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Sono un Viaggiatore, non un motociclista…

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Questa foto risale al 2004, durante i mesi di preparazione di questo viaggio.

Sei signor nessuno – diceva mio padre. Non aspettarti troppo interesse dagli altri solo perché dici di voler fare il giro del mondo…

Aveva ragione lui.

Disse allora che forse scrivere a qualche rivista motociclistica sarebbe stata l’unica possibilità.

Ma non sono un motociclista – contestai. Sono un Viaggiatore!

Benissimo – sottolineò. Forse é proprio per questo che susciterai in loro curiosità.

 

Mandai un messaggio a molti dei moto magazine italiani, scrivendo che la filosofia del mio viaggio era la scoperta umana, personale, culturale e che la moto era un mezzo di trasporto.

Che era l’anima che guida la macchina e non il contrario.

Non mi rispose nessuno.

Poi sono partito.

 

 

 

 

 

Sono passati 4 anni da allora.

Ho deciso di scrivere questo post oggi, dopo aver cambiato l’olio motore alla mia moto.

Con me c’é Davide, uno degli amici italiani che ho conosciuto in Buenos Aires.

Mi osserva mentre svito il tappo della coppa dell’olio…

 

Ma l’olio lo cambi a moto dritta o su cavalletto laterale? – mi chiede, ricordandosi che sulla sua Honda Falcon, la procedura da seguire é completamente diversa da quella in cui mi cimento.

Esito…

Su cavalletto laterale, credo. Almeno…così ho sempre fatto. Credo lo dica anche il manuale Honda e comunque Max di Motato, 4 anni fa mi ha istruito sulla manutenzione della moto e deve avermi spiegato anche questo.

In realtà Max me lo ha spiegato correttamente, ma io ho dimenticato e fatto del ricordo una personale interpretazione da profano della moto.

Davide trova il manuale della mia moto per terra e me lo porge. Lo sfogliamo e a pagina 97 dice

CAMBIO OLIO

1. Con la motocicletta tenuta in posizione diritta, su un terreno a livello.

 

Lui ride, affettuosamente e mi chiede:

Ma quante volte l’hai cambiato l’olio?

2, credo 3 volte – gli rispondo.

In 4 anni e 150000 Km, hai cambiato l’olio solo 2 volte?!?!?!? – esclama.

Le altre volte l’ho fatto fare ai meccanici – gli spiego.

Ed i rabbocchi moto li hai sempre fatti con la moto su cavalletto laterale?

Gli dico di si, e gli mostro questo:

 

Questo é uno dei mille rabbocchi olio che OGNI MATTINA faccio alla moto prima di mettermi in viaggio.

 

Era il Tour di Oceania. Sono in Australia del West ed ho appena finito di smontare la tenda.

Guarda come spingo la moto per tenerla piegata! Sembra quasi io sappia cosa stia facendo… – commento facendo notare a Davide le mie negligenze motociclistiche.

Ride lui.

Rido io.

 

 

 

 

 

Sono passati 4 anni dalla mia partenza. Le mie prime collaborazione con Euro Moto, Mototurismo, Moto Corse, Honda Magazine ed In Moto (tutti moto magazine specializzati) risalgono al 2007, dopo 3 anni dalla mia partenza.

Non sei nessuno – diceva mio padre.

Immagino che dopo anni di viaggio con la più totale inesperienza motociclistica e meccanica, sia normale chiedersi

Ma dove sta il trucco?

Nessun trucco.

Semplicemente parlando, non é che una questione mentale. E dal di dentro, credetemi, guidare una moto a giro per il mondo, non é che un mero auto intrattenimento.

E’ facile da qui, mandare a casa un’immagine di sé che corrisponda a CIO’ CHE VOGLIAMO GLI ALTRI PENSINO DI NOI.

Se non fosse per l’arricchimento umano, culturale e etico che può derivare da un vero viaggio, sarei contento di suggerire a tutti quanti voi di non partire mai e di investire il vostro tempo in qualcosa di meno banale.

Ma un viaggio così, con questi tempi, diventa uno stile di vita ed una scelta di vita proprio quando non si viaggia IN FUNZIONE del proprio mezzo.

O in FUNZIONE del proprio tempo.

O in FUNZIONE del vantaggio che se ne trarrà una volta tornati a casa.

 

 

Viaggiare in FUNZIONE forse delle domande che ci anelano e delle risposte che la strada suggerirà, risulta un’esperienza assai meno superficiale.

