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Documenti necessari al Motoviaggiatore
Photo Credit To Gionata Nencini 2008

Documenti necessari al Motoviaggiatore

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I documenti sono il lasciapassare di ogni viaggiatore: gli garantiscono l’ingresso, l’uscita e il transito in ogni paese visitato, nonché il permesso di trasportare il proprio veicolo.

Probabilmente non tutti i documenti che elencheremo di seguito saranno necessari per il viaggio che stai preparando. Informati con anticipo per capire quelli richiesti dai paesi che includerai nel tuo itinerario. Se il tuo viaggio sarà di breve durata, e con una data di ritorno prestabilita, allora meglio procurarti prima tutti i documenti, onde evitare di perdere tempo prezioso in soste nei vari uffici competenti. Se invece il tuo viaggio sarà lungo, o addirittura non prevedi una data di rientro, allora potrai premunirti solo di quei documenti strettamente necessari alla partenza, e ottenere quelli specifici per ogni paese che attraverserai in modo più graduale e flessibile, strada facendo.

È importante avere cura dei propri documenti poiché da essi dipende il buon proseguimento del tuo viaggio. Un documento sgualcito o rovinato dall’acqua o dall’umidità, e perciò poco leggibile anche se regolare, potrebbe equivalere a un documento non valido e generare sanzioni o ritardi nelle procedure in dogana (specie in tutti quei paesi più severi o in quelli più corrotti, dove i posti di blocco rappresentano l’occasione per spillare qualche dollaro ai viaggiatori).

Conserva i tuoi documenti in una busta impermeabile e resistente, da tenere sempre a portata di mano. Evita però di plastificare i documenti in modo permanente. Potrebbero non essere più accettati come validi. Meglio avvolgerli in una apposita bustina di plastica o in un involucro a tenuta stagna (document bag).

Prima della partenza (e ogni volta che ne richiederai uno nuovo) assicurati che su tutti i tuoi documenti ci sia l’esatta corrispondenza di ogni dato anagrafico riportato su ciascuno di essi. Ad esempio, controlla che i tuoi dati riportati sul passaporto siano identici a quelli riportati sulla patente, sui documenti di proprietà della tua moto e sui visti.

Conserva anche almeno una copia a colori delle pagine più importanti di tutti i tuoi documenti (fronte e retro della carta d’identità, le pagine del passaporto con i tuoi dati, la patente, etc). Meglio se riesci a includere tutte le copie relative a un documento in un unico foglio in formato A4. Salva poi una copia dei tuoi documenti anche in formato elettronico (semplicemente scansionandoli sul tuo computer e poi salvandoli nell’hard disk o in una memoria USB o su un account cloud).

Fai inoltre diverse fotocopie in bianco e nero (meglio se in pagine separate) di passaporto, libretto della moto e patente internazionale. Le copie di questi tre documenti ti saranno richiesti in molte dogane, e averle con te velocizzerà le tue procedure alla frontiera. Non dovrai perdere tempo a cercare un negozio o un ufficio in cui farle, magari a tre isolati di distanza dal posto di blocco, lasciando la moto incustodita e perdendo anche il tuo turno. Un escamotage di cui ho sentito parlare consiste nello “smarrire” i propri documenti prima del viaggio e partire con la doppia copia originale.

Passaporto

È il più importante dei documenti per identificare il viaggiatore. Se sei cittadino europeo, senza passaporto puoi circolare solo nei paesi della Comunità Europea. In Italia il passaporto si richiede agli uffici della Questura o, in alcuni comuni, alle Poste. Il costo attuale del libretto è di 42,50 euro, a cui si aggiunge il contributo amministrativo di 73,50 euro. All’estero è rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche e consolari e il costo può variare. Per richiederlo è necessario presentare due fototessere a colori. Solitamente viene rilasciato entro una decina di giorni.

