Newsletter 12/09: FINE Tour Panamericano

gionata nencini honda transalp partireper.it

Grazie ad Luca Colaiacomo, augusto cirio, luigi buscaroli e Massimo Nicolini per le 125 Euro donatemi!

conosci gli altri 155 donatori QUI

Ciao Viaggiatore!

Questa é la dodicesima ed ULTIMA Newsletter del 2009 che ricevi come sintesi dell’ultimo mese di viaggio compiuto ed anche come sintesi e riflessione sui 12 mesi di viaggio del Tour Panamericano. Il post è abbastanza lungo e spero ti farà compagnia per alcuni minuti, seguiti poi dalla visione di tutti i video, foto e mappe che ho pubblicato nella pagina riferita a questo Tour del 2009.

Prima di venire al dunque vorrei ringraziarti per avermi seguito per questi passati 12 mesi. Per esserti interessato alle newsletter ed ai mesi di viaggio che mi hanno portato in Sud America. Grazie per le domande, per i commenti, per le esortazioni e per i contributi che mi hanno permesso di riempire il serbatoio della moto e dedicare il mio tempo a progetti umanitari.

Inoltre, tutte le foto, mappe, video relativi a questo anno di viaggio sono contenute in questa pagina, che potrete visitare in qualunque momento, per vivere in prima persona quello che è descritto in questo post.

http://www.partireper.it/2009-tour-panamericano/

Grazie di tutto cuore.

Partenza Tour Panamericano: 22/1/2009

Periodo ultimo mese: 22/12/2009 – 22/1/2010

Da: Buenos Aires, Argentina

A: Santiago, Chile

Km totali percorsi: 200000 (in stato di revisione)

Km percorsi Tour: 31500 (di cui 11000 su sterrato)

Km percorsi ultimo mese: 1400 (di cui 0 su sterrato)

Paesi toccati: Argentina, Chile

Guasti avvenuti finora: problema consumi, foratura ruota posteriore, smarrimento materiale camping,foratura ruota posteriore, rottura radiatore, rottura ventola radiatore, rottura plastiche, rottura filtro dell’aria, rottura borsa serbatoio Famsa, INCIDENTE IN MOTO, SEQUESTRO MOTO, Secondo incidente caduta, Smarrimento Attrezzi meccanici, Problema elettrico,

Pasti principali ultimo mese: colazioni, pranzi e cene cosumate a stazioni di servizio e ristoranti

Pernottamenti in albergo ultimo mese: 0

Pernottamenti in tenda ultimo mese: 2

Pernottamenti da CS ultimo mese: 5

Pernottamenti da abitanti del posto ultimo mese: 24

Pernottamenti camping attrezzato ultimo mese: 0

Pernottamenti camping gratuiti ultimo mese: 0

Trasporti alternativi:

Donazioni ricevute ultimo mese: 125 Euro (Luca Colaiacomo, augusto cirio, luigi buscaroli e Massimo Nicolini )

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L’inizio del Tour Panamericano

Arrivato a Buenos Aires, Argentina con un volo diretto dalla Nuova Zelanda, aspetto un mese circa per l’arrivo della moto spedita via cargo container. I documenti di importazione e gli ultimi ritocchi termino a metà Gennaio 2009 ed in data 22/01/2009, mi incammino con Davide per lasciare Buenos Aires e cominciare la mia discesa verso Sud.

honda transalp gionata nencini partireper.itDirezione: Terra del Fuoco ed Ushuaia.

Sono km lenti e tediosi, fatti di distese grigie e piatte tipiche della Patagonia Argentina. Il vento incrementa il problema consumi ed il clima è sempre più afoso. Arrivato a Bahia Blanca sono cotretto a guidare in pantaloncini, per colpa dei terribili 50 gradi che mi perseguitano tutto il giorno.

Arrivo ad Ushuaia dopo una foratura gomma posteriore avvenuta nella Patagonia cilena e chiedo ad un signore che vive nel centro se posso montare la tenda nel giardino di casa sua.

Chiedo a mia moglie – mi dice prima di sgattaoilare in casa da lei

La disponibilitá degli argentini e la loro ospitalità è rigenerante. Le donne sono bellissime ed ho fatto fatica a lasciare Buenos Aires, visto i bei ricordi che ci ho lasciato.

Dormo sempre in tenda, come piace a me. Porto con me un sacco a pelo di piume d’oca che ho comprato nel 2007 in Australia e poco si confà con i climi gelidi delle città del sud. A Rio Gallegos rimango sveglio tutta la notte vinto dall’umidità.

Però al risveglio, con un caffè, si risolve tutto.

Continuo a trovare gente in moto, attrezzata fino ai denti, che passa per la stessa Ruta 3 sulla quale viaggio io. Gruppo organizzati di moto circondano le dogane ed arrivano fino a 30 persone. Poi ci sono i veicoli di supporto, le moto di scorta e la guida che fa da interprete con i doganieri.

Ma quanto costa fare un viaggio organizzato in moto? – chiedo ad un partecipante che aiuto con la traduzione inglese – spagnolo

25000 dollari

Per quanto tempo?

1 mese

Riparto pensando ai miei 400 euro di media mensile e non so se dentro di me provo orgoglio o dispiacere. Dispiacere perchè in fondo il mondo non è poi così diverso dalle zone malfamate della nostra città ed il lusso che si compra in viaggio, tende a distaccarci dalla realtà nuda e cruda del paese.

