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Italia: In Moto – Argentina e Cile

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Questo articolo è una pubblicazione riferita al Progetto Motato, come riportato nel Box

 

 

27.

Della moto è rimasto solo il telaio. Mentre osservo in silenzio il motore smembrato, mi si avvicina il manager tecnico e mi chiede:

Mi spieghi come diavolo faceva questo tuo amico Max a sapere esattamente cosa c’era da cambiare nella tua moto, senza averla vista di persona negli ultimi 3 anni?

Rispondo che non lo so, ma la verità è che Max ama il suo lavoro e lo fa con passione. Ecco come ha fatto a diagnosticare le condizioni della mia Transalp in remoto!

Nei 10 mesi di lavoro in Nuova Zelanda ho guadagnato 21000 NZD, che mi hanno permesso di finanziare i prossimi km del viaggio, pagando anche un volo di sola andata per l’Argentina e la spedizione moto via nave. Lascio questo paradiso terrestre con 4000 euro e pubblico su Partireper.it due pagine per i viaggiatori interessati a vivere e lavorare in Australia e NZ (https://www.partireper.it/australia-working-holiday-visa/, https://www.partireper.it/nuova-zelanda-working-holiday-visa/). Come dicono gli inglesi “Sharing is caring”.

A moto spedita, visito Honda NZ per il verdetto finale ma, assieme agli auguri di buon viaggio, ricevo solo un foglio di carta con su scritti gli interventi eseguiti. Ed io che pensavo fosse il conto da pagare!

Addio Nuova Zelanda, mi mancherai!

Fra una delle letture che ho sempre adorato, c’è Narciso e Boccadoro di Herman Hesse.

Mi affascina il viaggiatore in sintonia con la propria sfera sentimentale, in grado di suscitare nelle donne la sensazione di avventura che le emoziona.

Nel mio piccolo non mi vergogno di dire che beneficio con piacere della fama che gli uomini italiani hanno fra le donne del mondo.

Se in passato presentarmi come “l’italiano” suscitava i sorrisi e gli sguardi delle presenti, in Argentina le presenti si contendono “l’italiano” fino all’ultimo colpo. Ed ovviamente vince chi se lo porta a casa…

La moto arriverà a Buenos Aires solo fra un mese e la rapidità con cui vengo sedotto da una donna ed un’altra rendono la mia ripartenza fin troppo difficile.

E’ il 22 Gennaio 2009, la moto è pronta e parcheggiata nell’officina Davima, che ha equipaggiato la mia Transalp con alcuni dei suoi moto accessori (https://www.partireper.it/prodotti-davima/).

Davanti ho tutta la Patagonia da scoprire e dentro al cuore ho un profondo senso di esitazione. Le donne sono al primo posto fra le cause di una fine anticipata del viaggio.

I primi 3000 km verso Ushuaia mostrano un lato del viaggio che non avevo mai provato fino a quel momento: l’abitudine.

La desolata Patagonia, sovrapposta al ricordo della Taiga russa nel 2005 ed i deserti Australiani nel 2007, mi appare priva di fascino e monotona. Gli argentini sono invece cordiali e senza fretta, il che agli uffici doganali con il Cile può creare fino a 3 ore di fila umana. Da mettersi a piangere.

Dormo sempre nella mia nuova Quechua mono posto che si monta i 2 secondi. Più scendo al sud e più scende la temperatura notturna ed ecco che il mio materiale da campeggio datato 2007 comincia ad essere inadeguato. Notti insonni in Rio Gallegos ed una foratura nella Patagonia Cilena dello stretto di Magellano.

Vengo prelevato da un argentino di passaggio che mi porta in cerca di un gommaio, mi paga una stanza d’albergo ed il giorno dopo mi invita ad una colazione.

Qui parlare la lingua locale non è un’impresa, ma solo una questione d’orecchio. Solo dopo 2 mesi in sud America ho già accesso al 70% dei vocaboli, mentre dopo un anno in Asia sapevo dire a malapena “ciao”, “grazie” e qualche parolaccia.

Farsi riconoscere però ha un costo, visto che l’ingresso ai parchi nazionali più importanti ha un prezzo per gli argentini (5) ed un prezzo per gli stranieri (50). E con il mio accento è impossibile spacciarmi per un locale.

Sfoggio invece il mio italiano alle stazioni di servizio, facendo il casca morto con le benzinaie. Si inizia con “ti vuoi fare una doccia a casa mia?”, per poi passare ad un invito a cena, per poi passare a qualcos’altro.

Eppure qualcosa stona in tutta questa familiarità che lo spagnolo e la cultura italo- argentina mi suscita. Viaggio da quasi 4 anni su questa stessa moto e per la prima volta mi scopro demotivato, annoiato e privo di stimoli.

Che mi sta succedendo?

Mi sento come se stessi vivendo un periodo di crisi dopo 4 anni di fidanzamento.

Io e la strada. La strada ed io.

Oltre tutto, è ormai ovvio che il problema consumi non è stato risolto, anzi, si è pure aggravato. Adesso la moto ha un consumo eccessivo di olio motore!

BOX

Dopo 5 anni in sella ad una moto, ho compreso che questo viaggio avventura non è più solo uno sfizio, bensì uno stile di vita. La moto sta al mio viaggio come un pallone sta ad una partita di calcio e così, dopo il problema consumi e l’incidente in Bolivia, ho deciso che forse era un caso di dare una gonfiatina al pallone…

Il Progetto Motato è stato lanciato ed i lavori di restauro sono da poco cominciati. L’arrivo della moto presso la Motato di Max (puoi vederla in Via E. De Marchi 33 – 20125 Milano 02-67.490.182) ha suscitato l’interesse di alcuni marchi italiani che equipaggeranno la mia Transalp per accompagniarmi nei restanti 200000 Km.

Cose di Moto, Givi, Ufo Plast, Scottoiler, Famsa, Officine Davima ed il Transalp Club Italia, hanno dato il loro contributo personale ed il Progetto Motato permette anche ai lettori di contribuire con i loro consigli e suggerimenti.

La vostra esperienza in fatto di moto praparazioni ed accessori per il moto viaggio, saranno molto utili per Max e ci daranno modo di progettare una Transalp delle meraviglie, con cui maginare altre migliaia di km ed entrare ancora più a fondo nei paesi attraversati.

Tutte le info ed i contatti qui: https://www.partireper.it/progetto-motato/

 

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