Dal 20 maggio 2010 è in vigore il passaporto elettronico, che si adegua agli standard USA e che permette – ai cittadini italiani – l’ingresso negli Stati Uniti senza l’obbligo di visto, per un soggiorno della durata di massimo 90 giorni. In caso di figli a carico, il passaporto viene rilasciato previa autorizzazione dell’altro coniuge. Il passaporto ha validità di dieci anni, ma può scadere anche prima di questo lasso di tempo, nel caso in cui si esauriscano tutte le pagine disponibili per i timbri d’ingresso in ogni paese.

È un diritto del viaggiatore richiedere il timbro in una determinata posizione sulle pagine del proprio documento. Infatti, nella fretta, il doganiere potrebbe timbrare il tuo passaporto al centro di una pagina, occupando lo spazio che sarebbe potuto servire per quattro timbri (ogni timbro infatti, è grande circa un quarto di pagina).

Visti

Il visto è un permesso doganale che un paese concede a uno straniero perché possa entrare nel suo territorio. La facilità con cui ottenerli e il relativo costo dipendono dalle relazioni bilaterali, economiche e politiche, esistenti tra il paese da attraversare e il paese emittente del passaporto con cui si entra.

L’Italia gode di ottime relazioni diplomatiche con 144 paesi del mondo, e perciò per gli italiani ottenere visti può essere più facile che per i cittadini di altri paesi (per uno statunitense, ad esempio, l’ingresso in alcuni paesi é consentito previo il pagamento di un dazio, mentre per noi è gratis).

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I visti possono essere richiesti e ottenuti in vari modi.

  • L’ambasciata o il consolato del paese da attraversare presente in Italia. Ad esempio, se si intende richiedere un visto per la Russia, bisognerà rivolgersi all’ambasciata russa, che si trova a Roma. Per questo il costo del visto comporterà anche la spesa per il viaggio a Roma, se si vive in una città diversa.
  • Un’agenzia di visti italiana. Il costo sarà maggiore (per via delle commissioni), ma la procedura è semplificata e ti farà risparmiare il tempo di un eventuale viaggio presso gli uffici del consolato. Inoltre puoi inviare il tuo passaporto via corriere all’agenzia e, teoricamente, aspettare che ti venga recapitato a casa con il visto al suo interno.
  • L’ambasciata o il consolato del paese da attraversare presente nel paese prima di esso. Ad esempio, quando dovetti richiedere il visto per la Russia, mi rivolsi all’ambasciata russa presente in Georgia (arrivavo dalla Turchia). Per i viaggi molto lunghi (oltre i 3 mesi) e senza data di ritorno, questa è la soluzione migliore. Io ho ottenuto i miei visti sempre così in Russia, Cina, Vietnam, Laos, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America.
  • PARTIREper. C’è un modulo di richiesta diretta per i visti che vengono emessi da un’agenzia italiana sensibile al motoviaggiatore intercontinentale (consulta: [www.partireper.it/visti]).

Quando è possibile, ottenere un visto “on the road” comporta alcuni vantaggi. Primo tra tutti, si risparmia, poiché spesso il costo espresso in valuta locale sarà inferiore a quello che si pagherebbe in Italia. In secondo luogo, i tempi di attesa saranno minori, poiché si presuppone che tra paesi confinanti ci saranno rapporti diplomatici più intensi e quotidiani. Inoltre, potrai indicare con più precisione la tua data di ingresso in quel paese (requisito fondamentale per la richiesta di un visto), godendo quindi di tutti i giorni disponibili per visitare il paese in questione. Al contrario, se, ad esempio, dovessi richiedere il visto per la Cina quando ancora ti trovassi in Italia, dovresti essere molto bravo a calcolare il tempo di percorrenza che, via terra, impiegherai per raggiungere la frontiera cinese. Ma siccome gli imprevisti sulla strada sono all’ordine del giorno, potrai solo fare calcoli approssimativi. Cosa sarebbe se un imprevisto (anche piacevole, quale l’incontro di una bella ragazza!) rallentasse la tua marcia? Non essere legati a tabelle di marcia troppo vincolanti è certamente la soluzione più auspicabile.

Detto questo, esistono diverse tipologie di visto.

