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6 Febbraio 2009

6 Febbraio 2009

Io e Jonathan siamo pressoché sempre insieme.

Abbiamo conosciuto alcuni campeggiatori del camping e così in momenti diversi della giornata, passiamo del tempo davanti a tende diverse.

Ariana ed il suo amico di Buenos Aires, sono una coppia di argentina sulla 20 con cui Jonathan adora condividere un buon mate.

Io punto a Evan e Lya, le due canadesi che sono ritornate stamani dal trekking di alta montagna.

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Sean, allo stesso modo, ha sempre tante cose da dire sul Canada e sulla sua vita in famiglia. Avverto molta differenza nel dialogo che si instaura fra me ed un anglosassone e fra me ed un latino, ma non importa, ci sono abituato e sebbene parlare con i latini sia un momento assai più naturale e spontaneo, non mi faccio mancare l’occasione di approfondire su culture che ho toccato già.

All’ora di pranzo, dopo un bicchiere di vino offerto da Sean, mi sale come una strada pigrizia. Mi sdraio in tenda ed ecco che mi risveglio 3 ore dopo.

Come se al momento non stessi già dormendo abbastanza!

Jonathan mi chiede il da farsi, ma io sono già abbastanza incazzato per aver saltato il pranzo a piè pari e così smonto la moto e me ne vado solo soletto a fare un giro fino al Lago del Desierto, a 40 km dal camping.

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Quando arrivo é tutto così turistico e gremito di gente e macchine parcheggiate, che mi sale dentro una strada inquietudine.

Penso di voler tornare subito indietro, ma poi mi incammino lasciando la moto nel parcheggio e mi dedico agli ultimi 400 m di strada che portano al molo.

E’ già l’ora di andare a casa per la cena in hotel, e le macchine che ritornano ad El Chalten sono sempre di più. Mi ritrovo da solo sul molo, a fare foto a fissare il fondo del fiume così nitido attraverso l’acqua cristallina del lago ed a domandarmi in quanti anni questa porzione immacolata di natura verrà deturpata dal crescente turismo.

Così il mio stato d’inquietudine si accresce e quasi mi viene il capogiro se penso che le persone, per proprioargentina0566 intrattenimento e niente più, anno dopo anno, decennio dopo decennio, gettano via soldi per contribuire a quello che sta divenendo una delle piaghe della natura:

Il Turismo

Accresce la domanda pubblica

Si accrescono le risorse del contenitore turistico

Accrescono le visite ed accresce l’uso che il turismo fa di un luogo inesplorato.

Dopo 20 anni, di quel luogo non rimane che niente. Perché il turismo si é mangiato tutta la sua naturalezza ed i turisti adesso non visitano più.

 

 

 

Dopo un’ora mi rimetto sulla via di casa. E’ un peccato ch’io abbia lasciato tutto al camping. Qui lo spazio per mettere la tenda é più verde, più silenzioso e pure più attrezzato. Ci sono dei bbq dove cuocere la carne, e la riva del fiume che parte del lago é a due passi.

Torno al camping quasi a malincuore.

Dietro la prima curva ci sono ancora le tre ragazze che avevo notato al mio arrivo. Siedono sulla ghiaia appoggiate ai loro enormi zaini. Mi fermo per curiosità e scopro che sono lì da un’ora ad aspettare un passaggio.

Posso portare solo una di voi – faccio io, con tono cordiale – e se non fosse così tardi e così lontano, farei più viaggi. Mi dispiace.

argentina0567 Una delle tre ragazze accetta il passaggio, ma proprio mentre sta per salire, scorgo un’auto arrivare e faccio cenno al conducente di fermarsi.

Le ragazze corrono verso l’auto in sosta sulla strada e chiedono un passaggio fino alla città.

Non ci sono problemi.

Prima di salire in auto, per riconoscenza, le ragazze mi invitano ad una festa in una locale dietro la cervezeria.

Quando arrivo al camping e trovo Gionata, glielo dico e lui propone di iniziare la serata nel migliore dei modi comprando pasta, macinato di carne, aglio, sugo al pomodoro e vino rosso.

Io cucino il tutto con il mio kit cottura e Gionata provvede ad avvisare gli altri ragazzi amici del camping, della festa nel pub della città.

Ci vorrebbe una doccia però Gionata! – suggerisce Jonathan

Nessun problema – faccio io

Girano voci, nel nostro camping gratis, che se si entra in un camping a pagamento della città, con la dovuta disinvoltura, sia possibile accedere ai bagni e farsi una doccia gratis.

Pagando invece, si spendono 5 pesos (1 euro).

Ma c’é anche chi, e questi sono la coppia di argentini nostri amici, ci ha consigliato di entrare con disinvoltura nell’ostello.

Seguendo le dritte, raggiungiamo il camping, ma veniamo subito scovati dal padrone che ci si presenta davanti e ci chide cosa facciamo

Cerchiamo i bagni – faccio io con la faccia da pesce

E per fare cosa, se non alloggiate qui?

Perché un ragazzo in città ci ha detto che da queste parti ci sono i bagni pubblici – rispondo io con la faccio più innocua ed ingenua che mi viene

No, mi spiace via hanno detto male

Così ce ne andiamo senza prenderci un cazzatone, ma dobbiamo ancora trovare una doccia.

E poi fa un freddo.

Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr.

Quando troviamo l’ostello segnalatoci da Ariana ed il suo amico, non sembra proprio il caso di entrare dalla porta principale. Ci sono due ragazze alla reception e la hall non é molto affollata.

Facciamo il giro dell’edificio per sicurezza e ci accorgiamo che sul retro, la porta che da accesso al dormitorio, non é chiusa a chiave.

Entro per primo e Jonathan mi segue.

Sulla rampa di scale che porta al piano di sopra ci sono 3 telecamere.

Male che vada ci vengono a prendere mentre siamo nudi sotto la doccia.

Entro in bagno, mi infilo vestito nella doccia e prima ancora di tirare la tendina, lancio sulla panca i vestiti che sfilo in fretta uno ad uno.

Jonathan é nella doccia di fianco

Se ci avevano visti erano già qui – fa lui

Male che vada ci fanno pagare 10 pesos per la doccia – dico io

Senti come é calda – dice lui

Muoviamoci però – faccio io

Così ci rivestiamo, dopo una doccia calda. Usciamo seguendo la stressa direzione da cui siamo entrati e tutto fila liscio come l’olio.

Per cena preparo la pasta ed il sugo. Viene anche Gail con noi, il compagno di viaggio di Jonathan.

Il vino scende che é un piacere e la pasta, abituati ai panini dei precedenti giorni, é una prelibatezza.

Alla mezzanotte, é tempo di festa!

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