Patagonia Capodanno
Ride True Adventures
Ride True Adventures
Ride True Adventures
Ride True Adventures
Ride True Adventures
Ride True Adventures
Equipaggiamento per l’Orientamento e la Navigazione
Photo Credit To Gionata Nencini 2007

Equipaggiamento per l’Orientamento e la Navigazione

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-equipaggiamento-per-la-navigazione
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti

Gps

Scegliere se dotare la propria moto di un navigatore satellitare o meno è una scelta figlia della propria filosofia di viaggio. Il gps può venire incontro al motoviaggiatore in diverse situazioni, sia facilitandone l’orientamento, sia aiutandolo a trovare determinati punti o luoghi d’interesse riducendo di molto i tempi di navigazione, ma non è uno di quegli strumenti indispensabili.

È indicato soprattutto per i viaggi più brevi, quelli in cui abbiamo già programmato le tappe in modo ben definito e abbiamo l’esigenza di rispettare una determinata tabella di marcia. È invece un’opzione altrettanto utile ma meno indispensabile per quei viaggi più lunghi dove non abbiamo limiti di tempo né costrizioni troppo vincolanti circa l’itinerario da seguire. In un viaggio lungo puoi anche “rischiare di perderti”, magari perché curioso di provare una strada secondaria meno battuta o forse perché preferisci chiedere informazioni agli autoctoni e farti consigliare dalla loro conoscenza del posto. Inoltre, l’utilizzo costante del gps potrebbe creare assuefazione: quel display che si aggiorna e ricalcola continuamente l’itinerario, alla lunga, distoglie inevitabilmente gran parte della nostra attenzione dalle bellezze del paesaggio, ci invita a fidarci sempre più di lui e impigrisce e assopisce il nostro spirito d’orientamento. L’opzione potrebbe essere quella di averlo comunque con sé, ma di utilizzarlo solo in caso di bisogno.

È una spesa onerosa, perciò va ponderata attentamente. Se si sceglie di averlo, meglio però spendere qualcosa in più e prediligere la qualità.

Valuta innanzitutto l’acquisto di un modello il cui software di mappe sia aggiornato e completo anche di quei paesi che visiterai. Europa e Nord America sono continenti molto urbanizzati, perciò l’utilizzo del gps può essere utile per scegliere quale tra le tante opzioni di strada è quella che più ci piace, oppure per indicarci eventuali autovelox o strade interessate da maggior affluenza di traffico o da lavori in corso. Nelle zone più remote del mondo, invece, il suo utilizzo è più utile per la ricerca di punti d’interesse precisi: un distributore di benzina, una banca, un ospedale, un ostello o un ufficio postale, venendoci incontro anche in situazioni di emergenza.

Un altro grande beneficio del gps è quello di poter salvare la traccia del proprio tragitto e le destinazioni delle varie tappe, che possono così essere ricordate o ripercorse a ritroso.

Inoltre, grazie alla funzione tracklog, la traccia del proprio percorso viene registrata in tutti i suoi dati (punto di partenza e di arrivo, chilometraggio totale, tempo di percorrenza, velocità, altitudine massima, profilo altimetrico) e può essere scaricata sul proprio computer, in un file in formato .gpx che può essere successivamente condiviso online su una piattaforma specifica [www.everytrail.com], [www.riderpedia.com], [www.youposition.it] o [www.tripline.net].

Personalmente non ho mai utilizzato il gps nei miei viaggi avventura, ma uso spesso la funzione di geo-localizzazione di Google Maps sul mio smartphone quando devo raggiungere un indirizzo preciso in città e non voglio fare tardi.

Oggi le marche sul mercato sono diverse e ciascuno può scegliere secondo il proprio gusto personale, facendo sempre attenzione a valutare la disponibilità di mappature per la zona geografica d’interesse e il loro effettivo aggiornamento. Ogni marchio offre diverse gamme di prodotto, in base alla fascia di prezzo e alle funzionalità, ed è ovvio che certi modelli sono meno adeguati per il viaggio-avventura in moto (modelli non impermeabili, schermi troppo piccoli, ecc.).