  • Visto turistico. Permette una permanenza della durata di 30, 60 o 90 giorni (a seconda del paese) dalla data di ingresso. Se si esce prima, il visto si annulla. Se si esce più tardi, alcuni paesi potrebbero non applicare alcuna sanzione, altri potrebbero invece essere più intransigenti e fare pagare un dazio aggiuntivo o addirittura complicare l’uscita della moto per ritorsione.
  • Visto di transito. È un visto con durata molto breve (di solito dai 3 ai 7 giorni), e concede il periodo strettamente necessario ad attraversare il paese che lo rilascia. È un visto “rischioso”, poiché non ammette imprevisti o ritardi sulla tabella di marcia.
  • Visto multiplo. È un visto turistico che prevede un doppio ingresso e una doppia uscita. È utile, ad esempio, se si deve attraversare un paese sia all’andata sia al ritorno del proprio itinerario.
  • Visto di lavoro. È richiesto da chi si reca in un paese esclusivamente per motivi di business, e per ottenerlo è necessario presentare la richiesta da parte dell’azienda, della ditta o della compagnia per la quale si lavora o con la quale si è in affari. In alcuni casi, per permettere traversate lunghe anche 12 mesi (come nel caso della Russia), le agenzie di visti molto sensibili ai viaggiatori in moto e in bici ottengono per il richiedente dei visti di lavoro della durata di un anno.
  • Visto Working Holiday. È un’alternativa proposta da alcuni paesi quali: Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Canada, Giappone e alcuni altri. È rivolto ai giovani under 30 (under 35 per il Canada) che conoscono la lingua inglese e permette loro di vivere per un anno all’estero (sei mesi nel caso del Canada), purché nel frattempo svolgano un lavoro. È poi possibile rinnovare il visto per un secondo anno (o semestre, nel caso del Canada) se non si ha mai lavorato per lo stesso datore di lavoro per un periodo superiore ai tre mesi (questa misura è adottata per disincentivare l’immigrazione; il visto rimane infatti un permesso temporaneo, seppur esteso).
    Si richiede online, attraverso i siti di agenzie di viaggio italiane o straniere o direttamente attraverso i siti governativi (dove costa meno), oppure anche dal sito di Partireper.it [www.partireper.it/working-holiday-visa], che ospita il modulo di un’agenzia esperta in questo tipo di visti.
    Il vantaggio del Working Holiday Visa è che si ha un anno di tempo dal momento in cui lo si ottiene per “convalidarlo”. Potresti quindi richiederlo a gennaio e decidere di recarti in Australia a luglio. Il tuo soggiorno comincerà da allora e scadrà esattamente un anno dopo. Ricorda che l’ottenimento di un visto non ti garantisce necessariamente l’ingresso nel paese per cui è richiesto.

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Vaccini

Alcuni paesi impongono l’obbligo di vaccinarsi contro determinate malattie epidemiche che sono particolarmente diffuse nelle loro regioni, oppure impongono la vaccinazione a quei soggetti provenienti da paesi dove una determinata malattia è particolarmente diffusa. I vaccini sono spesso richiesti nei paesi africani.
Ci sono poi molti altri paesi che, pur convivendo con malattie infettive, lasciano che sia il viaggiatore, a sua discrezione, a scegliere se vaccinarsi o meno. Ad esempio, funziona così nel Sud Est Asiatico, dove la malaria è molto diffusa ma il vaccino anti-malaria non è obbligatorio. Per info: [www.partireper.it/vaccinazioni]

Patente di guida e patente internazionale

La patente di guida italiana si può ottenere facendo domanda direttamente in Motorizzazione (costa circa 700-800 euro) oppure avvalendosi di una scuola guida, che si preoccuperà degli aspetti burocratici al nostro posto. Nel secondo caso, il costo può superare i 1.000 euro, ed è comprensivo anche delle lezioni teoriche e delle guide pratiche su strada con un istruttore.

La patente italiana vale anche come documento di identità ed è riconosciuta pure all’estero. In Australia, ad esempio, mi permise di accreditarmi per aprire un conto corrente bancario.

