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Equipaggiamento Preparazione Cibo da Campeggio
Photo Credit To Gionata Nencini 2008

Equipaggiamento Preparazione Cibo da Campeggio

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Se deciderai di fare vita da bivacco-avventura, potresti scegliere di renderti autonomo anche per quanto riguarda la preparazione del cibo. Dico “potresti” perché c’è chi, pur dormendo in tenda, è restio a cucinare da sé e preferisce procurarsi da mangiare nei mercati locali o nei supermercati, sostare in qualche bar o tavola calda o concedersi una pausa in qualche trattoria o ristorante sulla strada. Insomma, dipende da quanto ti senti “cuoco” e da quanto tempo hai intenzione di dedicare ai fornelli. Personalmente, preferivo dedicare le prime ore del mattino alla manutenzione della moto. Poi smontavo la tenda e ricomponevo i miei bagagli e percorrevo i miei primi chilometri in cerca di un bar o di una tavola calda che potesse offrirmi una colazione a buon prezzo. Almeno la mattina, preferivo consumare qualcosa di fresco.

La sera, invece, cucinavo volentieri. Avevo con me una bottiglia d’olio extravergine d’oliva, del sale, qualche spezia e una minima scorta di alimenti a lunga conservazione (frutta secca, biscotti, salse, pasta e cibo in scatola). Il resto lo compravo strada facendo, secondo il desiderio del momento. Non serve portare grandi scorte alimentari né stoviglie voluminose per cucinare un piatto di pasta, una zuppa, una frittata, una tortillas o improvvisare una grigliata di carne con una rete metallica comprata sul posto e adattata alla cottura (140). Valuta quindi se premunirti di tutta l’attrezzatura che elencheremo qui di seguito, o se invece evitare questa parte del carico e appoggiarti sempre alle cucine o ai mercati locali.

Fornello da campo

Il fornello di uso più diffuso è quello alimentato dalla classica bomboletta a gas butano/propano. La bomboletta si apre tramite una valvola che fa uscire il combustibile da un disco di ghisa; la pentola o la padella si appoggerà su quattro bracci metallici. Genera un calore simile a quello dei piani cottura domestici, ma ciò che lo rende poco adatto al viaggio-avventura in moto è il fatto che, una volta esaurita la bombola di gas, è difficile trovare in tutte le parti del globo lo stesso tipo di ricarica. Infatti, ne esistono di tantissimi tipi e svariati standard. Quelli che si trovano in Europa potrebbero essere introvabili in America. Inoltre, il gas è pur sempre un pericolo. Nelle bombolette è conservato in forma liquida. È molto difficile che esca (le sollecitazioni sullo sterrato però non aiutano), ma se ciò accadesse, potrebbe rovinare e impuzzolentire il resto del carico. Questa tipologia di fornello è inoltre piuttosto pesante, e una volta agganciato alla bombola, i due elementi non sono più scomponibili, ma vanno riposti insieme in valigia, occupando parecchio spazio.

Meglio quindi equipaggiarsi con un fornello alimentato da multicombustibile. Ha un rendimento termico migliore, è meno ingombrante e più sicuro.

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Si compone da un contenitore per combustibili (simile a una borraccia) certificato a norma di legge e chiuso da un tappo di sfiato con un o-ring di sicurezza. Il contenitore è disponibile in diverse misure di capacità e può essere riempito con ogni tipo di combustibile: diesel, benzina, petrolio bianco, alcool, e via dicendo. Si aziona inserendo una pompetta a vite al posto del tappo di sicurezza. La pompetta mette sotto pressione il combustibile nella bottiglia e permette di incanalarlo attraverso un tubo (che si connette alla stessa pompetta) fino al piano di cottura. Il combustibile liquido è trasformato in vapore grazie al pre-riscaldamento di uno stoppino. Viaggiando in moto, potrai approfittare di una delle tante soste alle stazioni di servizio per ricaricare con della benzina anche il contenitore del fornello multicombustibile. Per 10 ore di fiamma sono necessari 1,8 litri di benzina, contro i 2,3 chili di gas necessari con il fornello tradizionale. Inoltre, i tre pezzi di cui è composto il fornello a multicombustibile sono separabili e occupano molto meno spazio tra i bagagli. Assicurati di ripulire bene il fornello dopo ogni uso, eliminando i depositi di fuliggine e combustione; riponilo poi in una sacca impermeabile.
Il fornello che adopero dal 2007 e che utilizzo tutt’ora è pefettamente funzionante.

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Stoviglie

C’è chi, più per filosofia che per esigenze di spazio, utilizza una pentola per cucinare tutto. E c’è chi invece ricorre ai kit di stoviglie salva-spazio, con le pentole impilate una dentro l’altra come se fossero una matrioska. È una soluzione ottimale se la tua vena culinaria è tale per cui, pur avendo un solo fuoco a disposizione, vuoi preparare il sugo con cui condire la pasta e lasciarlo riposare in attesa che i tuoi spaghetti raggiungano la cottura oppure se non vuoi preparare zuppe e caffè nello stesso pentolino.

I kit più economici costano intorno ai 20 euro; quelli di qualità superiore intorno ai 50 euro. Tra i materiali, il teflon è ottimo per resistenza, leggerezza e facilità di pulizia. MSR offre anche in questo caso una scelta di prodotti compatti e ben costruiti.

Contenitori

Il consiglio di base è prediligere bottiglie di plastica da 0,5 litri o contenitori rigidi e a chiusura ermetica per tutto ciò che è liquido o in polvere (olio, miele); sacche morbide in tessuto plastificato o in stoffa semimpermeabile per gli alimenti sfusi (riso, farina, frutta secca, biscotti, sale, zucchero e pepe). In alternativa alle sacche morbide, vanno bene anche dei dispenser di plastica studiati per il bivacco-avventura: hanno dimensioni ottimali e sono costituiti in materiali idonei sia per resistenza sia per la conservazione del cibo.