Navigatori sul cellulare e app per smartphone

In alternativa a un gps professionale potresti utilizzare una delle tante app open source o a pagamento sul tuo smartphone o sul tuo tablet. Google Maps è la più famosa, ma ne esistono altre. Ovviamente un gps vero e proprio permetterà di usufruire in modo migliore della navigazione e delle relative opzioni, ma anche un cellulare o un tablet possono svolgere a dovere la loro funzione, se equipaggiati delle dovute protezioni e supporti per moto.

Ricordati che l’utilizzo del gps sul cellulare richiedere un grande dispendio di batteria, ragione per cui è consigliabile mantenere il proprio dispositivo collegato alla presa da 12 volt della moto.

Il mercato italiano produce una serie di accessori appositamente studiata per la navigazione con cellulare o tablet sulla moto: adattatori USB per la presa da 12 volt, staffe in metallo di supporto per il cellulare sul manubrio della moto, custodie a tenuta stagna che permettono altresì di mantenere la sensibilità sul display touchscreen del telefono e i cavi di ricarica del cellulare.

Per la navigazione con cellulari, è meglio utilizzare telefoni recenti, con software aggiornati e velocità di processore adeguata, per evitare di sovraccaricare l’operatività del tuo telefono, rischiando eventuali deficienze nella navigazione.

Navigazione e non solo: per ogni smartphone, le app disponibili e utili al motoviaggiatore possono essere molteplici. Ciascuno può scegliere di scaricare quelle che preferisce anche in base alle proprie competenze di utilizzo e capacità di interpretazione dei dati in funzione del viaggio in moto.

Gps data logger

Alcuni smartphone sono dotati di un gps integrato (o non assistito): un sistema di navigazione analogico che si collega direttamente al satellite, senza quindi la necessità di utilizzare una sim né il collegamento internet per la connessione dati. Questa possibilità, oltre alla navigazione, permette anche la funzione di tracklog, proprio come avviene con un gps. Collegandosi al satellite, il telefono può registrare ogni 5” o 10” la posizione del motoviaggiatore. A fine giornata, grazie ai punti registrati, il dispositivo avrà creato una traccia del percorso compiuto, con tutti i dati relativi a punto di partenza e di arrivo, chilometraggio totale, velocità media, altitudine massima e via dicendo. È anche possibile visualizzare il profilo altimetrico della tappa. Tutti dati che sulla carta sono approssimativi o intuitivi, ma che in forma digitale acquisiscono valore proprio per la loro precisione, oltre al fatto di poter essere condivisi e archiviati online. Dal 2010 ho iniziato a usare un vecchio Blackberry dotato di gps integrato e, pur non avendolo mai utilizzato per la navigazione, lo impiegavo proprio per la funzione di tracklog. Caricavo i miei itinerari sulla piattaforma Everytrail.com. È un ottimo modo per ricordare i luoghi esatti visitati, anche a distanza di mesi o di anni dal proprio viaggio: una sorta di archivio che potrebbe rinfrescarti la memoria qualora volessi riscoprire con esattezza dove si trovava quel posto sperduto nei campi dove avevi bivaccato sotto un cielo stellato.

Il Gps data logger può essere registrato anche da appositi dispositivi grandi quanto una chiavetta USB e alimentati dalla presa a 12 volt. Ne esistono anche in versione portatile, con batteria autonoma, che si possono comodamente infilare in una tasca della giacca da moto. Anche loro comunicano con il satellite ogni 5” o 10” e registrano i dati del tracciato, che successivamente possono essere scaricati sul proprio computer collegandovi il dispositivo tramite una porta USB.

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-equipaggiamento-per-la-navigazione-trackstick

Find me spot gps

L’alternativa più “evoluta” al Gps data logger è il Find Me spot gps.