La sosta ad Ushuaia si prolunga per colpa di una donna. Si chiama Emma e ci siamo conosciuti in dogana. Non posso invitarla da me in tenda perchè sono ospite da un estraneo che mi sta facendo un favore e così riscopro la sensazione che provavo attornoa i 15 anni, quando il sesso accadeva di nascosto quasi come fosse un peccato.

Io ed Emma rinchiusi nella doccia dell’hostello dove alloggia lei, a voce bassissima e con lo scroscio dell’acqua che copre le nostre voci.

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Argentina e la Ruta 40

C’è qualcosa di maniacale nei racconti dei motociclisti che incontro in Argentina. Quasi tutti mostrano sugli adesivi della moto o le toppe della giacca, la famigerata RUTA 40. Sembra quasi che, esclusa la foto nel cartello di Ushuaia – la città pià al sud del mondo, la ragione per cui tantissimi motociclisti arrivano in Argentina sia proprio l’addentrarsi su questa RUTA 40.

E facciamola allora.

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Secondo il resoconto di Omar, un ragazzo in moto israeliano che incontro a Puerto Natales, devo stare attendo alla stazione di servizio di Bajo Carajoles. Così faccio il pieno del serbatoio, delle taniche e mi porto dietro pure 4 bottiglid i cococola piene di benzina.

La Ruta 40 appare ai miei occhi piatta, grigia e di nessuna bellezza particolare. Se hai affrontato i 2200 km in Siberia ed i 2000 km di sabbia per Cape York, la Ruta 40 ti appare come l’ennesima distesa di sterrato da coprire nel minor tempo possibile.

Non ci sono corsi d’acqua, non ci sono animali particolai, non ci sono villaggi storici, non ci sono abitanti che praticano i propri usi e costumi (indigeni), non ci sono riserve naturali e manca la presenza della flora e della fauna che, secondo me, fa la differenza.

Molti mi hanno raccontato di cadute, del vento e di non so che. Copro la parte sud della Ruta 40 in una giornata con delle Metzeller da strada asfaltata e cado solo una volta, in una pozzanghera di fango a 30 km/h. Non riesco ad affrontare il viaggio con la costante paura di non cadere, per la paura di doverlo raccontare.

Se cadi, in moto, semplicemente ti rialzi. Alla fine della Ruta 40 non c’è nessuno che ti da un premio.

Ho però sentito parlare di questa bellissima Caretera Austral, che risale il sud del Cile e passa attraverso i 7 laghi.

Vediamo di cosa si tratta

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Caretera Australia o Ruta 7

Adesso c`è da dire che, quando le montagne determinano l’esperienza di un viaggio, è meglio scegliere bene da che lato delle montagne stare.

honda transalp gionata nencini partireper.itEsco dalla Patagonia Argentina annoiato, appiattito e quasi deluso e quando entro nella Patagonia Cilena attraversando le Ande, mi innamoro.

Questo è SI uno dei posti più belli del mondo, e sicuramente uno dei più belli in cui ho viaggiato in moto e che ho visto con i miei occhi. La natura prevale su tutto ed i colori sono ovunque. Gli animali si vedono in ogni lato e fanno da collegamento fra una parte e l’altro dei piccoli villaggi che incontro fra le vie sterrate di questa ruta 7.

Prima la pioggia, poi il sole, poi il freddo, poi la nebbia.

Il calore di un fuoco acceso di notte, l’acqua azzurra dei laghi ed il verde prorompente degli alberi. E sullo sfondo la neve degli altipiani.

La strada è anche in condizioni migliori ed il fastidiosissimo vento Patagonico è sparito. Il mare, inoltre, mitiga il clima.

Torre del Payne, i ghiaccia, le cascate, il silenzio delle valli, i torrenti… Un sogno.

Non ci sono paragoni.

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Il problema consumi e la disperazione

Succede che i numeri continuano a non tornare. Se in Russia, nel 2005, a parità di carico, moto, clima e ottani di benzina, la moto faceva 300 km senza riserva, perchè adesso ne fa 190?

E perchè se tolgo il filtro dell’aria ne fa 280?

Sono passati 2 anni da quando è iniziato il problema e non ho ancora trovato chi sappia dirmi come risolverlo….

Così continuo la mia risalita verso nord, seguendo le linee della Caretera Austral.

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Senza casa, senza letto, senza alloggio

honda transalp partireper.it gionata nenciniPer un moto viaggiatore, la tenda, il sacco a pelo ed il materassino non sono semplici oggetti. Sono la casa vera e propria. E quando queste tre cose vengono a mancare o si rompono, il riposo durante il viaggio è compromesso e si complicano un sacco di cose.

C’è anche da dire che sono un idiota, perchè in un giorno di bufera, di pioggia, di vento ho montato la tenda senza picchetti ed il vento me l’ha portata via. Con tutti quello che conteneva!

Sono a Manhuales, vinto dalla pioggia. Ho anche i calzini e le mutande bagnate. Monto la tenda sotto ad un ponte, vicino ad un fiume e tutto contento, torno in moto al villaggio a comprare provviste.

Farò un fuoco per cucinare ed asciugate i miei abiti ed andrà tutto alla grande – penso fra me e me

Quando torno, la tenda non c`è più e tutti gli altri oggetti di valore si. Deduco che il vento ha spinto dentro al fiume tutto il mio materiale da campeggio.

