Ride True ADV
Ride True ADV
Ride True ADV
Ride True ADV
Ride True ADV
Ride True ADV
Italia: In Moto – Cile 3

Italia: In Moto – Cile 3

PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti

image

Un moto viaggiatore senza tenda è come una persona senza casa.

Quando penso di aver raggiunto il momento più frustrante in quattro anni di viaggio, mi sovviene un dubbio agghiacciante: e se questo fosse solo l’inizio?

Nonostante le donazioni dei miei lettori e l’invito a fare un nuovo acquisto, decido di non comprare una tenda nuova e pernotto accanto alla moto sotto un telo di plastica.

La bellezza della Carettera Austral cattura la mia attenzione nonostante l’irrequietezza che mi porto dentro e l’aiuto che ricevo dalle persone del posto è un ottimo balsamo per il mio entusiasmo.

Prevedo di imbarcarmi da Chaiten per Chiloe ma sono perseguitato dalla sfortuna: il vulcano del Chaiten erutta inaspettatamente il giorno del mio arrivo. La città è evacuata e sono obbligato a ritornare in Argentina passando da Futalefu.

Prima di uscire dalla dogana, mi imbatto in uno scenario innevato in piena estate: a tingere tutto di bianco è la cenere lavica, altamente tossica.

Dopo l’ennesimo pieno benzina con invito a cena, mi fermo ad El Bolson a casa di Zulma, concedendomi una settimana lontano dalla sfortuna. Purtroppo, se è vero che il tempo non aspetta nessuno, la mala sorte ha una pazienza infinita. Ed ha un debole per i moto viaggiatori!

Ritornato in Cile da Villa el Angostura, mi arrampico fino a Santiago lungo la costa, sperando che le notti siano più miti. Ho sempre considerato i pernottamenti liberi nella natura la mia parte favorita del viaggio, ma adesso che dormo sotto ad un nylon, l’attesa per quei momenti è diventata pura preoccupazione.

In Puerto Natales, al sud del Cile, avevo conosciuto Viviana mentre mi preparavo un panino su di una panchina. “Quando arrivi a Concepcion fermati da me” – aveva suggerito con un sorriso. E tira più un sorriso che un carro di buoi, giusto? Fra le mura di legno della sua camera e gli scogli di Chome, nasce e muore l’avventura con questa bellissima sommozzatrice di 47 anni. Giusto per ribadire che la bellezza di una donna non risiede nella sua età, ma nella sua femminilità.

A Santiago partecipo in remoto al Meeting Moto Avventura e mi lascio uscire di bocca una frase chiave alla quale non avevo mai dato molto importanza e che, una volta proferita, quasi mi risveglia come uno schiaffo: “Da quando sono partito non mi sento più libero o più felice, ma solo più consapevole”.

E chi capisce questa frase, forse può dire di aver capito anche una buona parte di me!

La sfiga fa capolino fra i momenti di gioia e soddisfazione: Honda Cile offre un tagliando gratuito alla moto ed ecco che sulle gambe mi spunta una foruncolosi di cui non comprendo la causa e la cura. A supportare il mio viaggio ci sono anche protagonisti autentici del mondo delle moto: Chaleco Lopez e Carlos de Gavardo, con i quali passo i miei pomeriggi conversando come ci conoscessimo da una vita.

A moto pronta, sono passati già 3 mesi e la sfiga mi ride in faccia ricordandomi che l’estate è finita ed addio Passo de Agua Negra (quasi 5000 mt sul livello del mare, una cosa che volevo vivere in moto, maledizione).

Ho il visto scaduto e devo andare a Mendoza per riottenere altri 90 di permesso di soggiorno. Ad invitarmi a braccia aperte però c’è Adriano, coetaneo argentino a capo di un moto club chiamato Transalperos Argentinos.

Dice di avermi scoperto digitando “Honda Transalp” su youtube ed il primo video che dava come risultato era il mio.