È un dispositivo grande quanto un mouse che si collega ai satelliti per scambiare dati sulla propria posizione, che poi viene trasmessa al server da un gestore dedicato.

Questo strumento sta riscuotendo enorme successo negli ultimi anni proprio per la sicurezza che può trasmettere ai propri cari, che possono in ogni momento conoscere non solo la posizione del motociclista, ma anche ricevere messaggi. Infatti, una delle funzioni dello spot è quella di poter inviare una comunicazione predefinita (“sto bene”, “ho bisogno di aiuto”) o personalizzabile. Si può anche scegliere la modalità di smistamento dei messaggi: via sms, via mail o via sito web. Il sistema è utilissimo in caso di emergenze: se, ad esempio, il motociclista reduce da una caduta in moto avesse fratturato qualche osso e fosse nell’impossibilità di muoversi, grazie allo spot gps può chiedere soccorso e comunicare con estrema precisione la sua posizione.

È un device passivo, nel senso che trasmette in automatico i dati senza necessità di scaricarli ogni volta sul proprio computer e poi caricarli online. È sufficiente acquistare un pacchetto dati per usufruire della possibilità di embeddare la propria “traccia” sul web e renderla visibile a tutti i propri followers. Oggi i motoviaggiatori che condividono i propri spostamenti in rete utilizzando lo spot gps sono sempre più. Uno di loro è il padovano Salvatore Marco Romania, detto “Ture” [www.tureadventure.it], il cui viaggio-avventura lo ha portato dall’Italia all’Australia in tre anni in sella a una Yamaha XT660Z Ténéré del 2008. Grazie allo spot gps, è stato possibile conoscere gli spostamenti di “Ture” seguendo la linea arancione sovrimpressa sulla mappa all’interno del suo sito.

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-equipaggiamento-per-la-navigazione-findme-spot-gen3

Mappe e atlanti

Lo confesso, faccio ancora parte di quei motoviaggiatori “romantici” che amano il gusto dell’esplorazione, che preferiscono girovagare secondo l’estro e rischiare di perdersi. Ecco perché alla navigazione tramite gps ho sempre preferito le mappe. Percepire la carta al tatto, misurarne le strade a spanne, potervi scrivere sopra e utilizzarla per chiedere informazioni alla gente del posto, che a loro volta potrebbe scarabocchiarla per indicare un luogo d’interesse, una deviazione, una strada consigliata. Con le mappe non si corre il rischio di rimanere senza batterie, e le si possono conservare a distanza di anni: ogni volta che le si risfoglieranno, racconteranno la storia di ciò che si è vissuto.

Le mappe dicono molto, ma non tutto, e lasciano un certo grado di approssimazione che rende l’avventura ancora più una scoperta: ti dicono dove sei e dove potresti arrivare, e ciò che la scala grafica non permette di sapere è quell’incentivo in più per chiedere informazioni agli autoctoni, conoscere nuovi amici e posti che, forse, il navigatore satellitare non avrebbe saputo indicarti.

Ti consiglio di non comprare tutte le mappe alla partenza. Meglio acquistarle strada facendo, in modo da averle nella lingua del posto. In questo modo troverai una perfetta corrispondenza tra i nomi segnati sulla carta e quelli riportati dai cartelli stradali (non è sempre così se si compra una cartina in Italia, con i nomi delle città “italianizzati”).

Gli atlanti sono molto grandi e richiedono spazio, ma possono servire. Ognuno scelga il supporto che preferisce. Personalmente, mi è capitato di viaggiare anche consultando mappe stampate da Google Maps e infilate nella tasca trasparente della borsa serbatoio. Poi pioveva, l’inchiostro sbiadiva ed io mi sono ritrovato a percorrere i più bei sentieri dell’Indonesia consultando quello che sembrava un acquerello fatto da un bambino di 3 anni. In alcuni casi mi bastava solo sapere la posizione geografica delle città e le strade di collegamento principali, lasciando tutto il resto all’avventura.
Morale: il gps è un gran vantaggio, ma anche non usandolo avrai molto da guadagnare. A te la scelta.