I contenitori degli alimenti, poiché di piccole dimensioni, si prestano ad essere infilati nelle diverse valigie tra gli spazi vuoti creati dal resto del carico. I sacchi morbidi ammortizzano anche le vibrazioni degli oggetti rigidi. Tuttavia, sebbene questa opzione permetta l’ottimizzazione dello spazio, non è altrettanto efficacie nel momento in cui si dovrà ricercare i vari alimenti.

Meglio quindi tenere i contenitori tutti insieme, magari in una borsa di plastica impermeabile, che li proteggerà dall’acqua ed eviterà il diffondersi di aromi e odori sul resto del carico e in tutte le valigie.

Una sacca impermeabile e a chiusura ermetica è indicata anche per conservare il sapone e la spugna per lavare piatti e stoviglie.

Trasporto acqua

Avere sempre con sé una scorta d’acqua è fondamentale, e per trasportarla ci si può organizzare in diversi modi.

Il più semplice è quello di comprare di volta in volta le bottiglie di plastica al supermercato. È la soluzione più economica ed immediata, per la quale bisogna avere il solo accorgimento di sistemare le bottiglie in una posizione abbastanza protetta, perché si deteriorano facilmente a seguito di urti e sobbalzi.

Un’altra soluzione è quella di dotarsi di un camelback, una sacca-zaino che si riempie d’acqua e che si indossa sulla schiena. Attraverso una cannuccia, è possibile bere mentre si guida. Se guidare con uno zaino sulla schiena non ti dà noia, può essere la scelta giusta. Una terza opzione è quella di munirsi di alcune borracce (in plastica, alluminio o materiale specifico per alimenti) e di legarle esternamente ai bagagli o su alcuni appigli della moto, come ad esempio le barre anticaduta laterali (ad esempio, se la tua moto predispone quelle che arrivano a proteggere il serbatoio). In alternativa, potresti infilarle nelle tasche laterali della borsa morbida da serbatoio. Le borracce sono più resistenti delle bottiglie in plastica e più facilmente trasportabili. Vanno però disinfettate di tanto in tanto, per evitare l’insorgere di germi o batteri.

Un’ultima possibilità è data dall’utilizzo di sacche morbide in silicone, con una valvola di apertura che funge da tappo. Il loro vantaggio è che si possono ripiegare e riporre tra i bagagli quando sono vuote, limitando al minimo il loro ingombro; lo svantaggio è che sono più soggette a rottura. Per via della loro forma larga e piatta, possono trovare posto molto facilmente nelle borse rigide laterali o in quelle morbide, ma non si prestano ad essere legate esternamente al corpo della moto.

Infine, un’ulteriore scorta di acqua da destinare alla cottura dei cibi può trovare posto in una tanica di plastica da 3-4 litri, che si può legare esternamente sul lato più corto di una valigia rigida laterale. Diverse aziende di after-market producono delle staffe extra in alluminio che ne permettono l’ancoraggio.

Coltellino multiuso

Oltre al classico set di posate (forchetta, coltello, cucchiaio) ed eventualmente a qualche piccolo attrezzo da cucina (mestolo, scolapasta), un coltellino multiuso è un attrezzo indispensabile per la cucina così come per l’avventura outdoor.

Ha tanti accessori, utili in situazioni meccaniche o di ingegno: preparare utensili di legno, paletti appuntiti, tagliare un involucro, aprire una scatoletta di latta. Ne esistono di diversi tipi. Non lesinare sulla qualità di questo utensile, perché un coltellino di buona qualità ti durerà per tutta la vita, mentre uno di scarsa fattura potrebbe arrugginirsi ben presto, avere una lama inappropriata e svolgere meno funzioni. A tal proposito ti consiglio il Leatherman Multi-Tools. Se non sei un amante dei coltellini multifunzione, potresti optare per un coltello con sola lama richiudibile, come il famoso Opinel (6 o 8), molto apprezzato per la sua semplicità e per il suo rapporto qualità/prezzo.

Evita di dotarti di coltelli con lame troppo lunghe, per non avere problemi alla dogana.

Nel Manuale del Motoviaggiatore potrai trovare anche le indicazioni inerenti alla purificazione dell’acqua.
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Post source : Manuale del Motoviaggiatore

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5 Comments

  1. Sfettuccia da Bestia

    Ciao Gionata,
    ti leggo da diversi anni, ma è la prima volta che ti scrivo. Pratico campeggio da sempre, perché i mie genitori mi hanno abituato fin da piccolo a questa “cultura”, il destino mi vuole motociclista ed ho unito le due cose. Veniamo alla domanda.
    Quando bivacchi e cucini, poi come pulisci le stoviglie? con la stessa acqua ad uso alimentare e detersivo? o mi puoi suggerire altri metodi che nei tuoi lunghi viaggi hai scoperto. Scusa la banalità della domanda.

    1. Gionata Nencini

      Ciao Stefanuccia, grazie mille per il commento e per l’interazione che apprezzo tantissimo. Questo argomento per me è come un toccasana e lo affronto sempre con molto entusiasmo.
      Veniamo a noi, l’ideale è se nel luogo del bivacco è presente un corso d’acqua, in quel caso un po’ di carta e poi un panno è sufficiente, se invece non ce l’hai impari a mangiare tutto fino all’ultima goccia di sugo (faendo scarpetta con il pane o con il riso) e lasciare le stoviglie più pulite possibili così da poter trasportare fino al prossimo punto di lavaggio senza imbrattare tutto.
      Questo è il mio consiglio.

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