Gionata Nencini

Questa è una sintesi della mia biografia che spero esaudisca la curiosità di quei lettori che vogliono conoscermi come persona oltre che come personaggio. Dopo più di 7 anni online con questo diario di Viaggio sento che la distanza tra me e chi mi segue non si é accorciata e che il conoscersi di persona è inevitabilmente  l’unico modo di capire con chi mi relaziono.

Questa regola vale anche per me ed i lettori!

Per questo spero che chi mi legge qui esiti a trarre delle conclusioni e che, in mancanza di risposte a dubbi e domande, eviti di accanirsi contro quello che faccio, dico e condivido sulle pagine di questo sito.

Grazie.

ps. al fondo di questa pagina troverai peosie, racconti e massime che ho scritto

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Nasco a Fiesole il 13 Settembre del 1983 e vivo tutta la mia infanzia a Campi Bisenzio frequentando le scuole elementari e medie in due comuni diversi.

La passione per l’informatica mi indirizzerà per gli stuti tecnici che terminerò nel 2003 all’Istituto Leonardo da Vinci di Firenze, scontento ed assai ben piú motivato da una passione umanistica e linguistica nata troppo tardi e mai coltivata dietro ai banchi di scuola.

Accanito lettore e scrittore fin dai primi anni dell’adolescenza trascorro il mio tempo libero fra le stanze virtuali di mIRC, C6, ICQ e le ore di lavoro part time con cui mi tolgo le prime soddisfazioni personali (comprarmi un pc, pagarmi la benzina per la moto etc etc).

In quegli anni adolescenziali leggo dei libri che mi fanno riflettere su certi valori e decido di rinunciare alle tipiche vacanze estive in spiaggia per vivere un’esperienza personale in strada, viaggiando. Nel 2001 in autostop e nel 2002 in bicicletta.

Al mio ritorno a casa saró sempre piú attratto da ogni forma indipendente di viaggio!

In nome dei vecchi tempi di mio padre in moto, scarto l’interesse per gli scooter e decido di imparare a guidare una due ruote a marce esercitandomi su un vecchio modello anni 50:

Il motore non funziona ma le ruote girano bene e così mi alleno a scalare marce spingendo la moto in cima al poggio per poi scendere in meno di un minuto e “godermi” il giro.

Il mio primo acquisto sarà un usato e scassato Malaguti ZJR (foto in alto) che permuterò a 16 anni per una
gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv ridertamarrissima Aprilia 50 Rs modello Tetsuya Arada che metterò fuori uso 8 mesi dopo in un incidente sul bagnato. Con i soldi dell’assicurazione torno all’enduro comprandomi un’Aprilia RX 125 truccatissimo (aveva un 160 sotto) e ci metto meno di 3 mesi a grippare il motore e richiederne uno originale in sostituzione.

Con la patente auto a 18 anni, lascio un po’ nel dimenticatoio la moto che vendo per 300 euri. Riparo la vecchia Rs che vendo per 900 e con i soldi messi da parte faccio l’acquisto di una vita e mi porto a casa la Honda Transalp 600 con cui sto realizzando questo viaggio.

Ho ancora 20 anni, non ho la patente adeguata e l’acquisto si concretizza a Vercelli per cui, armato della mia solita impazienzia, raggiungo il venditore in treno, pago in contanti e senza patente ed equipaggiamento adeguato mi porto a Firenze ‘sto gioiellino guidando in autostrada di notte per svariate ore. Ovviamente sotto la pioggia invernale!

Sono gli anni in cui mi sono da poco diplomato e sto giá lavorando perché mi piacciono troppe cose e scegliere una facoltá universitaria mi risulta troppo difficile:

  Mi faccio assumere da prima come interinale presso MediaWorld da dove vengo licenziato perchè insistevo nel volermi far esonerare per il militare e successivamente trovo impiego in una ditta di ricambi usati di un amico che si approfitta della mia pazienzia e dedicazione per decidere di non pagarmi per 3 mesi, obbligandomi a cercare un altro lavoro.

Finisco a fare il rappresentante in un’azienda di allarmi e sistemi di sicurezza e le cose sembrano andare alla grande. Ci sono rimasto male perché il lavoro precedente risulta essere un’insuccesso personale oltre che professinale (il mio principale era uno dei miei migliori amici), ma adesso ho un lavoro ben pagato, un sacco di benefits e una certa libertá di esecuzione.

Nonostrante questo, qualcosa comincia a non avere più senso: il rapporto con la mia fidanzata, il lavoro, la routine, gli stessi posti, le stesse persone etc. Ripenso così agli anni in cui, nel 2001 e 2002, inspirato da un romanzo chiamato “On the Road” avevo deciso di partire durante le vacanze scolastiche estive e vivere la strada in un modo che mi aprisse le porte capaci di insegnarmi chi ero.