Si inizia male.

Per i giorni seguenti chiederò ospitalità a chi capita, ricevendo quasi sempre risposte positive e constatando la grande disponibilità dei cileni del sud. Soprattutto delle cilene!

Però quando non ci sono persone a cui chiedere, provo a dormire sotto ad un naylon e la moto, riscaldato dal fuoco. Ma non è mai la stessa cosa!

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Honda Cile

Cile è un paese che mi affascina. Mi piace la lingua, il cibo, la gente, le donne, la natura, l’ordine, il mare, TUTTO! Il mio arrvo a Santiago è stato preceduto da qualche storiella amorosa consumata en EL Calafate ed in Concepcion. Vivere una relazione amorosa con una donna del posto, oltre a suggerire un sacco di risposte sul come / perchè del modo di vivere di un altro popolo, offrono anche spunti per farsi domande su come vivono nel quotidiano le persone di un altro popolo. Come amano le persone di un altro popolo e quali sono le aspettative, i sogni e le ambizioni nell’ambito sociale, familiare e lavorativo.

Immagino che pagando una stanza d’albergo, l’unica opzione per “addentrarsi” nel paese in cui si è, sia la televisione.

Io preferisco andare direttamente al nocciolo della questione.

Quando arrivo in Santiago vengo ricevuto dagli ambasciatori italiani in Cile ed aiutato a connettermi con l’Italia per il prmo metting del viaggio avventura in moto. Un evento che mi innervosisce un po’, ma al quale partecipo volentieri.

Il fatto è che a prendere posizioni su quello che si fa, c`è sempre il rischio di contraddire i valori di qualcun’altro. La soluzione è VENDERSI e dire quello che fa piacere a tutti sentire e che non mette in chiaro un bel niente. Insomma, per me questo meeting è un vero e proprio scontro di valori con me stesso.

Per pura casualità, dopo il meeting, vengo presentato al presidente cileno di Honda Cile.

honda transalp gionata nencini partireper.itOdio vendermi e tentare di convincere gli altri che “sono figo”, “che sono un investimento garantito” e queste cagate qui.

L’incontro con Honda Cile mi piace perchè, nel modo più informale possibie, mi presento al presidente e gli chiedo se ha 5 minuti per vedere un mio video. Quando gli mostro il video montato in australia e nuova zelanda lui mi interrompe dopo pochi minuti e mi dice che vorrebbe aiutarmi, fare un tagliando alla moto, indirizzarmi a qualche giornalista.

Ed è così l’inizio della nostra collaborazione.

Non si firmano contratti, non ci si lecca il culo a vicenda e si torna a casa tutte e due contenti. Come degli amici.

La Transalp viene presa in officida dal socio di Chaleco Lopez, famoso corridore di Dakar. Sarà lui ad offrire la mano d’opera, mentre Honda Cile fornirà i ricambi (importati dagli stati uniti).

Passano i mesi ed io continuo a fare interviste ed a lavorare al video dei 4 anni usando la Varadero 1000 che Honda mi ha messo a disposizione. Mi sistemo a casa di Elena con la quale viaggio al sud, in sella questa volta ad una Transalp del 2006.

E noto che la Transalp di adesso è molto più bilanciata e facile da guidare della mia. Incredibile.

La mia pesa come un mulo!

I lavori sono ultimati a fine Maggio, quando mi scade il visto per il Cile. A fare la mano d’opera sono io perchè nascono dei disaccordi con Honda Cile e con il responsabile che ha ordinato i ricambi (sbagliati ) per la mia moto.

Le interviste sono finite ed io ho proprio voglia di rimettermi in viaggio.

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Genaro e Valentina

A me i media non portano una lira!

honda transalp gionata nencini partireper.itVorrei dirlo perchè, come si sa, i contratti mediatici e gli sponsor lavorano così: per commissioni.

Io ti do un casco. Tu lo usi e metti un adesivo e se esci su ESPN ti paghiamo TOT Euro. Scriviamolo su un contratto.

Ecco, io non ho firmato nessun contratto, quindi per ogni articolo o adesivo che si vede nelle mie foto, articoli, video o nelle interviste, NON PERCEPISCO UN CENTESIMO DI EURO.

Lo faccio solo a titolo di gratitudine per chi mi ha aiutato a risparmiare sull’acquisto dell’abbigliamento moto.

Quello che però accade dopo le interviste tv e nelle riviste sono i contatti con le persone. Pochi giorni dopo l’uscita dell’intervista su MEGA NOTICIAS, mi chiama uno sconosciuto sul cellualare cileno e si presenta come Gennaro.

Mi parla come se mi conoscesse da una vita e quando lo incontro capisco perchè. Rimango da lui per alcuni giorni e mi innamoro dell’ambiente familiari e pieno di gioia che si respira. Gennaro è anche un uomo sensibile e che ama affrontare discussioni di una certa importanza e così, dietro agli occhi di uno sconosciuto, scopro un nuovo amico.

La stessa cosa vale per sua figlia, Valentina, con la quale parlo per ore ed ore e con la quale spero di potermi reincontrare. In viaggio, davvero, non ci si sente mai soli!

