile. Si consigliano i modelli assemblati in Germania per la qualità costruttiva. Se si calca la mano in off, le forche anteriori risultano insufficienti e gravano sul cuscinetto dello sterzo, che tende a cedere. Fragile anche la pompa dell’acqua (portare un ricambio) mentre, in caso di rottura pompa benzina si suggerisce un ricambio per Nissan o Toyota.
Scelta da: Paolo Pastore [fb.com/adventurebeforedementia]
Alternativa: BMW R 80 G/S
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Il motore è potente ad ogni rpm e la moto ha una confortevole aderenza in offroad. Recuperare i ricambi è piuttosto facile anche perché la maggior parte dei pezzi sono intercambiabili con le vecchie Ducati. La Elefant è una delle rare moto che ha la doppia omologazione per i cerchi anteriori nelle misure 19 e 21. L’impianto elettrico è delicato. L’unica vera modifica necessaria è controllare i contatti dei fusibili e disossidarli: molte Elefant soffrono l’ossido e rischiano di bruciare i fusibili molto di frequente. Se si vuole ridurre il consumo di olio si possono montare cilindri e pistoni del Ducati ST2 (il kit completo costa intorno ai 400 euro). Impossibile non desiderare un giro del mondo in sella a una moto così bella e adrenalinica. Il suo nome evocativo non ha tradito le aspettative di Paolo Pirozzi (1 anno di viaggio con 35 paesi attraversati e 98.000 km percorsi) che la definisce la moto ideale per il viaggio-avventura. La sua esperienza gli ha permesso anche di suggerire a Ducati delle migliorie da apportare al sistema di borse laterali di serie e del cavalletto. Durante il mio viaggio incontrai anche un altro motoviaggiatore argentino che in sella alla Multistrada si era spinto sulle vette più alte del Nepal. Il Multistrada 2015 è più potente e vanta una tecnologia più avanzata dell’elettronica.
Scelta da: Paolo Pirozzi [www.paolopirozzi.com]
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Moto senza troppi fronzoli ma con il necessario per poter affrontare ogni viaggio, anche il giro del mondo, come ha fatto Donato Nicoletti, che vi ha macinato oltre 60.000 km attraversando Pamir, Karakoram, Himalaya, Indonesia e Siberia. Nonostante la massa e il volume, ma grazie al baricentro basso e l’interasse “chilometrico”, è riuscito a cavarsela senza troppi problemi pure in fuoristrada, anche su fondi veramente ostici. Il poderoso tiro in basso del motore è una garanzia nell’affrontare mulattiere e pietraie, anche e soprattutto in pendenza. Di contro c’è il peso che non aiuta nemmeno in ambito logistico: quando la si deve spedire, in aereo specialmente, i costi decollano letteralmente.
Scelta da: Donato Nicoletti [www.lungastrada.it]
Moto vecchio stampo, dalla meccanica semplice e facile da riparare. Bicilindrica leggera, adatta a un pilota di bassa statura. La sella è scomoda e sarebbe meglio cambiarla con una più imbottita se si prevedono lunghi tratti. Anche gli ammortizzatori anteriore e posteriore andrebbero sostituiti con dei modelli migliori. Le forcelle sono abbastanza morbide: in caso di moto a pieno carico, si consiglia di aggiungervi uno spessore e di usare un olio leggermente più denso.
Scelta da: Stefano Pingue e Annamaria Renis [www.percorrendoindue.com]
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In attesa della nuova 1.000cc presentata a Eicma 2014, la storica Africa Twin merita un accenno per la sua indiscutibile robustezza e affidabilità. La moto rimane stabile sul fuoristrada ed estremamente guidabile su asfalto, anche grazie alle generose forcelle anteriori da 48mm e al mono a tripla regolazione. Genuina, con una buona coppia, si ha sempre la marcia giusta per guidare nel difficile. Il regolatore e la pompa benzina sono i punti deboli da modificare per un lungo viaggio.
Scelta da: Mauro Dagna [www.vagabondoperilmondo.com]
Sobria ma dai grandi contenuti, la Transalp è comoda su asfalto e versatile su qualunque sterrato rivelandosi una moto in grado di perdonarmi tante negligenze meccaniche e tagliandi eseguiti maldestramente durante tutti gli 8 anni di viaggio e 270.000 km [www.partireper.it]. È compatibile con i ricambi di molti altri modelli fra cui il serbatoio da 25 litri della AT RD03. Le modifiche da realizzare interessano le centraline (meglio la monocentralina) e il regolatore di tensione. Consiglio i modelli dal’97 al’99 dotati di doppio disco anteriore ed altre migliorie prima del passaggio al 650cc.
Scelta anche da: Diego Chiarot [fb.com/australiabyland]
Alternativa: HONDA NX 650 Dominator (da 600 euro)
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Spicca per la sua capacità di adattarsi a ogni terreno, con un’ottima propensione per l’off road, anche sabbioso. Le KTM sono indubbiamente tra le più performanti per i raid motociclistici (lo dimostrano le vittorie alla Dakar). Motore grintoso, eterno. Telaio resistente. Ma è penalizzata per i consumi molto alti, che potrebbero scoraggiarne la scelta in vista di un lungo viaggio. È impegnativa anche nel prezzo (usata, non la si trova a meno di 10.000 euro).
Alternativa: KTM 1050 Adventure (da 13.000 euro)
Il motore grintoso, reattivo e dalle prestazioni assolute ha il solo svantaggio di consumare molto. L’autonomia è infatti inferiore ai 300 km. È un’endurona “totale”, va bene per macinare chilometri anche in coppia ma non teme gli sterrati. Nonostante il peso, una volta in movimento si dimostra agile e abbastanza svelta nell’impostare le curve. Il calore dagli scarichi sotto la sella e qualche vibrazione di troppo disturbano il comfort. Il freno posteriore è “spugnoso”. Giampiero, dopo oltre 100.000 km consiglia di sostituire il kit della pompa dell’acqua e i filtri della pompa benzina.
Scelta da: Giampiero Pagliochini [www.motorbiketravel.it]
Alternativa: KTM 950 Adventure (da 3.500 euro)
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Piccola monocilindrica bielorussa, molto leggera, priva di elettronica e raffreddata ad aria. Velocità massima: 90 km/h. Non è venduta in Italia, ma è molto diffusa nel Sud Est Asiatico, dove la si può noleggiare. Io stesso l’ho guidata in Vietnam, non potendo importare la mia moto.
Il M1nsk Club Vietnam [www.minskclubvietnam.com] mi ha permesso di ritirare la moto ad Hanoi e restituirla a 1800 km di distanza, esattamente ad Ho Chi Minh City (Saigon). Consuma pochissimo, ma è rumorosa e vibra come un frullatore. Curiosità: dal 2013 M1nsk produce anche la piccola enduro TRX 300i.
Il motore ha un carattere sportivo: potente, spinge forte subito ma ai bassi regimi strappa. Il baricentro della moto è alto e per questo a bassa velocità la Granpasso richiede comandi decisi. Ciclistica robusta e precisa, sospensioni ben tarate, la tenuta di strada è sicura. La posizione di guida è comoda, con gli incavi del serbatoio ben posizionati che permettono al pilota di “inserirsi” nella moto e controllarla a dovere. La moto è priva di elettronica: non c’è neppure l’ABS, e tutto è lasciato all’abilità del pilota. È dotata di una frizione con sistema antisaltellamento ATPC, che dimezza lo sforzo per tirare la leva. Per maggiori info [www.granpasso.eu].
Scelta da: Maurizio Scorianz [www.scorianz.com]
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La casa di Mandello del Lario ha raggiunto l’obiettivo realizzando una moto resistente ad ogni condizione, capace di funzionare con ogni tipo di benzina e comoda. La validità di questa 1.200cc a cardano tutta italiana è confermata anche da Andrea Livio, che ci ha percorso oltre 100.000 km. L’unico punto debole da lui incontrato è il peso della moto e la scarsa rete commerciale nel mondo, alla quale però si può ovviare comprando ricambi specifici su internet, ammesso che questa moto indistruttibile ne abbia bisogno. Il peso penalizza i piloti di corporatura più esile. La Stelvio 2015 ha un motore 8V.
Scelta da: Andrea Livio [www.stelvio2stelvio.it]
Per chi ama conoscere e mettere le mani sul suo mezzo e apprezza uno stile classico e immortale piuttosto che la modernità, la California è la scelta ideale. A confidarmelo è stato Claudio Giovenzana (7 anni di viaggio e 70.000 km), che ne evidenzia l’affidabilità, l’economicità e l’indulgenza. È una moto che gli ha perdonato un sacco di errori iniziali e che, una volta compresa, si è dimostrata fedele e degna della lealtà del suo proprietario. Claudio consiglia di rinforzare i telaietti portaborse e portare in viaggio un regolatore, fusibili e dei relè di scorta.
Scelta da: Claudio Giovenzana [www.longwalk.it]
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Monomarcia e a iniezione elettronica, ha ben poco delle storiche Vespa, ma conserva ancora un certo fascino. Moderata nei consumi, ha un sottosella capiente. La stabilità compromessa in caso di forte pioggia o forte vento. Tra gli svantaggi: deve essere tagliandata ogni 5.000 km e Piaggio ha pochi ricambisti al di fuori dell’Europa. Suggerito l’utilizzo di un parabrezza di medie dimensioni. I modelli usciti nel 2011 ebbero un problema alla pompa di iniezione della benzina.
Scelta da: Silla Gambardella [www.scriverepercomunicare.it/viaggi-vespa]
Su un modello del 1970, Ilario Lavarra ci ha fatto il giro delle Americhe e dice che il suo vero punto di forza non sia l’affidabilità proverbiale della Vespa, nè la semplicità meccanica del suo motore, né il fatto che in quasi tutti i paesi del mondo trovi dei ricambi, ma la sua indole amichevole. È un mezzo a cui tutti danno del tu, che fa simpatia, che fa avvicinare la gente con il sorriso, che ti apre il mondo quando sei in viaggio. È priva di miscelatore automatico, quindi ad ogni sosta benzina è necessario arrangiarsi da sé. Punti deboli: i freni. Prima di un viaggio, si consiglia di imbottire la sella e di rinforzare l’attacco dell’ammortizzatore posteriore.
Scelta da: Ilario Lavarra [www.vespanda.com]
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Per salire su questa moto bisogna un’attimo tornare indietro nel tempo. Fondamentalmente, sarai in sella a una moto anni Sessanta. Maurizio Zanni l’ha guidata in India, spingendosi anche oltre i 5.000 metri d’altitudine, sulle catene dell’Himalaya. L’ha trovata comoda, con consumi davvero contenuti. Il grosso vantaggio è che, essendo il modello di moto più diffuso in India, ogni meccanico riesce a ripararle. Leggermente difficoltosa l’accensione: ci si mette un poco prima di trovare il punto morto giusto e dare il colpo corretto al pedale. La moto è robusta.
Alternativa: ROYAL ENFIELD Bullet 300
Maxi enduro molto completa, con una propensione al misto molto interessante per il viaggio-avventura. Motore con coppia infinita, regolare, fluido, corposo ai medi e grintoso agli alti. L’unica reale perplessità nasce da una forcella anteriore un po’ troppo morbida e un ammortizzatore posteriore rigido. Dotazione di serie di alto livello. Comoda e protettiva, è piacevole alla guida. I punti deboli: la moto è pesante e ha un baricentro alto.
Scelta da: Saken Aizhulov [www.novascotiaexplorer.blogspot.it]
Alternativa: TRIUMPH 800 XC (da 11.000 euro)
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Compatta, facile, leggera. Molto versatile e comoda, ottima nel misto, molto protetta alle alte velocità. Manca potenza al motore se utilizzata su sabbia o a pieno carico, per cui è sconsigliata per i viaggi in coppia che prevedono anche tratti sterrati impegnativi. L’altezza da terra può risultare insufficiente per evitare grandi ostacoli e i consumi non sembrano convincere. I cerchi sono a razze ma sono molto robusti.
Scelta da: Giorgio Polegato [fb.com/giorgiomyroad]
Alternativa: SUZUKI V-Strom 650 (da 8.000 euro)
Moto leggera, adatta ai piloti di corporatura esile e ai principianti. Maneggevole, affidabile, con una meccanica di una semplicità assoluta che ne facilita anche la manutenzione. Permette di affrontare dei moderati off-road. Motore monocilindrico a quattro tempi, raffreddato ad aria, indistruttibile, non soffre alcun problema con eventuali benzine “povere” di ottani. Montando un serbatoio maggiorato da 18 litri, garantisce un’autonomia di quasi 500 km. In caso di lunghi viaggi, si potrebbe pensare di sostituire la sella.
Scelta da: Maurizio Zanni [www.partireper.it/momi20]
Alternativa: SUZUKI DR 350 (da 500 euro)
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Anche se a iniezione, beve qualsiasi benzina, ma il box aria va sigillato bene con grasso o guarnizioni aggiuntive. Ottimi i consumi anche se a pieno carico. Comoda anche se si viaggia in coppia, Totò e Peppina la stanno portando in giro per il mondo. La famigerata 11d1 (2008) aveva un problema al connettore del raddrizzatore tensione. Si consiglia di sostituire le molle progressive anteriori e posteriori. Manca la sesta marcia.
Scelta da: Antonio Femia e Alessandra Reale [www.totolemoto.it]
Alternativa: YAMAHA XT 1200 Z Super Ténéré (da 13.000 euro)
I modelli posteriori al 1994 hanno subito modifiche sostanziali non visibili ma che ne hanno migliorato nel tempo l’impianto elettrico, il gruppo frizione e i consumi. Per i modelli precedenti si consiglia di maggiorare il regolatore di tensione, ricarburare e controllare la frizione, ed eventualmente sostituirla con quella di un modello successivo. Una volta regolata a dovere, non si ferma mai. Il telaio è fragile e soffre sugli sterrati più lenti. È la moto ideale per gli sterrati veloci mentre su quelli lenti è necessaria più domestichezza.
Scelta da: Francesco Ristori [www.sognandoriente.it]
Alternativa: YAMAHA XT 600 Ténéré (da 1.200 euro)

Altre moto e altre soluzioni

La libertà di viaggiare su due ruote per molti viaggiatori è tale al punto da farli sbizzarrire anche nella scelta di soluzioni originali e personalizzate per quanto riguarda il loro mezzo. Francesco Ristori, ad esempio, ha modificato la sua Yamaha Ténéré 750 del 1992 montandoci un motore da 850cc preso da una Yamaha Tdm. Questa operazione, gli ha permesso di avere «Un’erogazione più corposa ai bassi e medi regimi, minore consumo e una manutenzione minore nell’ordine del 10-20%.»

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-ed-marchFrancesco ha poi cambiato le carene e adottato soluzioni ad hoc in funzione del viaggio che avrebbe affrontato: ha lavorato sulla sostituzione dell’impianto frenante e dell’impianto elettrico e ha rinforzato il telaio nei punti nevralgici. Il nuovo modello l’ha ironicamente ribattezzato “Hyper Ténéré”. La sua avventura l’ha spinto da Montevarchi fino a Tokyo: 21.000 km in 109 giorni.

Un altro famoso motoviaggiatore è l’argentino Emilio Scotto [www.emilioscotto.com], che per dieci anni ha viaggiato su un Honda Goldwing GL1100. Una moto touring super-carenata e più propensa al comfort che all’avventura, soprannominata “Black Princess” e con la quale Scotto ha percorso oltre 735.000 km.

Infine, è affascinante quanto temeraria l’impresa compiuta dall’inglese Ed March [www.c90adventures.co.uk], che ha personalizzato un vecchio scooter Honda C90 con valigie “fai-da-te” e gomme chiodate per viaggiare sulle strade innevate dell’Alaska, in pieno inverno, e da lì poi proseguire fino all’Argentina (ovviamente senza più chiodi nelle gomme!). Non contento, tre anni più tardi ha poi utilizzato lo stesso scooter per un viaggio di oltre 18.000 km dalla Malesia fino a Londra.

Conclusione

Non esiste la moto totale da vioaggio o la moto “perfetta”, piuttosto esiste un binomio moto-pilota, e pertanto la moto dovrà essere pensata in relazione a chi la guiderà. Non sei tu che devi adattarti al tuo mezzo, ma sarà il tuo mezzo che dovrà essere scelto e accessoriato in base alla tua corporatura, alla tua altezza e al tuo peso, ma anche al tuo stile di guida, alle tue preferenze e al viaggio che stai preparando: se da solo o in coppia con il passeggero, se su tratti esclusivamente asfaltati o anche sullo sterrato.

Il Manuale del Motoviaggiatore approfondisce anche questi aspetti, la preparazione della moto, la scelta del giusto equipaggiamento pre affrontare ogni tipo di viaggio e la pianificazione della propria avventura in base al tempo, al chilometraggio, al budget, al clima e ai documenti necessari nei paesi da attraversare.

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Post source : Manuale del Motoviaggiatore

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