La patente italiana è riconosciuta nella maggior parte dei paesi, Stati Uniti compresi. Tuttavia, oltre alla patente italiana, a volte viene richiesta l’esibizione della patente di guida internazionale, che consiste nella traduzione ufficiale della propria patente nazionale nelle lingue più diffuse del mondo. Sono pochissimi i paesi che non riconoscono la patente di guida internazionale (Cina, Brasile, Iraq, Burundi e Nigeria) e per i quali è necessario conseguire una specifica patente di guida. La patente di guida internazionale viene rilasciata dall’Aci o dalla Motorizzazione Civile, costa 41 euro (due versamenti da 9 e 16 euro, più una marca da bollo da 16 euro) ed è valida per tre anni. È un documento indispensabile, anche se non tutti i paesi la richiedono.

Carte di credito e contanti

Qualunque sia la quantità di soldi che porterai con te, evita di predisporla tutta in contanti, ma considera di dividerla tra banconote e carte, perché in alcune occasioni ti serviranno le prime e in altre le seconde. Inoltre, portare ingenti quantitativi di denaro liquido è sconsigliato poiché esso è più soggetto ai furti, mentre le carte sono meno accessibili e si possono nascondere più facilmente. Considera poi di portare con te più di una carta (scegliendo tra carte di credito, bancomat, o carte di debito prepagate), poiché la loro banda magnetica talora può smagnetizzarsi e rendere la carta inutilizzabile. Avere con te una seconda carta ti salverà (come ha salvato me in Russia, Corea del Sud, Argentina e Cile varie volte).

Quando partii per la mia avventura, mi ero organizzato in modo tale da prelevare il massimo giornaliero in valuta locale e farlo bastare più giorni possibili, se non addirittura per tutta la permanenza nel paese. Mi ero dotato di tre carte di debito prepagate, le famose PostePay, emesse dalle Poste Italiane. Una carta l’avevo caricata con 2.000 euro (che corrispondeva anche all’importo massimo ricaricabile sulla PostePay, fino a qualche anno fa); le altre due invece erano vuote, e mi sarebbero servite in caso di danneggiamento della prima o per fare più di un prelievo al giorno, in caso di bisogno.

Oggi esistono diverse tipologie di carte con plafond più alti e con limiti di prelievo giornaliero maggiori, che ti consentiranno di sopperire con più facilità a qualsiasi emergenza. Un altro consiglio è quello di avere delle carte che fungono anche da carte di credito appoggiandosi a un conto corrente. La nuova PostePay Evolution o la carta prepagata emessa da PayPal funzionano in questo modo, permettendoti di avere un plafond molto più alto.

Valuta bene i costi di gestione della tua carta, e soprattutto scegline una che preveda dei costi di commissione contenuti per il prelievo dagli ATM all’estero. Infatti, tra gli utilizzi più pratici delle carte c’è quello di prelevare agli sportelli automatici già in valuta locale. Per l’operazione, la mia PostePay prevedeva 5 euro di commissioni, una cifra sicuramente minore a quella che avrebbe richiesto una banca per il servizio di cambiavaluta.

Per evitare che la carta si smagnetizzi, evita di tenerla vicino a fonti elettromagnetiche, come il cellulare, o vicino ai metalli, come le monete. Per ottenere la sostituzione di una carta smagnetizzata sono necessarie anche 3 o 4 settimane, e se sarai in viaggio, molto probabilmente non potrai permetterti una sosta tanto lunga, senza contare che dovrai trovare un delegato di fiducia in Italia disposto a richiedere una nuova carta per te e poi spedirtela. In alcuni paesi “americanofobi” (Venezuela, Bolivia) la carta American Express potrebbe essere discriminata.

Nel Manuale del Motoviaggiatore potrai trovare anche le indicazioni esatte su dove/come e quanto richiedere e rinnovare i documenti in Italia o in viaggio, se la tua avventura ti manterrà fuori dal paese per diversi mesi.
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Post source : Manuale del Motoviaggiatore

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