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Boicottando il consumismo in nome dell’amicizia

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Non è per essere polemico o per fare incazzare la gente, che scrivo quello che scrivo.

Lo scopo di un sito personale è quello di mandare un messaggio la fuori che parli un po’ più di me e che faccia riflettere anche voi.

Per cui se quello che penso non vi piace, non sprecate tempo accanendovi contro chi predica e razzola diversamente da voi, per giustificare il vostro senso di colpa.

Andate a fare quello che siete e a dire quello che fate nel blog di qualcun’altro.

 

 

Ho preso casa e da che mondo è mondo, quando la casa è vuota, devi arredarla.

Letto, pentole, posate, piatti, bicchieri, asse da stiro sono solo 5 di 5000 cose che potresti comprare per riempire gli spazi vuoti della tua abitazione.

Io ho pensato alcuni giorni a come far fronte al problema: non ho niente in casa e sono arrivato a questa conclusione:

cosa mi serve davvero?

Ho pensato che almeno il letto ce lo dovevo avere e così ne ho comprato uno usato e malandato, ma dormirci ci dormo e la sua funzione di farmi dormire e copulare la soddisfa.

Allora perché preoccuparmi di comprare un letto nuovo di zecca che mi costa 10 volte di più?

Prima di partire dall’Italia, ero più giovane, più viziato ed anche più rincoglionito.

Accumulavo un sacco di cose che non usavo più e quando mi annoiavo ne compravo altre che poi facevano la stessa fine.

Ho quindi rigirato il concetto e cercato fra gli amici qui in Cile, i possessori di quella stessa paccottaglia.

E sono stati in diversi a dirmi:

Si, i piatti te li presto io. Ho un set che mi avanza che mi anno regalato ed io non lo uso.

Certo, ho un bollitore vecchio e malandato, che funziona ancora però l’abbiamo cambiato per uno nuovo e più carino.

A 7 giorni dal mio trasloco e con qualche passa parola su FB, ho liberato spazio nelle case polverose dei miei amici per riempire gratuitamente casa mia del minimo indispensabile:

  • letto
  • fodere e coperte
  • asse da stiro
  • ferro da stiro
  • set di coltelli
  • set di piatti
  • set di bicchieri
  • tende
  • tenda per la doccia
  • secchio e scopa per pulire
  • frigo bar
  • tappetini
  • tazza per il caffè
  • bollitore
  • cuscini

E presto arriveranno altre cosette.

L’importante, secondo me, per boicottare il consumismo è:

  • equipaggiarsi delle cose per la funzione che svolgono, non per il valore che hanno (inutile comprare un set di bicchieri da 60 euro che sono belli e colorati o un paio di jeans da 200 euro, se in un set di bicchieri creati con i fondi lavati di barattoli nutella, puoi berci lo stesso ed il sapore di quello che ci metti è lo stesso o se un paio di jeans usati non di marca, ti rivestono e ti proteggono dal freddo allo stesso modo)
  • pensare in base al tempo che ti è richiesto per comprare tutta quella roba (perché a dire che un ferro da stiro costa solo 30 euro è un conto, ma pensare che se lavori per 7 euro l’ora, butti via  4 ore per comprarti un fottuto ferro da stiro, allora forse vuoi spendere un po meno e comprarne uno che funziona lo stesso anche se è ossidato ed ha un look anni 70).

 

A boicottare il consumismo, oltre a rivendicare il tuo diritto a non assecondare chi vende a scapito di chi compra, puoi mettere da parte dei soldi che puoi spendere in altro modo:

  • per la tua salute
  • per la tua cultura
  • per i tuoi investimenti
  • per i tuoi viaggi
  • per me (;-P)
  • per chi ne ha bisogno

Insomma, a conti fatti torna tutto, ma poi in pratica, si sa, è tutta un’altra storia.

Per chi non ci fosse ancora arrivato, questo è anche uno dei trucchi principali grazie al quale posso rispondere alla domanda:

Gionata, ma come hai fatto a viaggiare con così pochi soldi?

Eh, come ho fatto? Viaggio con le stesse mutande da 5 anni. Ecco come ho fatto.

;-P

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9 Comments

  1. Banty

    “” Gionata, ma come hai fatto a viaggiare con così pochi soldi?

    Eh, come ho fatto? Viaggio con le stesse mutande da 5 anni. Ecco come ho fatto.
    “”

    per il tour le cambierai vero ? altrimenti la tenda la monti a 25metri dalle altre !

  2. david

    spesso quando ci troviamo di fronte ad un acquisto basterebbe chiedersi:”è veramente NECESSARIO questo?”.
    Io stessa da quando ho traslocato 4 mesi fa mi sono reso conto che la maggior parte delle cose le ho lasciate dai miei perchè inutili o doppie ( a volte triple).
    Ora con la metà della metà delle cose vivo benissimo, anzi ho più aria.

  3. Dino

    purtproppo il problema e anche piu grande…mi spiego, se fosse solo “cambio il servizio di piatti” oppure mi compro un materasso nuovo anzichè usato (per rimanere in tema)sarebbe un consumismo ancora soft, ma conosco gente che ha auto con pochi anni di vita e ancora seminuove che le vende per farsene di piu grandi, oppure cambia mobili in casa ancora nuovi di pacca con altri di piu lussuosi… e di questi esempi ne potri fare a migliaia.
    Il problema che molta gente vive per apparire e l’auto e uno statusimbol come altre cose.
    io so solo che ho una xt660 comprata di seconda mano con cui ci lavoro, ci vado in giro e mi ci diverto e conosco gente con moto del valore di 10/12.000 euro che parla sempre di cambiare la moto!
    Io questa gente non la capiro mai. sarà che per me la moto(rimanendo in tema) è un “mezzo” nel senso stretto della parola per muovermi e non un ogetto del desiderio fine a se stesso da parcheggiare e ammirare, bah! saro strano io…

  4. Francesco

    Leggete il libro “Adesso Basta” di Simone Perrotti e poi capirete in che mondo viviamo!! Cmq anch’io parto in moto per star fuori un bel pò….mi son stufato di tutto!! Ciao

  5. Ernesto

    l’ho sentito a Radio24 Simone Perrotti.. voglio trovarlo anch’io quel libro!!

    cmq condivido ogni singola parola.

    Magari un caso a parte il letto che personalmente lo considero nella categoria degli investimenti per la mia salute.
    Un buon materasso per dormire ci vuole sennò ci si rovina il sonno e la schiena.

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