Il viaggio é come un innamoramento. Quando ami, non dichiari che sarai innamorato per 10 mesi. Semplicemente farai di tutto per vivere quel sentimento in eterno.

 

 

 

Ed il limite mentale che ha spinto me ad esitare e spinge molti di voi a fare altrettanto, é l’insicurezza di fallire lì dove non si ha voce in materia.

Lì dove non si destreggia il MEZZO.

Lì dove non si definisce il TEMPO.

Lì dove non si garantisce un RITORNO di immagine od un beneficio.

Ma la domanda adesso ve la faccio io?

 

 

 

Se non viaggiate per voi stessi, per valorizzare le vostre soddisfazioni conoscitive e fare di esse il motivo di una scoperta interiore ed esteriore, per quale altro motivo dovreste viaggiare mai?

Per fotografare una bicicletta motorizzata davanti ad un pinguino?

 

Se non é per il vostro beneficio morale, etico e percettivo del mondo, per quale altro motivo dovreste esporvi al mondo?

 

 

 

E chi l’ha detto che un Giro del Mondo in Moto sia un privilegio che spetta solo a chi é motociclista?

Cosa fa della MOTO, il fulcro attorno al quale ruota tutto un viaggio?

 

 

 

Siete forse voi incapaci di gioire e godere di una pietanza egregiamente cucinata, solo perché non sapete cucinare come un grande chef?

Siete forse voi incapaci di commuovervi e vibrare al suono di una canzone, perché incapaci di suonare uno strumento o di cantare?

Siete forse voi incapaci di apprezzare un quadro, solo perché ignorate la pittura?

Siete forse voi incapaci di farvi catturare dall’intensità di una foto, solo perché non sapete fotografare?

 

 

 

Dedico questo post al mio editore U.P. che mi ha accolto fra i collaboratori di In Moto pubblicando al mio articolo di esordio la mia seguente introduzione:

La passione per le moto, dicono, ce l’hai nel sangue.

Io l’ho ereditata da mio padre quando all’età di 6 anni, lo seguivo sulla sua Honda Dominator lungo le colline toscane.

Ad occhi chiusi stretto alla sua giacca, ricordo il peso della mia testa che oscillava a destra e sinistra lungo i tornanti. I rumori del traffico e degli animali di campagna. Il rombo del motore farsi più acuto e poi grave.

Ed é così che ho imparato ad amare le moto. Non per quello che realmente sono. Ma per ciò che sono in grado di suscitare in me.

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27 Comments

  1. livio

    Ciao, complimenti per la scelta di vita che non riesco (ancora) a fare…sto cercando il modo di mollare tutto (azienda, famiglia, ecc) per fare esattamente quello che fai tu: girare il mondo in moto, conoscere gente e culture diverse, e magari portare il mio aiuto dove serve, per quel che posso fare…ma non so da dove cominciare…a quasi 40 anni non mi va di trovarmi a vivere di espedienti, bisognerebbe almeno trovare il modo di pareggiare con le spese, ma ormai giri del mondo in moto li hanno fatti in molti, perchè qualcuno dovrebbe sponsorizzare me che faccio l’ennesimo?
    Continua così
    Livio

  2. Ture

    Complimenti ancora per questa pagina, e posso dire che la penso come te.
    Comunque mi presento, sono Salvatore e sono un ragazzo di 23 anni.
    Io da quando mi son fatto il primo viaggio in moto fin in portogallo, dove sono partito dopo nemmeno 24 ore dall’esame della patente, e con una moto dell’82 (honda cb400n) ferma da 3 4 anni(naturalmente gli ho fatto un tagliando), da li posso dire che la mia vita è cambiata, la sensazione di viaggiare in sella della proprio moto, conoscere gente, culture, storia di altri paesi è un cosa meravigliosa. Di viaggi culturali e di volontariato in giro per l’europa ne ho fatti ma sempre in gruppo(facevo scout), ma girare ed essere autonomi è la cosa piu bella, girare senza un perscorso una meta ben prestabilita, accamparsi dove si vuole, decidere giorno per giorno che fare e dove andare.
    Ormai son passati quasi tre anni da quel viaggio, e sento la neccessità di stare via altri mesi in sella della mia moto, a girare il mondo.
    Naturalmente quello che mi blocca sono i soldi e nient’altro, perchè lavoro a tempo determinato non lo si riesce a trovare quindi son sempre a far lavoretti per un paio di mesi, gente da mantenere non ne ho, ho solo da mantenermi le rate della mia moto nuova.
    Percaso riesci a darmi qualche dritta per poter realizzare un’altro viaggio?