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Foruncolitis

honda transalp gionata nencini partireper.itPoche settimane dopo il mio arrivo in Santiago, una piaga mi dilania le gambe. I dottori la chiamano Foruncolitis e dicono dipenda da un’abbassamento delle difese immunitarie. Il problema è che non ho una assicurazione sanitaria e che la salute pubblica in Cile è costossissima. Specialmente per gli stranieri come me.

Così con delle visite di favore da parte dei dottori amici di amici, riesco a farmi somministrare degli antibiotici e del cortisone.

Insomma, quest’anno me ne capitano di tutte i colori.

Lascio Santiago per Mendoza e faccio un cultivo in una clinica privata. Il risultato è lo stesso. Foruncolitis.

Quando smetto di prendere i medicinali, mi ritrovo 3 gigantesce cicatrici sulle gambe.

Souvenir di viaggio.

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Sesso e Supermercato

Fra una delle letture che ho sempre preferito, c`è Narciso e Boccadoro.

Mi affasciva il viaggiatore in sintonia con la propria sfera sentimentale, in grado di suscitare nelle altre donne un’interesse capace di dare origine ad avventure e passioni.

E nel mio piccolo non mi vergogno di dire che sono ben felice di beneficiare della fama che gli uomini italiani hanno nel mondo.

Ma c’è una cosa particolare che non mi so spiegare.

Tutte le donne con le quali corono un’avventura d’amore in viaggio, le conosco al supermercato!

TUTTE!

honda transalp gionata nencini partireper.itAlcune, come è ovvio, lasciano il segno, ed è proprio di una di queste che vorrei accennare qui.

Meglio non citare il nome sennò i Troglos entrano nel mio Facebook e le mandano le foto del proprio pisello con su scritto “incontro a mezzanotte alla Despar”.

Sono in una piccola cittadina cilena, sperduto fra le vie del centro in cerca di un supermercato.

Ferma al semaforo, le chiedo con un grido la direzione per il supermercato. Me la indica e con mia grande sorpresa me la ritrovo davanti quando giro fra i reparti con un cesto nella mano.

Parliamo del più e del meno e la invito a bere un caffè con me.

Mi racconta che vive in un’altra città e che ha terminato il suo primo giorno di prova a lavoro. Quando mi avvicino per un bacio, lei si scosta e mi porge la guancia.

Parliamo per un’altra oretta, senza tensione, adesso che il bacio ha rivelato la vera inenzione di entrambi.

Pazienza – penso

Dove dormi stasera? – mi chiede lei tutto d’un tratto

Non so, immagino in tenda da qualche parte. Sai se cè un fiume dove posso lavarmi?

Aspetta

Un giro di telefonate, un serie di frasi che intercetto fra lei e l’amica che ha chiamato e già non ci capisco più niente. Però è ovvio che vuole aiutarmi.

Sediamo entrambi sulla mia moto, morti dal freddo ed è tardissimo. Siamo diretti alla casa di una amica.

Dopo una doccia, ringrazio e mi preparo a rimettermi in marcia, in cerca di un posto dove dormire.

Lei mi chiede perchè non rimango e così le faccio notare che non voglio essere di disturbo per la sua amica, che vive sola con il figlio mentre il marito fa il turno di notte.

Non vorrei si creassero gelosie scomode quando suo marito scopre che ho dormito qui.

Ma no, e poi ti tengo d’occhio io – commenta lei con un sorriso malizioso

Passi la notte qui anche tu?

Si

E mi ritrovo a fare l’amore nel letto di un bambino, mentre l’amica ed il figlio dormono nell’altra stanza. E quello che succede quella notte la dice lunga sulla chimica e sul modo in cui due corpi si completano sessualmente pur conoscendosi da poche ore.

Il giorno dopo viaggio tutto il giorno fra le vette silenziose e non riesco a togliermi dalla testa l’incredibile avventura della notte passata.

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A 6800mt di follia

E’ inverno e sulle Andre non si scherza. Il giorno si arriva a -15 e la notte a -40. Ho ricomprato una tenda da 15 euro, pessima e se provo ad accampare a quelle altitudini, posso dire addio MONDO.

honda transalp gionata nencini partireper.itSono quindi ospite dai doganieri cileni che mi ricevono con un guizzo di simpatia ed interesse.

L’indomani mi metto in viaggio per ultimare la traversata del Passo San Francisco e vengo tentato da un cartello a risalire il vulcano più alto del mondo: Ojo del Salado.

Il sentiero non è nemmeno battuto. Tutto intorno ci sono solo sabbia, neve, ghiaccio e pietre. E monto le Anakee, pessime per il fuori strada.

Mi difigo verso la vetta, alla quale mancano 20 km. A 2 km dall’arrivo inizia la bufera di neve he annuncia la fine del giorno e l’inizio della notte.

La temperatura inizia a scendere. E non vedo niente.

La moto è bloccata nella neve. Il motore funziona solo senza filtro aria e la sabbia entra nel carburatore senza pietà.

Ho paura e cerco di scavare via la neve dalle ruote con la forza che mi rimane a causa dell’aria rarefatta.

Un’aventura vera, una paura vera, un rischio vero.

Alla fine il terrore di rimanerci mi da la forza di tornare indietro a tutta velocità. Cado pesantemente e frantumo tutte le plastiche ed il radiatore, che adesso non si accende più.

Quando arrivo alla frontiera con l’argentina mi fa male la testa, il cuore, il braccio sinistro e temo di entrare in embolia, ma la mattina mi risveglio solo con una enorme nausea.

Tempo di scendere e toccare terra!

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Bolivia odio amore

gionata nencini honda transalp partireper.itIn Viaggio, gli imprevisti accadono sempre ed un viaggiatore li aspetta con una certa accondiscendenza.

Ma ci sono volte in cui semplicemente non sei in grado di fartene carico. Perchè invece di metterti a risolvere l’ennesimo problema, vorresti viaggiare con il vento fra i capelli.

Entro in Bolivia e già odio l’altipiano, il freddo, la moto che non funziona, le banche che non mi lasciano prelevare.

Ma quando scendo per arrivare nella jungla, il clima tropicale ed il calore della gente sono come una botta di salute.

E non importa se ci sono 30 gradi e se il radiatore non funziona. Basta trovare un fiume e passarci dentro lentamente e la temperatura si abbassa.

e la Caretera della Morte, che imbocco quasi per sbaglio, è Si uno dei posti più belli per andarci in moto.

Lo raccomando a tutti!

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Familia Feliz, Dio, Religione e la Solidarietà

Quasi per caso, grazie alla foratura della ruota posteriore, ho conosciuto un volontario di Familia Feliz ed ho deciso di fare il volontario.

Sono arrivato in un orfanotrofio Cristiano Avventista del settimo giorno in qualità si NON CRISTIANO PAGANO ATEO e chi più ne ha più ne metta, ma senza soffrire pressioni da parte dei fratelli della congregazione e con un enorme curiosità verso il valore assoluto di Dio, la Bibbia, la Religione, la Dottrina.

Perchè non importa cosa dica la gente a lavoro o gli amici attorno ad un tavolo. Dio è qualcosa di talmente importante che si merita di venir conosciuto di persona, senza intermediari.

Ed io volevo vederci chiaro per conto mio.

Cosi ho iniziato a pregare, a cantare cantici, a leggere la bibbia, a studiarla. Altrimenti avrei fatto il critico di un’arte che non conosco.

E qualcosa ho scoperto. Qualcosa a me fino a quel giorno ignoto e che adesso ha un sapore molto importante.

DIO non è la RELIGIONE

La RELIGIONE è l’interpretazione che LE PERSONE danno di quello che DIO è.

gionata nencini partireper.itQuindi senza discriminazioni o preconcetti, ho abbracciato questo luogo e mi sono fatto abbracciare dai suoi valori cristiani. Ho imparato molto, lo riconosco.

Allo stesso modo, oltre 60 di voi lettori, hanno riconosciuto l’importanza di aiutare i bambini di questo orfanotrofio, a prescindere dalla dottrina a cui i volontari fanno riferimento. A prescindere dal colore della pelle e la lningua parlata da queste vittime di stupri e violenze.

E sono fiero dei miei lettori, che assieme alla mia famiglia e me, hanno permesso la costruzione di UNA CASA, donando collettivamente oltre 10000 Euro.

Un grazie soprattuto a CPL, ENNECI MACCHINE e l’anonimo che hanno donato 4000 euro.

Un grazie a mia madre che ha fatto un passaparola continuo fino a reperire oltre 30 donatori.

E le donazioni sono adesso chiuse, perchè abbiamo raggiunto il totola di una casa e perchè dall’Italia è partito un container con un depuratore dell’acqua.

Grazie a tutti!

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Incidente e sequestro moto

gionata nencini partireper.itDicono che un vero motociclista, prima o poi, l’asfalto lo deve assaggiare.

Deduco che un moto viaggiatore, invece, debba assaggiare anche lo sterrato, visto quello che mi è successo in Bolivia.

Il 10 Settembre 2009, di ritorno verso l’orfanotrofio presso il quale ero volontario, sono finito in ospedale dopo un terribile incidente di notte.

10 punti sulla faccia, un ricovero d’urgenza a Santa Cruz ed una dislocatura con gesso.

La precarietà della salute Boliviana mi costa un inizio di cancrena ed una dissenteria.

Ma, come ho detto prima, fa tutto parte del gioco.
Chi invece se l’è vista peggio di me è la moto, sequestrata dalle autorità boliviane e rilasciata solo dopo il versamento di una tangente.

Non importa se sono un turista, un imprenditore o un volontario che offre il suo tempo per aiutare la comunità locale boliviana.

Sono un “bianco” e se non voglio pagare quei soldi, la moto se la tengono loro!

La Transalp ritorna in mano mia completamente distrutta. Il quadro strumenti, il radiatore, le plastiche, le borse Givi, il telaio piegato. Fisso la moto silenzioso, meditando sui bei tempi Australiani, 2 anni fa.

Provo qualcosa per questa moto, che non so spiegare. A volte mi sento triste e mi accorgo che è perchè la moto ha dei problemi. Vedere la moto in questo stato, dopo l’incidente, mi lascia un vuoto dentro. E`come se nel più bello di una partita, la palla si sgonfiasse obbliagando il giocatore a fermarsi.

Agli stadi la domenica di palle ne hanno 10, ma io di moto ho solo questa!

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Il Viaggio continua grazie a Voi

gionata nencini honda transalp partireper.itDopo l’incidente, ho seriamente pensato di abbandonare il viaggio e fermarmi in Bolivia un anno, prima di fare ritorno a casa ed annunciare la fine del VIAGGIO.

Però se sono ancora in viaggio è solo grazie a chi mi segue, perchè i ricambi che alcuni lettori hanno inviato e regalato al mio indirizzo in Italia, hanno fatto davvero la differenza per me e mi hanno dato nuova speranza.

Proprio quando sto per arrendermi all’evidenza e pensare al ritorno a casa, ricevo via mail l’ennesima sorpresa.
E quando una sorpresa inaspettata è la soluzione ad un grave imprevisto come l’incidente in Bolivia, la speranza riprende vita.

Le foto dell’incidente girano su Partireper.it, FaceBook ed arrivano ai ragazzi del moto forum Transalp Club Italia (www.transalpclubitalia.it). In privato ricevo le mail del coordinatore Giovanni Lupo, che tiene a cuore la mia storia e vuole aiutarmi. In poche settimane 5 motociclisti cercano, donano ed inviano al mio indirizzo in Italia 30 ricambi per Transalp del 1987.

Giovanni Lupo, Andrea Andrenacci, Alberto Gomisel, Federico Ballardini, Claudio Proni ed Alessandro sono le persone che vorrei ringraziare oggi. Poche settimane dopo anche Givi Italia mi contatta e mi invita alla sede Givi do Brasil per sostituire le borse rotte con un set nuovo. E così fa Scottoiler, Ufo e Cose di moto.

Se volete sapere quali sono i ricambi donati e donare anche voi il vostro contributo, visitate: http://www.partireper.it/2009/10/20/lista-ricambi-usati-honda-transalp/

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5 anni di viaggio rubati

Sono stato derubato del mio computer che conteneva 5 anni di viaggio nel mondo in moto. Ho perso le foto, i video, le email, i contatti, i file delle interviste, gli articoli scritti, le bozze dei lavori che avrei presto pubblicato ed anche tutti i backup del sito e le grafiche a cui avevo a lungo lavorato. Ho perso le chiavi di accesso alle mie carte di credito, le password ai siti privati, i numeri di telefono dei miei amici e familiari. E chissà cos’altro ho perduto.

Ho perduto tutto. Specialmente se penso che il ladro era una persona vicina a Familia Feliz ed i suoi volontari. Forse un fratello della congregazione o uno dei vicini che aiutavamo ogni fine setimana.

Così rimango attonito e basito davanti all’assurdità delle persone.

Fai di tutto per offrire il tuo tempo e lo regali a fin di bene e ti ritrovi derubato della fiducia che riponevi in loro.

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Brasile e Givi

honda transalp gionata nencini partireper.itCosì dopo la fine dei corsi a Familia Feliz ed il furto del computer, deciso di accettare l’invito di Givi a conoscere i ragazzi di Givi do Brasil, che sostituiranno grauitamente le moto valige andate distrutte dopo l’incidente.

Ci sono 4500 km da fare e la moto ha un problema elttrico. Devo spingere sempre a mano. 10-15 volte al giorno.

Sono esausto e sento di non aver più energia e pazienza di continuare.

Me ne stanno succedendo di tutti i colori!

L’incontro con Givi do Brasil avviene prima delle feste natalizie e sono tutti molto impegnati con altre cose.

Decido di fermarmi in Brasile a vivere e lavorare, anche in previsione dell’incontro con i miei a Marzo in San Paolo, ma qualcosa mi prendo e mi trascina via, lungo altri km di viaggio senza meta.

La moto parte ancora solo a spinta e quando arrivo di nuovo a Buenos Aires mi pervade una sensazione di sconfitta, di tristezza, di amarezza e di solitdine.

Forse sono stanco, devo mettermi a lavorare per recuperare un po’ di energie.

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Uruguay, Argentina e piani futuri

Così ho attraversato rapidamente anche Uruguay, ho cambiato trasmissione in BA e riparato lo scottoiler.

Riparato l’impianto elettrico, che adesso carica e mi sono diretto a Santiago per lavorare.

Ho sfruttato la salute pubblica argentina per farmi un controllo dei valori del sangue, urine e feci ed è tutto ok.

Pensavo che dopo l’incidente in moto ne avessi bisogno, non si sa mai.

Del resto in Bolivia la salute è quella che è!

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Un anno di merda

  • 6 forature
  • equipaggiamento da camping smarrito in cile
  • foruncolitis in santiago
  • tenda e tre piedi rubati in cile
  • caduta e spavento a 6800mt
  • rottura radiatore e ventola
  • problema consumi aumentato
  • problema olio
  • incidente moto
  • sequestro moto
  • ricovero d’urgenza
  • furto computer e videocamera
  • caduta in riveralta e dislocatura braccio
  • rottura brosa famsa
  • smarrimento borsa attrezzi in bolivia
  • problema elettrico
  • furto in santiago con bugia del bambino malato

Un anno d’oro

  • conoscere davide magliore
  • conoscere la famiglia di ulysse
  • i ragazzi di dakar motos
  • la famiglia di zulma
  • patagonia cilena
  • l’ospitalità dei cileni
  • la famiglia di viviana
  • elena e sua madre
  • emma
  • pia
  • paula
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Quanto ho speso?

Sto lavorando alla stima esatta di quanto ho speso in un anno. La cifra, per adesso si aggira attorno ai 6000 euro, che in un anno non è male e comprende:

  • benzina e olio motore
  • cibo e bevande
  • pernottamenti (raramente)
  • cioccolata
  • internet
  • 450 euro di spese mediche per l’incidente (che ho rimborsato a Familia Feliz)
  • 300 euro donate al progetto umanitario
  • 2 treni gomme
  • una trasmissione di ricambio
  • due batterie nuove per la moto
  • un tre piedi
  • 2 tende
  • 50 mini dv per la videocamera
  • abbigliamento
  • ferry, traghetti e trasporti alternativi
  • cinema e svago
  • ferramenta ed accessori per moto /camping

Quanti km ho fatto?

  • 11000 in Argentina
  • 7500 in Cile
  • 4700 in Bolivia
  • 7000 in Brasile
  • 1300 in Uruguay

Quanti video ho fatto quest’anno?

  • 293 video
  • + quelli non ancora uploadati fatti con videocamera digitale

Quante foto ho fatto quest’anno?

  • 5000 foto circa ad alta risoluzione

http://www.partireper.it/2009-tour-panamericano/

Conclusioni (ho dimenticato qualcosa? chiedi con un commento!)

Si conclude così il Tour Panamericano, che mi ha accompagnato in 5 paesi del Sud America per 12 mesi, lungo 31500 km.

Secondo me vale la pena mettersi in gioco, anche se alla fine ci si rende conto di aver non solo guadagnato qualcosa, ma perso qualcos’altro. Forse mi è sempre andata bene nei passati anni o forse no.

Non so.

Sta di fatto che la mia voglia di viaggiare è rinnovata e che sfrutterò questa sosta in Cile per lavorare e creare qualcosa di nuovo.

Dovrò prendermi cura della moto e per farlo sto pensando a delle soluzioni molto interessanti.

Per adesso ci terrei a ringraziarvi tutti e ad invitarvi a farvi avanti con domande e dubbi, perchè la rete vi offre la possibilità di documentarvi per davvero su qualcosa che è rimasto per troppi anni oscuro ai molti: le possibilità che un viaggio avventura offre.

Quindi spero di sentirvi presto.

E vi abbraccio dal Cile

Gionata Nencini

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Commenti

elisa scrive:

l’audio non èproprio dei migliori…
… comunque sono felice di vederti felice.

Gionata scrive:

grazie eli, è sempre un piacere ricevere tue notizie.
abbraccio

Emanuele scrive:

Grande, come sempre.
Ho iniziato a seguirti proprio quando sei arrivato a Buenos Aires. Continua così!

Gionata scrive:

grazie emanuele,
ci sentiamo presto qui.
gionata

marco scrive:

Ciao Gionata, è la prima volta che scrivo ma ormai saranno tre anni che ti seguo..sono un ragazzo pratese e sono un MOTOCICLISTA.Condivido ed ammiro tutto ciò che fai ma una cosa proprio non la capisco,il tuo ritenerti un motoviaggiatore.Nulla di negativo in ciò ma secondo me te hai un idea distorta di noi motociclisti.Adoriamo anche noi i profumi,il gustarci i paesaggi,l’accamparsi con le nostre amate tende, il conoscere nuove etnie e condividere tradizioni altrui e adventure..ecc ecc. Noi motociclisti non siamo ne più ne meno di quello che rappresenta, ma non sostiene, il nostro amato Gionata Nencini.Ho visto le foto e i vidio di come curi e ripari quel mulo di moto, e nei tuoi occhi ho rivisto il sentimento che lega anche me alla mia moto, quella cosa non spiegabile a parole, ma che solo noi possiamo conoscere.Scusa l’azzardo ma io ti ritengo un motociclista,e spero vivamente un giorno di fare la tua conoscenza…ps non sono buco e!!!!!
Non so se sono riuscito ad esprimermi,comunque spero in una tua risposta.Un abbraccio e spero che questo 2010 ti porti tanta fortuna e gnocca…Marco Russo

Gionata scrive:

Ciao Marco, nessun risentimento stai tranquillo.
Però credo tu abbia male interprestato il tono della mia newsletter.
Riporta il pezzo a cui ti riferisci.
Grazie

Marco scrive:

Ciao Gionata,
avevo letto di te e della tua avventura su una rivista motociclistica e ricordo che subito il cuore mi si era riempito di gioia, di speranza, perchè vedevo che qualcuno stava facendo ciò che anke io avevo sempre detto di voler fare: vivere e girare il mondo in moto o in un piccolo camper. Non contava il mezzo, ma il fine: viaggiare al di fuori dei soliti tour turistici, arrangiandosi con quello che si ha e si riesce a fare fra la gente dei luoghi ove ci si trova. Dopo quella lettura però, durante una pausa pranzo della fabbrica dove lavoro, dovetti far finta di dimenticare la tua storia, rinchiuso nei giudizi che gli altri davano delle mie idee simili alle tue, dandomi del pazzo, dello sbandato perchè volevo lasciare tutto per vivere il mondo. Solo paura di fare una scelta del genere, perchè fuori dal comune, perchè la gente “normale” misura il senso della vita in base al valore dei consumi e dei beni materiali che la moda propugna come “modello di vita sano, equilibrato e di successo. Ma per me, che anke la tv ho abolito da 8 anni ormai e che ripongo il senso dell’esistenza in altro, nella vera ricchezza che è la libertà di conoscere, di non essere sottomesso ad un lavoro di 8 ore sempre uguale, che odia le consuetudinarie vacanze organizzate ed ama l’avventura dell’imprevisto e dell’arraggianrsi, del vivere ramingo , tutto ciò che per la “gente normale” è una scomodità, è un esistere più autentico. Oggi, ritrovando per caso il tuo blog, qualcosa è riscattato in me: è duro dire a lla famiglia di voler lasciare tutto (un lavoro sicuro, uno stipendio fisso, una sicurezza economica) per vivere nella precarietà, perchè per loro ciò significa andare verso la disfatta e non, come per me, finalmente, iniziare a vivere della vera vita, fatta non di moda, di marche, di alberghi lussuosi o risoranti, ma dell’arte di sapersi arrangiare, in modo maturo e consapevole, di giorno in giorno. Loro non capiranno mai una scelta del genere: immersi nell’offuscamento e nell’alienazione che il sistema vuole perpetuare come unico possibile, non capiranno che ciò che loro intendono come scelta negativa è per me scelta di libertà. Quanta gente sento dire di aver viaggiato tutto il mondo, per villaggi turistici, ma dico: che differenza c’è, ad es tra un villaggio turistico cubano ed uno australiano? Non si vedono l’Australia o la Cuba reali, quelli della gente di tutti i giorni in un villaggio! La cosa più difficile è avere il coraggio di fare “la scelta”, che spesso è solo noon fatta per paura di far sofrire chi, non comprendendo il bene che farebbe per noi, si preoccuperebbe per il nostro benessere. Ma forse queste sono solo scuse dietro le quali ci si nasconde per non decidere, per non fare il passo!!!! Leggere di te e della tua avventura mi ha ridato quella speranza che spero di poter tramutare presto – non appena avrò estinto il mio debito con chi mi ha aiutato a comperare casa – in una realtà. Allora, sarò veramente solo io a rispondere delle mie scelte e potrò rrealizzare il mio sogno: mollare tutto, lavoro e casa per girare il mondo all’avventura. Sono d’accordo con te quando dici che si può fare e che si può ottimizzare, senza pretendere di vivere con le comodità che il sistema ci ha abituato ad avere e a ritenere -falsamente per noi ma convenientemente per lui che ne trae profitto e controllo dalle e sulle masse – indispensabili. Queste comodità, questo lusso sono una fonte di ricchezza materiale ma di enorme povertà spirituale ed esistenziale. Infondo quando si ha quel tipo di tutto materiale non si ha niente, mentre per avere tutto – per gente come me e te- basta averre il minimo indispensabile. Il tutto della maggirparte della gente è pre me niente, viceversa, il loro niente è per me tutto. Io ho vissuto un’esperienza di viaggio in moto simile alla tua – in termini di avventura, ma non di estensione- questa estate ove da solo ho percorso con una tenda ed altro tutte le dolomiti e la corsica in 14 giorni per un totale di 3500 km, senza prenotazioni. Partire al mattino senza sapere dove sarei giunto e poi mangiare in un campo o su una costa ecc ecc.
A pgiugno spero di poter trovare il coraggio di prendere la decisione: vendere casa e col ricavato in camper o moto, girare il mondo, come te lavorando qua e la per mantenermi, sempre itinerante, senza mete precise. Grazie per non avermi fatto sentire come la gente mi aditaa quando parlo di questo mio progetto: un pazzo, irresponsabile e, sogghignando dall’alto della sua presunta sobrietà (in realtà alienata),solo un romantico sognatore con la testa fra le nuvole. Si sa che la Libertà si raggiunge solo con scelte difficili da prendere. Se la maggior parte dei “buoni cittadini” preferisce vivere secondo i dettami che l’industria culturale impone loro è loibera di farlo, ma io, che in quei dettami non mi riconosco, valuto l’esistenza secondo una scala di valori che è, alla loro, capovolta.
Grazie e spero di incontrarti un giorno, in moto o in camper ti darò compagnia od ospitalità.
Grazie

Gionata scrive:

Grazie a te Marco,
ho letto con estrema gioia ed interesse il tuo post a cuore aperto.
Gionata

Marco scrive:

Giao Gionata,
ho letto il post “?????????” di risposta al video di you tube di brokenheart74 che sono io ih ih!!!
Forse leggendo il commento qui sopra riuscirai a togliere qualche punto interrogativo e a collegare il motivo del mio commento su youtube. Cmq mi trovi anke sul websire lasciato e su facebook (Marco Piombino).
Un saluto
Marco
(non ti preoccupare mi piace la gnocca ih ih!!!)

Gionata scrive:

non era per una questione di gay o non gay. è quel “mi hai cambiato la vita” che mi ha lasciato sorpreso felicemente!!!!!!!!!!

JamesPulga scrive:

Che posso dire, sei veramente forte!!!

Gionata scrive:

grande james, a febbraio torno dalle belle fighe che c’ hai in brasile!!!!!!!!!!!!

david scrive:

gran bel resoconto gionata, da rimanere attaccati a leggere d’un fiato fino in fondo!!!

Gionata scrive:

david, detto da te è un complimento vero.
grazie

Peppe scrive:

Ti seguo da sempre ed è sempre un piacere quando arriva la tua posta che avvisa dell’aggiornamento.
Non demordere, stai facendo cose ENORMI!

Gionata scrive:

grazie peppe, un abbraccio