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Documenti necessari per viaggiare in Moto
Photo Credit To Gionata Nencini 2006

Documenti necessari per viaggiare in Moto

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I documenti sono il lasciapassare di ogni viaggiatore: gli garantiscono l’ingresso, l’uscita e il transito in ogni paese visitato, nonché il permesso di trasportare il proprio veicolo.

Probabilmente non tutti i documenti che elencheremo di seguito saranno necessari per il viaggio che stai preparando. Informati con anticipo per capire quelli richiesti dai paesi che includerai nel tuo itinerario. Se il tuo viaggio sarà di breve durata, e con una data di ritorno prestabilita, allora meglio procurarti prima tutti i documenti, onde evitare di perdere tempo prezioso in soste nei vari uffici competenti. Se invece il tuo viaggio sarà lungo, o addirittura non prevedi una data di rientro, allora potrai premunirti solo di quei documenti strettamente necessari alla partenza, e ottenere quelli specifici per ogni paese che attraverserai in modo più graduale e flessibile, strada facendo.

È importante avere cura dei propri documenti poiché da essi dipende il buon proseguimento del tuo viaggio. Un documento sgualcito o rovinato dall’acqua o dall’umidità, e perciò poco leggibile anche se regolare, potrebbe equivalere a un documento non valido e generare sanzioni o ritardi nelle procedure in dogana (specie in tutti quei paesi più severi o in quelli più corrotti, dove i posti di blocco rappresentano l’occasione per spillare qualche dollaro ai viaggiatori).

Conserva i tuoi documenti in una busta impermeabile e resistente, da tenere sempre a portata di mano. Evita però di plastificare i documenti in modo permanente. Potrebbero non essere più accettati come validi. Meglio avvolgerli in una apposita bustina di plastica o in un involucro a tenuta stagna (document bag).

Prima della partenza (e ogni volta che ne richiederai uno nuovo) assicurati che su tutti i tuoi documenti ci sia l’esatta corrispondenza di ogni dato anagrafico riportato su ciascuno di essi. Ad esempio, controlla che i tuoi dati riportati sul passaporto siano identici a quelli riportati sulla patente, sui documenti di proprietà della tua moto e sui visti.

Conserva anche almeno una copia a colori delle pagine più importanti di tutti i tuoi documenti (fronte e retro della carta d’identità, le pagine del passaporto con i tuoi dati, la patente, etc). Meglio se riesci a includere tutte le copie relative a un documento in un unico foglio in formato A4. Salva poi una copia dei tuoi documenti anche in formato elettronico (semplicemente scansionandoli sul tuo computer e poi salvandoli nell’hard disk o in una memoria USB o su un account cloud).

Fai inoltre diverse fotocopie in bianco e nero (meglio se in pagine separate) di passaporto, libretto della moto e patente internazionale. Le copie di questi tre documenti ti saranno richiesti in molte dogane, e averle con te velocizzerà le tue procedure alla frontiera. Non dovrai perdere tempo a cercare un negozio o un ufficio in cui farle, magari a tre isolati di distanza dal posto di blocco, lasciando la moto incustodita e perdendo anche il tuo turno. Un escamotage di cui ho sentito parlare consiste nello “smarrire” i propri documenti prima del viaggio e partire con la doppia copia originale.

Libretto di circolazione

La Carta (o “Libretto”) di circolazione è un documento necessario alla circolazione. Non costituisce titolo di proprietà del veicolo ma assolve alla funzione di attestarne l’idoneità alla circolazione.

Viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile assieme alla targa del veicolo, sia nel caso di immatricolazione di veicolo nuovo, sia nel caso in cui, a causa dello smarrimento o del deterioramento della targa, si richieda il rinnovo di immatricolazione.

Ti consiglio vivamente di richiedere il rinnovo del libretto nel caso in cui tu abbia acquistato una vecchia moto, con un libretto altrettanto vecchio. Sui libretti più datati, infatti, lo spazio bianco tra i gruppi di lettere e numeri della targa è indicato con uno zero. Ad esempio, se la targa è VC 99766, il libretto riporta: VC099766 (vedi esempio nella foto sotto riportata). Questo “zero” può confondere i funzionari in dogana, poiché non vi è una precisa corrispondenza con la targa del veicolo. Io stesso ho vissuto sulla mia pelle questa situazione, e per tanti anni ho dovuto inventarmi la storia che «In Italia lo spazio vuoto non ha valore, e perciò lo indichiamo con uno zero.»

A volte gli ufficiali di polizia mi credevano, altre volte dovevo contrattare un po’ più a lungo.

Sul libretto va riportato anche il tagliando che indica le revisioni della moto, obbligatorie dopo il quarto anno di vita del veicolo, e da ripetere ogni due anni. La revisione è una pratica esclusivamente italiana, perciò all’estero non ti verranno mai richiesti accertamenti a riguardo. Il problema emergerà quando tornerai in Italia. Quindi, se durante il tuo viaggio scadranno i termini temporali per effettuare la successiva revisione al tuo mezzo, accertati di farla il prima possibile non appena rientrerai in Italia.