Quello a cui partecipo è il mio primo raduno in 26 anni di vita e 180000 km percorsi in moto. Sembra il colmo, ma questo piccolo dettaglio la dice lunga sul perché abbia sempre esitato a chiamarmi motociclista. Nel condividere il mio tempo, storie e km con questi Transalpisti, percepisco un attaccamento spassionato che ognuno di loro ha per le rispettive moto.

E’ la stessa passione che prova mia sorella per la danza o un mio amico per la chitarra elettrica. Credo che ognuno evada il proprio stato di irrequietezza dedicandosi a qualcosa che lo eleva ad un livello di coscienza più appagante. La passione viscerale capace di far evadere me è il viaggio, a prescindere dal mezzo che mi accompagna. Ecco perché prima di usare la moto, ho viaggiato in autostop e poi in bicicletta.

Pietra sopra? ;-P

Sono via da nemmeno una settimana e già il Cile mi manca. Torno a Santiago per prendere la rincorsa ed è il momento di continuare verso nord. Come talismano anti sfiga mi sono munito di una mappa sulla quale uno dei miei nuovi amici cileni ha segnato i punti di interesse più belli del suo paese.

I problemi, gli imprevisti e la sfortuna non si possono anticipare, ma si possono diluire a gocce di entusiasmo e, fintanto starò in sella al sogno del mia vita che si realizza ad ogni km in più, posso considerarmi con il vento in poppa, nonostante…

BOX PER GLI SMANETTORI

La parola a Maxxx di Motato:

Ciao ragazzi. L’idea sarebbe quella di ottenere una moto affidabile e che sia veloce da smontare in caso di bisogno per eseguire le manutenzioni o riparare dei guasti, quindi eviterei allestimenti troppo complicati con accessoristica inutile. Al momento queste sono le nostre “ipotesi” di allestimento che terranno conto di migliorare:

  1. affidabilità e robustezza

motore e impianto elettrico

autonomia

comfort

  1. estetica

PUNTO 1

Dobbiamo essere certi al 100% dell’affidabilità del mezzo.

La moto verrà totalmente smontata e partiremo dal telaio nudo dopo un’attenta verifica delle geometricità e andando ad irrobustire quelle parti più sollecitate ad usura e colpi riprendendo saldature e aggiungendo dei rinforzi (telaietto, sottosella, porta valige ecc)

PUNTO 2

Eviterei di mettere a posto il tuo motore, i costi sarebbero altissimi e poi rischieremmo di avere ancora gli stessi problemi (distribuzioni, consumi d’olio ecc) dopo già 50000 km !! L’idea sarebbe quella di cercare un motore ultima generazione (dal 96 al 99) con pochi chilometri, al quale eseguirò una revisione totale di messa a punto e controlli che sicuramente costeranno meno che rifarne uno dall’inizio.

PUNTO 3

Per l’autonomia penserei di utilizzare il serbatoio dell’Africa Twin da 25 litri con pompa a depressione Mikuni e doppio rubinetto. Eviterei altri tipi di serbatoi aggiuntivi, sia per gli spazi che ci serviranno per i porta valige sia per non aumentare il peso eccessivamente

PUNTO 4

Ricostruiamo la sella, probabilmente con imbottitura al gel apposita e copertura antiscivolo, pedane off road maggiorate, manubrio renthal 613 con alzarisers, comando leva frizione rapido racetech, paramani chiusi rinforzati in alluminio. Per la pompa del freno anteriore vedremo quale opzione scegliere. Le tubazioni freno saranno quelle avio in treccia metallica.

PUNTO 5

Pensavo di allestire una carenatura che si smonta con 5 viti e se per caso dovesse rompersi basta un po’ di vetroresina per ripararlo. Lla carena la adatteremo alla forma del serbatoio dell’Africa Twin e sono sicuro che verrà benissimo.

La colorazione la decideranno i tuoi lettori, se ho ben capito: https://www.partireper.it/progetto-motato/#MOTATO_COLORAZIONI

Un abbraccio

Maxxx

PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti

Related posts

Leave a Reply

PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti
PDF Gratuiti