Nel 2001 ero partito con Andrea, mio grande amico, e ci eravamo fatti tutto lo stivale in autostop in 35 giorni, spendendo poco meno di 200 mila lire. Dormivamo dove capitava (sotto ai ponti, sulla spiaggia, nelle piazze) ed avevamo conosciuto un sacco di gente. Non avevamo sacco a pelo, ma avevamo un pentolino. Non avevamo una guida, ma avevamo un materassino di gomma piuma. Decidimmo di non scattare foto per dare importanza solo al viaggio. Ovvio che ce ne pentiamo tutt’oggi ma l’esperienza non si dimentica.

Nel 2002 sentivo il desiderio di viaggiare da solo e così partì in mountain bike. In autostop dipendevo dagli altri per muovermi, ma in bicicletta no. Percorsi tutta la penisola del nord fino ad arrivare in Slovenia. Ricordo di aver vissuto una grande avventura e di aver speso poco meno di 150 euri. Un sogno.

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv riderCosì nel 2004 mi sono da poco licenziato dall’ennessimo lavoro (quello di rapresentante di allarmi) e ho una brutta crisi emotiva. Mi chiudo in me stesso e mi isolo da tutti, tranne che dalle donne che si lasciano sedurre ed intingono la mia irrequietezza con piccole gocce di antidoto senza tuttavia guarirmi del tutto.

Mi ammalo perfino di meningite e finisco sul quotidiano locale!

A quel punto è estate e sono in Sardegna con Ranieri e la sua famiglia per distrarmi un po’ prima di ritornare a casa e risolvere il problema “lavoro”. I miei risparmi stanno per finire e così passo un mese tranquillo assieme a Ranieri vicino a Cagliari.

Una notte assisto alla proiezione all`aperto del film “I diari della motocicletta” e rimango folgorato a tal punto che già il giorno dopo confesso a Ranieri la mia nuova idea di partire per il giro del mondo in sella alla mia vecchia Transalp.

Se lo faceva Che Guevara con la poderosa lo posso fare anche io con la mia Transalp!

Ma non sei nemmeno un motociclista incallito! – commenta Ranieri

Nemmeno Che Guevara lo era, quindi non saró certo da meno…

La decisione è presa ed il mio ritorno a casa porta con sé nuovi propositi. Trovo un lavoro come cameriere di un pub che mi permette di lavorare di notte e dedicarmi il giorno alla stesura di questo progetto.

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Apro un sito web e mi cimento da zero nel codige html e tutte quelle cose lì andando molto a rilento, però mettendo assieme un sito accattivante.

Contatto i marchi, i negozi e spiego loro cosa ho voglia di fare sperando di poter ricevere dell’equipaggiamento in cambio di visibilità e non dover spendere i miei ultimi risparmi per comprarmeli.

Sembra funzionare!

I mesi prima della partenza lasciano spazio anche a nuovi amori e tremendi addi a persone a me care, ma ormai ho  preso la mia decisione e, nonostante ci sia già chi trova il tempo di criticarmi sulle Mailing List a cui partecipo in cerca di dritte, la data di partenza è fissata e non mi muove più nessuno.

Sarà Max di Milano ad invitarmi da lui per una tre giorni dove mi spiegherà la moto e con quel piccolo bagaglio di esperienza posso finalmente dire a tutti che è giunto il momento di partire per il mio viaggio nel mondo in moto.

La data di partenza viene fissata per l’8 Maggio 2005 dove lascio Campi Bisenzio in sella ad una moto troppo carica e con in testa le idee un po’ confuse in merito al ruolo che svolge la mia moto nel mio desiderio di viaggiare nel mondo.

Eppure ho con me tutto quello che basta: tempo, salute e tanta curiositá.

Ed anche se incompreso, criticato, rimpianto o biasimato c’era una cosa che sapevo per certo quando mi sono lasciato alle spalle la realtá che avevo coltivato per 21 anni:

L’unica persona che non volevo deludere ero io!


Di seguito le mie poesie e racconti:

Disequilibrio

Posted by on lug 9, 2004 in A penna: Prose | 0 comments

Disequilibrio

disequilibrio C’é il mare, come in ogni altra situazione. Ci sono riflessi raggianti, spirali di vento, granelli scomodi e tutta questa gente.
Ci sono io, i miei pensieri e la paura che mi conducano lontano da me Lontano da quello che credo d’essere. Distante dal luogo in cui vorrei andare. Una volta per tutte.
Porto dentro di me un’ansia talmente grande da non saper comprendere nient’altro che il peso con cui questa grava sul mio umore e sui miei pensieri.
La resa potrebbe essere una rapida apparente salvezza, che penso di non desiderare.
Altrimenti sarei commerciale fisitron, altrimenti sarei fidanzato, altrimenti non avrei continuamente ricordi di Eleonora che mi spiega la vita, secondo lei.
Detesto accettare che, dietro a tutta questa mia auto-coscienza, non si sia ancora avverata la mia felicità.
Detesto pensare di non arrivare mai dove, persone apparentemente più semplici o complicate di me, sono arrivate da tempo.
- Non ho paura di niente. Se c’é qualcosa che voglio prendermi, semplicemente, cerco di farlo il più possibile.
Ho sempre saputo cosa volevo, fin tanto non mi era chiaro cosa fosse indispensabile desiderare. Sapevo cosa mi avrebbe salvato e cosa no. Quali fossero i miei ideali, gli obiettivi da non tradire mai.
Libero di essere, quello si, ma tuttavia fermo nel comprendere i compromessi a cui abbassarmi per colmare le mie necessità.
Sono cambiate molte cose.
Dentro e fuori di me.
Ho imparato a lasciarmi andare. Ad essere assolutamente sincero con me stesso al punto di aspettarmi sempre di capire i motivi che spingevano le mie volontà.
Mi sento come ubriaco. Assuefatto e debole.
Come lo ero per l’amore che mi ha deluso, adesso lo sono per l’amore che mi da speranza.
Speranza di comprendere come mi salverà. E se sia effettivamente provare quello stesso amore, l’unica via di salvezza.

C’é il mare, come in ogni altra situazione. Ci sono riflessi raggianti, spirali di vento, granelli scomodi e tutta questa gente. Ci sono io, i miei pensieri e la paura che mi conducano lontano da me Lontano da quello che credo d’essere. Distante dal luogo in cui vorrei andare. Una volta per tutte. Porto dentro di me un’ansia talmente grande da non saper comprendere nient’altro che il peso con cui questa grava sul mio umore e sui miei pensieri. La resa potrebbe essere una rapida apparente salvezza, che penso di non desiderare. Altrimenti sarei...

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Tornavo da te

Posted by on apr 2, 2004 in A penna: Prose | 1 comment

E’ da te che sto tornando e lo so.
Vorrei potermi non sentire in dovere di farlo, per nessun motivo. Vorrei poter tornare semplicemente quando non é la nostra routine che me lo impone, ma so che ci sono tempi, coincidenze e obblighi da rispettare, senza tener conto…
….del fatto che aldilà di ogni dovere, aldilà di ogni impegno, ci sei tu.
Sono in partenza, di nuovo. Mi sto avvicinando a quella che ritornerà inequivocabilmente ad essere casa mia, ed i miei pensieri si adagiano sulle situazioni ordinarie, abituali, preesistite, già vissute.
Non vorrei, questo lo ammetto, ma non voglio neppure scappare da quelle che sono le mie aspirazioni.
Così, inevitabilmente il processo mentale acquisisce per inerzia un moto inarrestabile, scandito dal tempo di una realtà fra le tanti che però, stavolta, é la mia.
Ritorno a casa. I miei pensieri di adagiano.
Avverto “l’abitudine”. Tento di sfuggire.
Giungo ad un compromesso con le mie aspirazioni. Penso a quanto ho di importante da dover ancora sacrificare. Penso a te.
E oscilli irrimediabilmente senza prender di diritto alcuna posizione in cui io riesca a collocarti.
Sono felice di tornare, in fondo. Speri sempre in un ritorno gradito e quando questo lo é per me, in genere lo é anche per gli altri..
Avrò cosa da dire, da raccontare, da tacere e da nascondere, ma non sarà illusa a tal punto da sentirmi simile a come ero prima di partire; prima che questo viaggio si concludesse e si sviluppasse in un luogo che non era casa mia, per poi riaccompagnarmi, inevitabilmente cambiato, palesemente rinnovato, dove ogni viaggio ha avuto origine e fine.
Sono felice dunque.
Forse perché questa, fra alcune, é una bellissima giornata, forse perché il sole, come in alcuni dei giorni fedeli alla mia memoria di momenti felici, splende in un cielo che sa di primavera; forse perché, paradossalmente, tutto ciò che ritroverò a vivere a casa, nella mia città e nella mia realtà, sarà cambiato come me e senza di me.
Sembra di vedere il mare da questo vagare.
Sembra che ci sia il mare intorno a queste cose vissute e questi campi lavorati.
E’ un’impressione che si smentisce sulla linea piana di un orizzonte montuoso, ma che si rinnova dentro di me riportandomi a quel mare, che mi ha sempre diviso da quell’orizzonte fantastico che é Vada quando se ne osserva il tramonto.
Ed ecco che desidero partire, di nuovo. Questo é il desiderio e il sapermi ancora lontano dal luogo al quale sto tornando, é l’antitesi, il tradimento, la contraddizione.
E’ così che sono. E’ così che sogno.

E’ da te che sto tornando e lo so. Vorrei potermi non sentire in dovere di farlo, per nessun motivo. Vorrei poter tornare semplicemente quando non é la nostra routine che me lo impone, ma so che ci sono tempi, coincidenze e obblighi da rispettare, senza tener conto… ….del fatto che aldilà di ogni dovere, aldilà di ogni impegno, ci sei tu. Sono in partenza, di nuovo. Mi sto avvicinando a quella che ritornerà inequivocabilmente ad essere casa mia, ed i miei pensieri si adagiano sulle situazioni ordinarie, abituali, preesistite, già vissute. Non...

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Deletereo

Posted by on gen 9, 2004 in A penna: Poesie | 4 comments

Deletereo

1171460636_F_nude_stand_back_ink_detail_arse Il sapore
racchiuso nel tuo sesso
é denso
Il desiderio
che mi unisce a te
é intenso.

Il sapore racchiuso nel tuo sesso é denso Il desiderio che mi unisce a te é intenso....

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