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Il mio Coming Out
Photo Credit To Gionata Nencini 2013

Il mio Coming Out

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Questa è la Newsletter più importante, intima e personale che io abbia mai inviato. Ora che ho compiuto 30 anni sento il dovere di uscire allo scoperto e mettere al corrente tutti voi di una cosa importante che non ho ancora dichiarato.

Scrivo questa confessione incoraggiato da un bicchiere di vino e sono certo che dopo averla pubblicata mi sentirò molto più sollevato con me stesso.

Per cui faccio un sospiro profondo e lo scrivo qui:

539475_493185724044570_1560371871_nPer chi era presente ai vari moto raduni del 2013 saprà che la cosa non è fresca di giornata (visto che sono già due anni che non parlo pubblicamente di questa mia cosa), ma saprà i motivi per i quali questa rivelazione ha tardato ad essere pubblicata.

Per chi invece non è venuto ai raduni e non conosce la storia dietro a questo avvenimento personale molto importante, ecco di seguito una breve sintesi che vi farà compagnia per i prossimi minuti.

Ai tempi mi trovavo in Cile, sono appena tornato dalla Patagonia Settentrionale con gli 11 lettori con cui ho inaugurato la MOTO2, ho 200 euro in tasca e non so come farò a rimettermi in viaggio per l’Alaska.

Vado a cena da Ylenia per celebrare il mio ritorno e quando dalla cucina passiamo alla stanza da letto mi viene annunciato che ad Agosto dello stesso anno sarei diventato padre.

Prenoto un volo per l’Italia per dirlo di persona ai miei genitori per spiegare il perché il giro del mondo avrebbe subito una pausa ed anche perché il Cile sarebbe stata la mia casa per un tempo indefinito.

Un volta tornato a Santiago sono nella stessa situazione economica che ho affrontato in Giappone ed Australia. Ho 200 euro in tasca, sono in un paese straniero e non ho un lavoro. Come se non bastasse sto per mettere su famiglia per cui devo darmi una mossa. Se da una parte mi sento preoccupato per l’importanza di una stabilità economica in questa nuova situazione dall’altra12787_4754007847286_1942463440_n mi faccio forza pensando a quando gli stati di urgente necessità economica mi abbia spinto in più occasioni a trovare un lavoro in poco tempo.

Il primo lavoro che mi viene offerto è come guida turistica in moto (e qui ci sarebbe da aprire un capitolo intitolato: “i compromessi agli ideali cui deve saper scendere un viaggiatore quando mette su famiglia”) ed una volta ingranato con il lavoro io ed Ylenia ci installiamo in una casa in affitto in attesa della data del parto.

E come nel 2005, anche la nostra convivenza inizia con quello che avevamo e ce lo facevamo basta.

La casa aveva un letto, una culla, un piano cottura, un frigorifero, un tavolo pieghevole con 4 sedie e la mia moto parcheggiata fuori. Iniziava l’autunno, non avevamo un mezzo di trasporto nostro ed ecco che, a malincuore ho deciso di mettere la mia Honda Transalp 2 nuova di pacca in vendita su un sorta di ebay sudamericano.

I mesi passano con le prime difficoltà a lavoro, difficoltà con la burocrazie cilena ed anche difficoltà con il sistema di salute privato carissimo di questo paese. Fortunatamente Ylenia riesce a districarsi fra le clausole vessatorie dei contratti sanitari e riusciamo a farla partorire spendendo solo 800 euro.

Leonardo nasce il 14 Luglio del 2011 alle 1 del mattino e pochi giorni dopo, quando ce lo portiamo a casa felici come una pasqua, ci rendiamo conto che non dormiremo mai più come abbiamo sempre fatto e che per essere buoni genitori si deve per forza volerlo, onde evitare di scaraventare qualunque neonato fuori dalla finestra dopo la prima settimana di sonno arretrato. Lengua fuera

Passano i mesi, io metto su pancia, la casa è arredata, abbiamo una macchina, i lavoro va bene per entrambi, abbiamo dei risparmi, programmi per le ferie e Leonardo compie un anno. Guardiamo le foto dei mesi precedenti, ricordando gli aneddoti che parlano dei sacrifici, gli sforzi, le ore piccole, gli straordinari e ci sentiamo degli eroi, dei protagonisti in 944778_663697153660092_413254805_nuna vita che va avanti soprattutto grazie alla maturità che abbiamo dimostrato davanti ad ogni difficoltà.

Grazie e soprattutto al fatto di averci creduto assieme e di non aver supplicato aiuto a nessuno. Questo per me era importante.

Gli scrittori continuano a riconoscermi per le strade, a scrivermi email da tutto il mondo e qualche canale televisivo mi invita anche a partecipare in studio. Faccio ancora tutto come prima, racconto il mio viaggio a chi mi riconosce per strada, rispondo alle mail con lo stesso entusiasmo e partecipo alle interviste con lo stesso orgoglio, ma poi una volta a casa sono talmente impegnato con la famiglia che gli impegni con partireper si accumulano ed io li comincio a mettere in secondo piano.

Invece che i tagliandi alla moto faccio le visite pediatriche a Leonardo; invece di aggiornare il sito tengo la contabilità della casa ed invece che viaggiare liberamente viaggio per lavoro.

Incredibile pensare al percorso umano, piuttosto che chilometrico, che ho dovuto compiere per stringere fra le braccia questo nano in carne ed ossa che ora mi chiama “babbo”. Ci sarebbe da scriverci un libro su come sono diventato padre.

E si intitolerebbe così:

Il bimbo che sorrise al viaggiatore e lo rese uomo.

Poi Leonardo ha compiuto due anni ed io ed Ylenia abbiamo sentito il bisogno di rimetterci in gioco, di provare ad osare un po’ di più e vedere se credere in noi stessi ci avrebbe potuto portare più lontano. Così ci siamo disfatti di tutti, dei mobili, dell’auto, delle cianfrusaglie ed abbiamo cominciato a viaggiare. Lei e Leonardo all’isola di Pasqua ed io in Alaska.420379_10200924008241617_1625833872_n

E quando ci siamo trasferiti in Italia abbiamo viaggiato ancora e continueremo a farlo mentre edifichiamo il nostro futuro. Abbiamo mille idee in testa e credere in noi stessi ci aiuterà.

Per quanto idealistico questa frase possa sembrare, serve in ogni ambito. Sia per fare il giro del mondo in moto che per condurre una vita all’altezza delle proprie aspettative.

DI fatto essere padre è l’ennesimo Viaggio a cui mi sottopongo ed intimamente credo che funzionino più o meno tutti alla stessa materia.

Ecco.

Comunque se non eravate presenti ai raduni di quest’anno non fatevi tradire dalla faccina amorosa di Leonardo perchè il carattere l’ha preso da me e sotto quella scorza di pupazzo simpatico si cela un rompi coglioni di prima categoria. Lo dico con il sorriso.

Magari un giorno quando non ne potrò più lo metto all’asta su ebay. Un si sa mai…

Ma cosa c’entra la parola Coming Out?

Beh, diciamo che a me non era mai piaciuta l’idea di far diventare la mia vita privata un reality show (anche se ho raccontato molti giorni della mia vita in viaggio su questo stesso blog – se pur con un filtro) e ancora meno piaceva l’idea di strumentalizzare un figlio per indurre le persone ad aiutarmi economicamente per far fronte al nuovo nascituro. Invece di fare con i principini reali di Inghilterra, trasformando la nascita del loro primogenito in una telenovela, abbiamo preferito tirarci su le maniche ed evitare di esporci al pubblico in un momento in cui eravamo fragili e dovevamo concentrarsi sull’edificare una nuova stabilità.

Ci siamo riusciti e adesso che le cose hanno preso una certa piega ho ritenuto importante e significativo condividerlo anche con tutti voi.

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