gionata-nencini-honda-transalp-partireper-manuale-del-motoviaggiatore-equipaggiamento-per-la-navigazione-corrispondenza-segnali-stradali-stranieri

Guide turistiche

Durante il mio viaggio non le ho mai usate, ma oggi che faccio la
moto-guida ne comprendo più che mai l’utilità. Non avendo mai avuto con me una guida che mi elencasse i “best sights” delle varie regioni o città dove mi trovavo di volta in volta, spesso mi capitava di mancare la visita di qualche luogo meritevole. Oggi invece le utilizzo moltissimo per organizzare itinerari che tocchino anche i luoghi turistici più conosciuti. Anche se spesso si tratta di luoghi sovraffollati (mi viene da pensare al Machu Picchu o alla Grande Muraglia cinese, dove non ci sono mai meno di 1.000 persone al giorno), meritano di essere visitati nell’intimità della propria percezione. Di fronte alla magnificenza di certi luoghi, patrimonio dell’umanità per il loro valore storico o paesaggistico, riuscirai sicuramente a ritagliarti il “tuo” spazio personale e a capire che, nonostante il turismo di massa, esserci arrivato in moto ne fa un traguardo tutto tuo.

Guide come le Lonely Planet sono corredate anche di mappe che riportano pure le strade secondarie, ottime da scoprire in moto.

Interfono

Accessorio utile se si viaggia in coppia sulla stessa moto, per poter comunicare in tranquillità anche dall’interno del proprio casco, ancora più utile se si viaggia in coppia o in gruppo su due o più moto.

Nel 2015 é stato lanciato sul mercato un modello specifico per i viaggi che contemplano anche la guida off-road (solitamente più rumorosa della guida su asfalto, e soggetta a interruzioni d’onda dovute alla presenza della vegetazione. È uno strumento che garantisce un’ottima qualità audio anche in presenza di ambienti rumorosi, polverosi e con situazioni climatiche avverse. Inoltre ha un raggio di ricezione di 1,3 km, che lo rende particolarmente utile nella comunicazione con i piloti di altre moto (è possibile abbinare fino a quattro dispositivi contemporaneamente).

Comunicare con i propri compagni d’avventura non solo è gradevole, ma aiuta anche a coordinarsi meglio in viaggio: la navigazione è condivisa, se qualcuno resta indietro, si perde o ha bisogno di fermarsi può avvisare gli altri, mentre chi è davanti può segnalare in anticipo al resto dei compagni eventuali situazioni di emergenza o pericolo (un incidente, un ostacolo, o un controllo di polizia).

Telefono satellitare

Dotarsene è consigliato solo se la natura del viaggio-avventura si baserà sull’attraversamento di zone remote (deserti, altipiani), dove la copertura della rete telefonica è assente. In caso contrario, non c’è alcun vantaggio nel portarne uno. I telefoni satellitari sono apparecchi molto costosi, delicati e ingombranti. In alcuni paesi (come l’India) sono vietati in quanto possono essere impiegati anche per uso militare. Un apparecchio usato può costare intorno ai 350-400 euro. Bisognerà poi sottoscrivere un piano tariffario che prevederà o un abbonamento fisso o minuti voce prepagati e spendibili entro un determinato periodo di tempo. Il costo di ogni collegamento è calcolato in unità di traffico.

Nel Manuale del Motoviaggiatore potrai trovare anche le diverse configurazioni OTTIMALE, POLIVALENTE e MINIMALSTA per equipaggiarti dei dispositivi foto/video adatti al tuo viaggio in base al tuo budget e alla tua esperienza con questi strumenti, inoltre un consiglio grafico di come gestire le ricariche di molti dispositivi e la rappresentazione delle varie prese elettriche nel mondo.
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti

Post source : Manuale del Motoviaggiatore

Related posts

Leave a Reply

PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti