2 Agosto 2012

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv rider

E’ passata la mezzanotte e pochi secondi prima di disintegrare la Canon G12 al suolo scatto sta foto maestra della notte cilena, le stelle e l’oceano e mi corico.

Mi risveglio con quella solita maledetta speranza che un santo si entrato nella mia tenda mentre dormivo, abbia cosparso la mia G12 con una polverina magica ed al farla funzionare il display risulti intatto e brillante.

Apro gli occhi davanti al display. Accendo…. Rotta

Maremma puttana della troia impestata rotta in culo!

E quindi si può capire che il mio risveglio non sia dei migliori. Non ho con me niente per mangiare nonostante questa volta abbia dedicato una delle borse laterali Famsa solo per viveri e quindi me ne esco dalla pietrosa superficie lunare di questo angolo di Cile e lentamente per non abusare del motore con minimo livello d’olio, vado in cerca di un qualcosa dove servano una colazione.

Uovo caldo, caffè, pan tostato e il sorriso ritorna a separare gli estremi della mia barba. Nonostante…

Alla fine la serenità mentale è tutta una questione di quello che lasci ronzare in testa e più pensi a quello che ti fa incazzare, meno spazio lasci alla serenità

Per cui dimentico la G12 per un po’ e guardo avanti!

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv riderA colazione ultimata è il momento di inginocchiarsi davanti alla TA come fosse la mia mecca, bilanciarla su un terreno in piana e fare il rabbocco dell’olio.

Ho ancora qualche difficoltà a concepire perché 25 anni fa’ gli ingegneri giapponesi non abbiano pensato ad un moto più semplice di fare un rabbocco su questa moto, ma evidentemente non prevedevano che l’utente medio si macinasse 700 km al giorno per 7 anni di fila. Questo mi obbliga a fare un rabbocco una volta / quasi due al giorno, dipendendo dalle distanze coperte e la velocità di crociera.

Considerando che sulla Panamericana si viaggia a 150 senza problemi, il livello dell’olio s’abbassa rapidamente.

Per cui eccomi di nuovo incastrato su un ponte e la carreggiata rapida della Ruta 5, con i TIR che sfrecciano a palla e le ventate che spostano tutto quello che metto a terra.

Diciamocelo, di metodi per rabboccare l’olio senza fare un macello e inzozzarmi le mani e vestiti d’olio ne ho provati tanti, però quando ho lavorato con le modernissime moto fatte nel 2012 ho capito che il problema è semplicemente “l’ergonomia”.

Comunque sia, messa la moto diritta con uno spessore sotto il cavalletto laterale e appoggiata dall’altro lato con un muro / palo / bastone, ottengo la posizione ideale. Con una mano dovrei pulire l’asta del tappo e con l’altra rabboccare, ma i TIR che sfiorano la TA a 120 fanno cadere il tappo, spostano il panno con cui asciugo l’asta, fanno vibrare la moto e il tutto diventa un’operazione chirurgica mal gestita.

La verità?

Era meglio se facevo il rabbocco in un posto migliore, eccola la verità!

Ma sono un impaziente, che ci vuoi fare…

Questi km di Cile li ho stramacinati in sella ad ogni tipo di veicolo: La mia vecchia TA, questa nuova, un F800GS, un R1200 ed una Adventure. Però anche con una Ford F150 ed una Jeep NewCherokee. Da nord a sud, gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv riderda sud a nord. Per lavoro, per viaggio, per tutto.

Sono chilometri retti lungo il mare e dentro il deserto di Atacama che le prima due volte meravigliano. Gli spazi aridi del deserto, i suoi colori, le sfumature, l’odore intenso di salsedine mischiato alla sabbia soffiata dalla brezza marina.

Davvero un bello spettacolo.

In questa circostanza di rivisitata circostanza non posso che approfittare della familiarità con questi posti per riprendere con la SportCamera gli angoli più belli e pittoreschi, di mare e di deserto.

Arrivo ad Antofagasta dopo l’ennesimo pieno benzina e penso che in fin dei conti sta bene così, che non c’è fretta e che le batterie della SportCamera hanno lavorato tutto il giorno e che forse vale la pena ricaricarle.

Entro nella città di Antofagasta in cerca di un posto per la notte e una volta convinta la responsabile di un “ostello” a farmi parcheggiare la moto nel piccolo corridoio d’entrata, mi libero dell’abbigliamento moto, mi faccio una doccia e vado in giro per il centro in cerca di cibo.

Lo trovo in un vecchio mercato centrale dove vendono carne e pesce al chilo. Il posto più bello di ogni città per conoscere l’essenza della gente che lo abita.

gionata nencini, partireper.it, honda transalp, adv riderAl suo interno c’è un piccolo ristorante di cibo casereccio dove una giovane ed attraente cilena mi serve la cena.

Ho una sete della miseria e continuo a chiedere bicchieri d’acqua ogni sei minuti aspettandomi un insulto come risposta per i tanti viaggi in cucina.

Chiedo una brocca ma non ce l’hanno e questa maledettissima abitudine di accompagnare i pasti con succo o bibite gassose proprio non mi va giù.

Quando avevo portato Michele fuori a pranzo pochi giorni prima del Tour Motato il commento se l’era fatto scappare pure lui:

Ma in Cile l’acqua potabile non esiste?!

Cultura, gli dico io, che in fin dei conti al posto suo, nei mesi prima, ho smadonnato tutte le sante volte che ho pranzato fuori (per lavoro) e in tavola mi mettono una bistecca al pepe nero con un bicchiere di succo di mela.

Ma io dico….

Finisce la cena, pago il conto, torno alla stanza con quel ronzio in testa che mi dice: “Hai rotto la G12 al primo giorno di viaggio, sei un cretino”.

Tappi nelle orecchie, SportCamera in caricamento e spengo la luce.

I sogni che farò quella notte sono da seduta psichiatrica.

 

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Commenti

giovomal scrive:

bellissimo poterti riseguire nel tuo viaggio e documentato sempre meglio!!grande gionata!dove si trovano info sul tragitto che stai seguendo?
PS: devi trovare una soluzione all’audio della sport camera, non so se possa esistere un filtro antivento!! :P

Gionata Nencini scrive:

Ciao Giova!
Il tragitto lo vado disegnando sull mappa cada tanto.
E per l’audio non ci si può fare niente, però quando edito il materiale lo tappo con della musica e viene fuori una figata!