Se guiderai una moto intestata a un’altra persona, procurati almeno una lettera dal tono ufficiale firmata dal proprietario e redatta nella lingua del paese attraversato.

Bollo

Il bollo automobilistico è una tassa di circolazione prevista dalla legge italiana e il cui versamento è in favore della regione di residenza. All’estero non te ne chiederanno conto. Tuttavia, è bene pagarlo (per via telematica) anche se ti scadrà quando sarai in viaggio oltre i confini nazionali, onde evitare more o sanzioni al tuo rientro e per agevolare l’importazione della tua moto quando vorrai rispedirla in Italia.

Fino a qualche tempo fa, era possibile richiedere l’esportazione definitiva del proprio veicolo e non pagare il bollo. Questa pratica era richiesta da chi, ad esempio, era proprietario di moto sportive che guidava esclusivamente in pista. Infatti, i circuiti non rientrano tra le strade pubbliche, e perciò non vi era l’obbligo di pagare il bollo. Dal gennaio 2015 la legge è cambiata e prevede che l’esportazione definitiva sia possibile solo dimostrando l’effettiva esportazione della moto in un altro paese. Pertanto, quella che una volta era un’operazione conveniente, oggi non lo è più.

Certificato di proprietà

Come dice il nome, il Certificato di Proprietà attesta il proprietario effettivo del mezzo in circolazione. È rilasciato dal Pra, il Pubblico Registro Automobilistico, ovvero l’ufficio che contiene tutte le informazioni relative alle vicende giuridico patrimoniali dei veicoli soggetti ad iscrizione.

È un foglio complementare e all’estero non ha alcun valore, ma ti consiglio comunque di averlo con te perché in alcune occasioni potrebbe tornarti utile. Infatti è costituito da una carta filigranata che gli dà un tono di ufficialità. In Indonesia lo spacciai come “Carnet de Passage”, perché non l’avevo. Il funzionario che me lo aveva chiesto (e che probabilmente non sapeva nemmeno come era fatto) lo prese per buono, e mi fece passare.

Il Certificato di Proprietà viene annullato nel caso di esportazione definitiva della moto all’estero (perché la moto sarà re-immatricolata in un altro paese) o mediante la più comune “radiazione”, che non fa al caso tuo in quanto rappresenta un requisito per la demolizione di un veicolo.

Carnet de Passage au duane

Il Carnet de Passage è il documento doganale internazionale, obbligatorio in molti paesi del mondo, che permette l’importazione temporanea in franchigia doganale di veicoli privati e commerciali.

Il Carnet de Passage è redatto in lingua inglese e francese e appare come un blocco in formato A4 di 25 fogli, ciascuno dei quali è formato da tre parti: una ricevuta d’entrata, una ricevuta d’uscita (entrambi staccabili e da consegnare quando si entra e si esce da uno dei paesi che lo richiede) e da una matrice che, invece, non è separabile dal libretto. Su ogni ricevuta sono trascritti i dati del veicolo, i dati completi del titolare del carnet, il nome dell’associazione che lo emette e la data di scadenza del documento.

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Quando entrerai in un paese, oltre a staccare dal blocco la ricevuta d’ingresso, i funzionari timbreranno la matrice dello stesso foglio. Verifica personalmente che il timbro venga realmente posto (potrebbe capitare che un doganiere distratto o alle prime armi se ne dimentichi), poiché esso ti sarà richiesto al momento dell’uscita da quello stesso paese.

Come già detto, non tutti i paesi richiedono il Carnet de Passage. Ma in quelli che lo richiedono, accertati di consegnare il documento entrando in frontiera. Altrimenti potresti avere problemi in uscita.

Il Carnet de Passage va richiesto all’Aci della tua provincia. Ha un costo di qualche centinaio di euro per il rilascio, al quale si aggiunge il costo della fideiussione bancaria che equivale a due volte il valore della moto (se ha meno di 10 anni, altrimenti è richiesta una fideiussione del triplo del suo valore). La stessa Aci calcolerà il valore attuale della tua moto avvalendosi di determinate tabelle. Come potrai intuire, il costo sarà molto alto, poiché anche nel caso in cui la tua moto valga solo 1.000 euro, ti verrà richiesta una fideiussione di 3.000 euro.

Lo scopo del Carnet de Passage è quello di disincentivare la compravendita di moto all’estero. Infatti, qualora il tuo veicolo entrasse in un paese ma non ne venisse registrata l’uscita, la tua fideiussione sarà trattenuta.

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Il Carnet vale un anno dalla data di emissione. Se ti scadrà durante il viaggio, dovrai rinnovarlo al costo delle sole spese di rilascio (in quanto la fideiussione sarà sempre rimasta “bloccata”). Ti consiglio di annotare tra i recapiti utili che porterai con te in viaggio anche quello del referente dell’Aci che ti ha seguito nelle pratiche per il Carnet de Passage, per poterti mettere in contatto con lui in caso di bisogno.