    1. Gionata Nencini

      Ciao Salvatore e piacere di fare la tua conscenza.
      E’ bella sapere che sogni di viaggiare e conoscere il mondo in sella alla tua moto con lo stesso spirito di avventura.
      Ti dico subito che “lavorare a tempo determinato in viaggio” SI TROVA E COME.
      Ho creato delle linee guida per te e tutti gli altri interessati.
      Dagli un occhio!
      https://www.partireper.it/category/tutto/
      ed anche https://www.partireper.it/2008/07/29/lavori-svolti/

      Un abbraccio
      gionata

      1. Turekunda

        dopo un po di problemi al pc sono riuscito a leggere la tua risposta e i link che mi hai passato,
        volevo però dei consigli o pareri se riesci a darmeli,
        io sto cercando di organizzarmi per partire a maggio o giugno dell’anno prossimo per dove e quanto tempo non so, l’unico mio problema che mi ferma un po sarebbero le rate che devo pagare ogni mese(giustamente ho voluto la bicicletta? e mo pedalo), volevo sapere se per caso stando in giro facendo lavoretti cosi sartuari riesco in qualche modo poter riuscire a viaggiare e potermi pagare nel frattempo anche la moto, partendo gia con un gruzzoletto che accumolerò in questo periodo di lavoro.

          1. Turekunda

            e quella nuova la lascio ferma qui?
            nooo le cose sono fatte per essere usate, e poi l’ho presa a posta per viaggiare! e poi….comprarne una di terza mano? nooo piu tosto risistemo la mitica cb400n la prima moto di mio padre e la mia prima moto con cui ho viaggiato!

          2. Mino

            E porca zozza!!! Quando devo scrivere sul blog sbaglio sempre punto di inserimentooooooooo!!! 🙁

          3. Mino

            Niente… piccolo sfogo personale perchè ogni volta che voglio rispondere a qualcosa vado a premere “replica” sull’intervento sbagliato. Così si perde la continuità del discorso.

  3. Turekunda

    il 1200gs adventure del 2007….lo so che mo dirai, “ecco un’altro italiano con un gs, la mania di long way” :P, sinceramente ero indeciso tra un v-storm, l’ktm adventure e la mia, ma quando ci son salito e l’ho provata, basta me ne sono innamorato, poi in piu sono riuscito a trovarla a 5000km ad un ottimo prezzo, quindi ho fatto questo sacrificio, e ne sono soddisfatto!

  4. Mino

    “Il viaggio é come un innamoramento. Quando ami, non dichiari che sarai innamorato per 10 mesi. Semplicemente farai di tutto per vivere quel sentimento in eterno.”

    Come convive questa affermazione con il fatto che sul sito c’è un box con una barra di progresso per i km ed un conto alla rovescia della presunta fine del viaggio?

          1. Gionata Nencini

            Eccomi.
            Il discorso personale é che nutro un enorme rispetto per le persone attente e per i lettori dedicati come ti stai dimostrando.
            Non scrivo quello che scrivo per sentirmi dire bravo, ma per generare una reazione in chi legge.
            E mia piace un sacco chi si appassiona qualcosa o crede in qualcosa e nonstante tutto, lo mette in dubbio con domande.
            Quindi non smettere mai di esprimere le tue opinioni personali qui su Partireper.it ed in pubblico, perché mi sono molto di aiuto per trovare un motivo alle cose che faccioe dico.

            Questo si ricollega con il discorso “contraddittorio” che hai scovato fra questo post ed il widget di wordpress che dice fra quanto torno.

            E sono felice di spiegartelo.

            Il widget esiste da 5 mesi, prima ovviamente non si parlava di data di ritorno, di barra di progresso e di km percorsi.

            Credo che adesso serva più per fare un senso delle proporzione del mio viaggio a chi entra qui per la prima volta.

            Spesso, le persone che mi leggono, non sanno che sono via da 4 anni e che non sono ancora tornato.

            Quello é un reminder, se vogliamo.

            Ma la mia voglia al viaggio, prescinde da quella data.

            Già da adesso, posso dirti che se per soldi, mi fermassi a lavorare in Santiago e Canada, per fare Africa, India, nord Europa ed arrivare in Italia, mi ci vorrebbero più di 4 anni.

            Spero la spiegazione sia logica, ma con questo non intendo distrarti dal piacevole ruolo che rivesti per me, ossia quello di lettore attento ed opinionato (si dice così solo in inglese o anche in italiano?).

            Grazie Mino.

            ;-P

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