Girano voci molto ambigue su questo documento e sull’effettiva necessità di presentarlo per l’ingresso in molti paesi. Ho scoperto sulla mia pelle come molti dei paesi in cui sembrava richiesto in realtà non lo richiedessero affatto (tutto il Sud America, Centro America e Nord America, e gran parte dell’Asia). Invece ho detestato il fatto di non averlo già con me quando mi trovavo in procinto di entrare nei paesi in cui era obbligatorio. Questo ha comportato notevoli disagi, costi e ritardi che, alla fine, una buona preparazione dall’Italia avrebbe sicuramente evitato. Il mio viaggio-avventura giocava molto sull’improvvisazione, ma ora che scrivo questo manuale credo che certe grane si possano evitare facilmente e per questo spero potrai evitarle anche tu.

Un esempio. Nel 2007 l’Australia mi fece entrare anche se privo di Carnet de Passage a fronte di un impegnativo dazio doganale d’entrata, ma oggi le porte sono chiuse a tutti quei viaggiatori internazionali sprovvisti di carnet. Come l’Australia, anche il Giappone, l’Indonesia e la Nuova Zelanda. Tieni presente che ogni anno le informazioni in merito a questo documento e ai paesi che lo richiedono cambieranno. Aggiornati quindi per tempo.

Alcuni esempi di tasse di importazione che ho pagato perchè privo di Carnet de Passage nei seguenti paesi

 

  • 340 euro in Giappone nel 2005
  • 200 euro in Tailandia nel 2006
  • 615 euro in Australia nel 2007

Se, tornando in patria, ti accorgessi di avere un timbro mancante, non disperare: ti basterà sottoporre la moto a un controllo doganale nel quale verrà accertato che il numero di telaio corrisponde a quello del Carnet.

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Carta verde e assicurazione rc internazionale

Conosciuta anche come Carta Internazionale di Assicurazione dei veicoli a motore, la Carta Verde è un documento assicurativo rilasciato da tutte le compagnie di assicurazioni nel momento in cui si sottoscrive la propria polizza e riporta l’elenco dei paesi esteri nei quali quello stesso veicolo viene considerato assicurato. I paesi sono quelli che hanno sottoscritto uno specifico accordo e corrispondono più o meno ai paesi europei e ad alcuni dei paesi limitrofi, come ad esempio Algeria, Svizzera, Bielorussia, Ucraina, e Cipro.

Se viaggerai solo in Europa, verifica sulla tua carta verde se la tua copertura assicurativa comprenderà tutti i paesi che saranno meta del tuo viaggio. Altrimenti, se la tua avventura proseguirà oltre, informati sull’esigenza di avere o meno un’altra assicurazione.

Ci sono infatti paesi come l’India dove non è previsto l’obbligo di una copertura assicurativa, e in caso di incidente bisogna assumersi le proprie responsabilità (a meno che non si abbia deciso di ricorrere comunque a un’assicurazione RC internazionale). Oppure ci sono paesi che prevedono un’assicurazione speciale da ottenere all’ingresso in dogana, previo pagamento. È il caso di alcuni paesi quali Russia, Corea del Sud, Nicaragua, Costa Rica, Honduras, Mexico e Belize.

Partireper.it offre una convenzione per assicurare la propria moto, il pilota, il passeggero e gli accessori in quei paesi non coperti dalla RC italiana e che non forniscono una copertura assicurativa locale. Per info: [www.partireper.it/assicurazione-rc-moto-internazionale]

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Importazione temporanea della moto e permessi locali

Entrando in alcuni paesi, il doganiere compila un documento di permesso di importazione temporanea del veicolo. Tale permesso dovrà essere esibito a tutti i controlli di polizia che si potranno incontrare sulla strada. I permessi locali sono generalmente scritti a mano, spesso di fretta. Verifica quindi che il doganiere abbia trascritto correttamente i tuoi dati e quelli della tua moto.

Per velocizzare le procedure doganali, ti consiglio di creare un piccolo foglio con l’elenco di tutte le voci standard che compaiono nei tuoi documenti, riportando poi a fronte di ogni voce la sua relativa traduzione, nelle lingue più parlate nel mondo (inglese, spagnolo, francese, tedesco, russo, portoghese, arabo, cinese) o in quelle dei paesi che attraverserai.

Questo specchietto aiuterà il doganiere di turno, che non parla la tua lingua, ad avere più chiari e comprensibili i tuoi documenti.
Ecco le voci più importanti che potresti inserire: nome, cognome, data di nascita, luogo di residenza, numero di passaporto, marca e modello della moto, anno di immatricolazione, targa, numero del telaio, numero del motore e colore della moto.

I permessi di importazione vengono annullati quando si esce dal paese. È sempre bene, però, conservarli per tutto il viaggio, per avere uno “storico” del percorso effettuato dalla moto. In El Salvador, infatti, il doganiere di turno non volle farmi entrare finché non verificò tutto l’itinerario compiuto dalla mia moto fino a quel momento.

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Nel Manuale del Motoviaggiatore potrai trovare anche le indicazioni esatte su dove/come e quanto richiedere e rinnovare i documenti in Italia o in viaggio, se la tua avventura ti manterrà fuori dal paese per diversi mesi.
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Post source : Manuale del Motoviaggiatore

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